Un amico mi scrive;

Oggi, stamattina, alcuni tradizionalisti cattolici, come il Il sito tradizionalista «Rorate Coeli», oppure Pontifex, hanno iniziato a criticare apertamente Papa Francesco: il primo portale l’ha attaccato perché ha lavato i piedi a un musulmano e a una donna, gridando allo scandalo soprattutto per quest’ultima; e il secondo ha detto che un Papa non può essere un semplice “fraticello”, sottolineando l’abbandono della croce d’oro e delle scarpette rosse e della mozzetta rossa d’ermellino, come segni di inutile “pauperismo”, che infliggono alla chiesa l’umiliazione della bellezza che celebra Dio, cioè della simbolica di riti, abiti, arredi, edifici sacri. Che cosa ne pensi? Sono gli stessi farisei di Gesù?

Orrore! Toccare i piedi a una donna? Come si può, da Papa? Poi magari con le donne ci tocca ragionarci assieme, ascoltarle, capirle, rispettarle.

Idem per i musulmani. Lavare i piedi a un musulmano, che poi magari li usa per darti una pedata? Meglio una pedata pulita che una sporca? L’unica lavata praticabile a un musulmano è quella di testa! Come si può oggi credere ancora a Maometto, magari pure con i piedi puliti?

E, poi, parliamoci chiaro, l’umiliazione della lavanda dei piedi è solo un fatto liturgico e simbolico. Con la liturgia bisogna andarci molto, molto piano: pianissmo, con piedi non puliti, ma di piombo! E pure con i simboli, si sa, bisogna andarci piano. Un simbolino oggi , un simbolino domani e ti trovi che anche tu devi lavare i piedi a tutti i miscredenti o, peggio, a tutti i poveri cristi del mondo. Non sia mai detto.

Che bisogno c’era poi di non mettere una croce d’oro? Se non si fa più d’oro nemmeno la croce, come si fa con il resto? Vuoi vedere che questo qui ti fa pure lo lOR d’acciaio? E poi dove andiamo a riciclare i fondi neri e le tangenti?

Quanto è ridicolo poi lasciare le scarpette rosse! Come se importasse averle rosse o nere! Importante è non il colore delle scarpe, ma che il Papa se ne stia fermo, immobile. il rosso delle scarpe era solo un piccolo vezzo, una chicca. Era solo un residuo del rosso cardinalizio: mica si può diventare Papa per intero, dalla testa ai piedi! E poi basta con i piedi! Come se a decidere fossero i piedi, lavati o sporchi, in scarpe rosse o nere!

E la mozzetta d’ermellino non era bellina? Perché toglierla? Poi si lamentano che vengono i reumatismi alle spalle! Oggi la mozzetta, domani chissà, va a finire che il Papa si mette a nudo veramente. E poi pretende che, magari, lo facciamo anche tutti noi. Il Papa non può mettersi a nudo. E poi Papa non può pretendere che anche noi ci mettiamo a nudo con tutti, magari e prima di tutto in senso morale e finanziario. Il pauperismo è roba da medio evo. Dobbiamo essere attuali, moderni. Basta con i tradizionalismi! Basta con questo vecchio cristianesimo medioevale o, peggio, con il cristianesimo delle origini!!! basta con questi tradizionalismi da presepe francescano!!! È ora di finirla, anzi è ora di non cominciarla neppure. Speriamo che faccia la fine di Papa Luciani: una bella morte veloce dopo 33 giorni! Davvero una morte d’oro! 33: ecco il numero perfetto, davvero il numero della salute sia del Papa (di questo Papa) sia della chiesa! 33 come gli anni di Gesù, che volere di più? 33 giorni: un papato low cost, un papato fast food, un papato low and fast! Evviva!

C’è un portale ( www.pontifex.roma.it ), che, a quanto mi si dice, è sostenuto da 4-5 cardinali e vescovi in pensione, tra cui il ben noto mons. Babini, ex vescovo di Grosseto. Questo portale è voce di un integralismo talmente becero e folle, da fare apparire aperti e libertari anche i lefrevriani più retrogradi. Mi si dice che in Vaticano il portale è considerato pura follia, ma nessuno prende distanza chiara e ufficiale da quanto vi viene scritto; viene lasciato vivere e dire con il consenso sia pure tacito di un’ala integralistica estrema della Curia romana.

Questo stesso portale affermò che la morte del giovane operaio ucciso da un traliccio durante l’allestimento di un concerto di Jovanotti era un “castigo di Dio” nei confronti di Jovanotti stesso.

Ora, in un post in occasione della morte di Lucio Dalla (http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/spettacolo/10801-lucio-dalla-verso-la-beatificazione-ed-il-funerale-religioso-uno-scandalo-ed-unidolatria-pagana), Bruno Volpe, l’editorialista più noto del portale, esce con affermazioni di questo tipo:

sono del parere che Dalla non abbia diritto ad un funerale religioso in quanto in stato di pubblico peccatore.

Se la diocesi di Bologna dovesse farlo spingendosi fino al pubblico elogio, sarebbe scandaloso e contraio al CIC; per altro verso determinerebbe un grave precedente.

Dunque, onore al genio Dalla, ma si eviti lo scandalo e l’idolatria pagana, almeno in Chiesa”.

Questa folle logica viene ribadita da mons. Babini in una intervista fattagli da Bruno Volpe nello stesso portale:

il Diritto Canonico, le ripeto, proibisce il funerale a tutti coloro che abbiano dato pubblico scandalo con la loro vita”.

L’omofobia foraggia fanatismi di questo tipo. Non è ora che la Chiesa ufficiale si decida a prendere le distanze da questi fanatismi?