Risposta a un figlio di “genitori che aderiscono a Comunione e Liberazione”

A margine del primo dei miei due cliccatissimi articoli su Comunione e Liberazione (2009/06/23 – Penati, Comunione e Liberazione e il dopo Berlusconi; l’altro è 2009/06/24 – Comunione e Liberazione (e non solo) e il bisogno di appartenenza), Giacomo (uso qui un nome di fantasia) mi manda un commento. Giacomo si presenta come un quindicenne, per cui ritengo saggio non pubblicare direttamente il commento, che, senza alcuna liberatoria dei genitori, evidenzierebbe il nome e il cognome di una persona minorenne.

Salvato l’anonimato del giovanissimo commentatore, mi pare corretto nei suoi confronti e prezioso per il dibattito con i lettori rispondere, dando il giusto respiro al suo commento.

Scrive Giacomo: “sono un ragazzo di 15 anni e ho dei genitori che aderiscono a comunione e liberazione e per questo conosco l’ambiente. A seguito di questo volevo dirle che tutti i passaggi logici, riguardanti CL sono sbagliati. Ma non perché lei ha detto falsità, ma per il semplice fatto che tutte queste cose lei non le ha provate e sperimentate e in virtù di questo non può esprimere un giudizio in merito, figurarsi addentrarsi nelle questioni di potere le quali non può giudicare per i motivi che gli ho appena elencato. Per quanto riguarda le elezioni amministrative ci tenevo a dirle che, come li chiama lei, i vip ciellini hanno consigliato di votare il centro destra. La mia ridotta conoscenza delle cose,vista la mia età, mi porta a dire che è meglio non giudicare gli altri, soprattutto quando si ha una conoscenza puramente di immagine e non del concreto”.

Caro Giacomo, sono un vecchio di 62 anni. Conosco Comunione e Liberazione fin dai tempi della sua nascita. Ho conoscenza diretta e personale di molti ciellini importanti e meno importanti. Li ho frequentati a lungo. Nella mia esperienza politica e associativa per lunghi anni ho spesso lavorato con loro a livello locale, provinciale, regionale e nazionale, in sedi istituzionali, politiche, sociali, associative. Quello che dico è tutto frutto di esperienze personali e di quella elaborazione della propria esperienza, che ciascuno di noi fa e deve fare (ai tempi della mia giovinezza, nei campi scuola della GIAC la doverosa elaborazione dell’esperienza veniva chiamata “revisione di vita”).

Inoltre CL è una realtà politica, sociale, ecclesiale così importante, che, anche qualora non se ne abbia esperienza diretta, è doveroso cercare di conoscere e valutare. Anche di ciò che non si è vissuto in prima persona sono doverose la conoscenza e la valutazione. Altrimenti non ci sarebbero né storia, né scienza. Certo, nel conoscere e nel valutare occorre onestà intellettuale. Ti assicuro che ho sempre cercato di essere intellettualmente onesto, spero di esserci riuscito almeno qualche volta.

Anche a te consiglierei la bella esperienza della onestà intellettuale. Quando affermi “tutte queste cose lei non le ha provate e sperimentate e in virtù di questo non può esprimere un giudizio in merito, figurarsi addentrarsi nelle questioni di potere le quali non può giudicare”, non sei intellettualmente onesto, perché non hai alcuna prova che io non abbia provato e sperimentato quanto dico.

Non penso sia facile essere figlio di ciellini, soprattutto quando li si ama, come – mi pare – li ami tu. Amare il padre e la madre non significa tuttavia, a mio modesto avviso, sostituirsi a loro e prendere acriticamente la loro difesa. Non è giusto né nei tuoi confronti, né nei loro. Nei loro confronti non è giusto: è come se dicessi che da soli non sono in grado di fare valere le loro ragioni. Nei tuoi confronti non è giusto: tu hai diritto di vivere le tue battaglie, non le loro; la tua vita, non la loro. Se sono loro che “aderiscono a comunione e liberazione”, è giusto che siano loro a protestare, qualora qualcuno dica cose che loro non ritengono corrette e vere. Sostituirsi a loro significa di fatto svalutarli, come se fossero loro i figli da proteggere e da difendere e come se fossi tu il loro genitore e difensore. Questa inversione di ruolo non solo non è corretta, ma rischia di impedirti di vivere liberamente e sanamente la tua vita, i tuoi quindici anni, la tua adolescenza.

P.S. Quanto alla indicazione di voto per il centro-sinistra di Penati alle ultime provinciali di Milano, risultava chiaro nel mio post che mi riferivo al ballottaggio del secondo turno, in ordine al quale CL ha mostrato quello strano cambiamento che ha ispirato l’intero articolo.

 

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