Riguardo al ragazzo senza braccia obbligato, a quanto pare, a scendere dall’Eurostar 9354 Bari-Milano (vedi 2009/12/30 – il ragazzo senza braccia (da “la Repubblica” di oggi)), mi rifaccio ai dati di cronaca e riporto le note odierne delle Ferrovie dello Stato, quella della Polizia Ferroviaria e quella inviata a “la Repubblica” da “un passeggero testimone dei fatti”.

Cominciamo dalle Ferrovie dello Stato. Un primo comunicato di ieri mattina dice: “Quanto descritto nell’articolo pubblicato da la Repubblica merita tutta l’attenzione del Gruppo Ferrovie dello Stato, che porge comunque le sue scuse al passeggero”. In serata un secondo comunicato precisa: “Il viaggiatore non è mai stato fatto scendere dal treno, il biglietto gli è stato acquistato a Foggia dal personale di bordo. Il Gruppo Fs è da sempre attento e sensibile ai diritti dei diversamente abili”. La cronaca continua così: “La capotreno in servizio sull’Eurostar 9354 Bari-Roma di domenica 27 dicembre, durante le operazioni di controllo dei biglietti ha riscontrato che un viaggiatore privo del braccio sinistro ma in grado di parlare in modo corretto, era senza biglietto. L’ha quindi informato delle regole di ammissione sul convoglio. Considerata la particolare condizione del passeggero, risulterebbe che la Capotreno si sia ulteriormente attivata per consentire al cliente di proseguire il viaggio sullo stesso treno e senza alcuna sanzione. Per questo è scesa durante la sosta a Foggia provvedendo a recarsi in biglietteria e acquistando il biglietto per conto del passeggero””.

A quanto è dato capire, dunque, le Ferrovie dello Stato hanno emesso due comunicati, uno in mattinata e uno in serata: nel primo si scusano “comunque” con il passeggero, nel secondo ricostruiscono i fatti in modo del tutto diverso da quanto risulta nell’articolo pubblicato da “la Repubblica”, in quattro punti sostanziali: 1) il ragazzo non manca di due braccia, ma di uno solo; 2) il ragazzo è “in grado di parlare in modo corretto”; 3) non sono coinvolti una bigliettaia e un capotreno, ma soltanto “la Capotreno”; 4) “la Capotreno” ha un comportamento decisamente irregolare, ma forse degno di Madre Teresa di Calcutta: nonostante il passeggero manchi di un solo braccio e sappia parlare correttamente, non soltanto consente “al cliente di proseguire il viaggio sullo stesso treno e senza alcuna sanzione”, ma si premura di scendere lei di persona dal treno e fare lei il biglietto, tenendo il passeggero suL treno.

A questo punto non posso non pormi alcune domande:

  1. perché due comunicati, uno a velocità TAV, l’altro veloce quanto un treno da pendolari?;
  2. perché e di che cosa nel primo comunicato si chiede “comunque” scusa?;
  3. perché “la Capotreno” non applica la sanzione prevista, se – come si dice – il passeggero manca di un solo braccio, parla correttamente ed è quindi in grado di cavarsela da solo?;
  4. perché “la Capotreno” scende lei di persona a fare il biglietto e tiene, contro regolamento, il passeggero sul treno?;
  5. se “la Capotreno” ha commesso le due irregolarità appena sopraddette, perché le FF.SS. non si scusano con i contribuenti del comportamento irregolare della Capotreno e non prevedono sanzioni nei suoi confronti?;
  6. se tutta la vicenda narrata dall’articolo de “la Repubblica” è tanto diversa dal vero, perché le FF.SS. e il ministro competente non denunciano Shulim Vogelmann, autore dell’articolo, e il Direttore Responsabile del quotidiano per diffamazione e per offesa della buona immagine delle FF.SS.?

Le domande che sorgono mi paiono davvero troppe, per giunta suscitate da chi, come le FF.SS. non pare risultare molto credibile, con treni che scoppiano sia letteralmente (vedi la tragica strage di Viareggio) sia funzionalmente (vedi gli assalti ai treni di passeggeri lasciati in massa sulle banchine), con treni puntuali neppure nei ritardi, con disservizi cronici, con sporcizia e incuria crescente, con quotidiane mortificazioni di migliaia di lavoratori pendolari. E se veramente, almeno stavolta, le FF.SS. hanno fatto tutto per bene, perché – ripeto – non chiariscono meglio le contraddizioni dei comunicati e non denunciano – l’autore dell’articolo e il Direttore Responsabile del quotidiano?

Veniamo alla nota della Polizia Ferorviaria. Questa dice: “il personale (…) agendo con tatto e umanità (…) ha convenuto di adoperarsi in prima persona per regolarizzare il viaggiatore stesso per il medesimo treno (…) il disabile ha proseguito il suo viaggio a bordo dello stesso treno, in quanto la soluzione trovata dal personale di Trenitalia ha garantito, con indubbio buon senso, sia il diritto di assistenza e quello di mobilità del disabile, che la doverosa applicazione dei regolamenti ferroviari”.

Anche qui non posso non pormi alcune domande:

  1. chi ha chiesto alla P.F. di offrire chiarimenti circa il comportamento delle FF.SS.?;
  2. perché sono stati chiesti questi chiarimenti alla P.F.?,
  3. come mai sull’Eurostar 9354 sono entrati in gioco agenti della P.F.?; chiamati da chi?; perché?; in ordine a che cosa, se tutto funzionava tanto bene?,
  4. perché la P.F. non si limita a rendere conto del comportamento dei propri agenti, ma entra nel merito della valutazione – del tutto non richiesta e non necessaria – di un comportamento tanto virtuoso ed equilibrato da parte del “personale di Trenitalia” (ma non era solo “la Capotreno” in gioco?)?;
  5. il disabile” era davvero tale o non lo era?; se non lo era, perché si parla di “il diritto di assistenza e quello di mobilità del disabile”?; se lo era, in che senso e perché si parla di “doverosa applicazione dei regolamenti ferroviari”?;
  6. gli agenti della P.F. Sono inervenuti in nome di quale contraddittorio e tra chi?

Anche qui, dunque, c’è qualcosa che non quadra e che non convince. Viene il dubbio che l’excusatio da parte della P.F. del comportamento del “personale di Trenitalia” – né richiesta né competente (visto la dichiarata presenza di comportamenti virtuosi e la non presenza di alcun contraddittorio) – voglia in realtà nascondere una declaratio manifesta di un non corretto comportamento dei due agenti citati nell’articolo di “la Repubblica”. Di questi e solo di questi doveva parlare la nota della P.F., dicendo perché e in nome di chi sono intervenuti e come sono intervenuti (uno di loro levava o non levava le mani al cielo?, diceva o non diceva “questi qui” riferito a chi è diversamente abile?). Ogni aggiunta o ogni divagazione non richieste e non necessarie non possono non puzzare di bruciato.

Veniamo ora al “passeggero testimone dei fatti”. Questi dice: “Sono uno dei passeggeri che si trovava accanto al ragazzo nel ‘famigerato’ viaggio. Mi permetto di rettificare l’articolo (…). E’ vero, la ragazza e i due agenti della Polfer saliti alla stazione di Foggia si sono rivolti al giovane romeno con toni francamente evitabili, ma parlare dell’indifferenza dell’intero vagone è assolutamente scorretto. Su richiesta della ragazza è infatti intervenuto un altro controllore e il suo comportamento è stato ineccepibile. Ha evitato che il ragazzo disabile pagasse la tratta precedente (a suo rischio) e si è impegnato personalmente a comprargli il biglietto con la modalità self service senza ulteriori sovratasse”.

Secondo quanto dice il passeggero, emerge quanto segue:

  1. il “ragazzo disabile”, si rivela essere un “giovane romeno”;
  2. quanto al comportamento della “Capotreno” e dei due poliziotti, si dice che “la ragazza e i due agenti della Polfer saliti alla stazione di Foggia si sono rivolti al giovane romeno con toni francamente evitabili”; purtroppo non si precisa in che senso ed entro quali limiti (legali, deontologici, morali, etici?) si trattasse di “toni francamente evitabili”;
  3. si tiene a precisare che “parlare dell’indifferenza dell’intero vagone è assolutamente scorretto”;
  4. si vuole sottolineare il comportamento virtuoso del “controllore”, che “a suo rischio” evita che sia pagato il dovuto e poi si impegna “personalmente a comprargli il biglietto”.

Anche in questo caso, qualcosa non quadra. Come mai e perchè improvvisamente si passa da una bigliettaia dai “toni francamente evitabili” al santo controllore che a rischio personale provvede a tutto? Se secondo le FF.SS. è stata “la Capotreno” ad aiutare il ragazzo disabile, perché il passeggero dice che è stato il “controllore”? Chi dice la verità su questo treno sempre più pirandelliano? Come mai il testimone non dice nulla di quanto di non indifferente sia stato detto o fatto da altri passeggeri che non siano l’autore dell’articolo di “la Repubblica”? Come mai il passeggero, tanto sensibile nei confronti della santità del “controllore”, non dice nulla di quanto può avere vissuto e presumibilmente sofferto il “ragazzo disabile”? Come mai questa empatia a senso unico ed esclusivo? Come mai solo qui salta fuori che è “romeno”?

In un paese, dove da decenni si attende invano di sapere la verità su fatti tipo Ustica e Piazza Fontana, credo sia molto difficile attendersi di sapere dalle fonti istituzionali coinvolte la verità su quanto è avvenuto sull’Eurostar 9354. Per ora, di fronte alle troppe contraddizioni e ai molti dubbi suscitati dalle FF.SS, dalla P.F. e dal commento del passeggero testimone, non posso non continuare credere a quanto scrive l’autore dell’articolo di “la Repubblica”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: