Che dite? Hanno ragione i telegiornali? Sono davvero “disgraziati”, “insensibili” e “barbari”, i manifestanti di ieri a Milano per i quarant’anni dal massacro fascista di piazza Fontana del 12-12-1969?

Guardando i telegiornali pro-Berlusconi, di-Berlusconi, filo-Berlusconi e quasi mai correttamente critici nei confronti di Berlusconi e del suo governo, pareva che il vero obiettivo dei manifestanti fossero i parenti delle vittime, “indegnamente colpiti nel loro dolore” dai fischi di chi protestava, specialmente durante il minuto di silenzio.

Nessuno ha detto chiaramente due cose:

  1. i manifestanti protestavano non contro i parenti delle vittime, ma contro quarant’anni di silenzio, di omertà, di complicità da parte di chi doveva parlare e non ha parlato, di chi doveva capire e non ha capito, di chi doveva indagare e fare giustizia e non l’ha fatto, di chi doveva rispondere e non ha risposto, di chi doveva dimettersi e non si è mai dimesso, di chi doveva pagare e non ha mai pagato. Protestavano contro tutti quei politici, governanti, amministratori che nel corso di questi quarant’anni si sono sottratti alle loro responsabilità, limitandosi a commemorare senza mai dare e fare giustizia. Protestavano in particolare contro questo governo e contro i suoi sodali locali, i vari Moratti, Podestà e Formigoni, perché questo governo agli occhi di molti appare, forse più degli altri, figlio di quei “poteri forti”, che da quarant’anni cercano di immobilizzare e monopolizzare lo stato, le istituzioni, negando la democrazia, uccidendo la vita civile, usando anche il terrorismo pur di affermarsi;
  2. i parenti delle vittime non sono certo gli unici ad avere sofferto in questi quarant’anni. Con loro e forse più di loro hanno sofferto la libertà, la democrazia, l’intelligenza, la verità, la speranza, la voglia di vivere, amare, progettare, costruire. Hanno sofferto le generazioni che in questi quarant’anni non hanno avuto un paese praticabile, dove la legge, la giustizia, la partecipazione fossero possibili, dove i giovani potessero vedere e vivere la speranza di esserci e di essere.Solo la peggiore logica può pensare e tentare di fare pensare che i soli colpiti siano i parenti delle vittime. Si ragiona così soltanto nei luoghi dove la mafia e la barbarie del potere riesce a privatizzare a tale punto il dolore da indurre a pensare che soffre solo chi è colpito direttamente nella persona o nella parentela. È questa la logica dei lager e dei gulag, dei luoghi dove la negazione della libertà è totale, dove sei costretto a non vivere più, dove sei giorno dopo giorno prosciugato d’umanità, fino a pensare solo a sopravvivere tu e solo tu, dove nessuno – forse neppure i tuoi parenti – ti interessano più.

Non conosco i parenti delle vittime di Piazza Fontana. Ma, se fossi uno di loro, probabilmente avrei avuto meno difficoltà a stare giù dal palco e a urlare contro chi è bravo solo a commemorare.

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