Proprio nel post di ieri 2009/11/29 – Berlusconi e le rivelazioni dei pentiti di Cosa Nostra. La mafia e la “cosa Berlusconi” parlavo di mafia russa e pensavo più in particolare al regime che, con a capo Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev, massacra i Ceceni, condiziona e opprime la libera espressione e per esempio permette e/o commissiona e/o copre l’uccisione di Anna Politkovskaja. Ma pensavo anche a regimi tipo quello bielorusso di Alexander Lukashenko, proprio quello che è considerato dalla comunità internazionale come un becero dittatore che, accusato di brogli elettorali, viola sistematicamente i diritti civili in un clima poliziesco di antichissima matrice stalinista, che oggettivamente favorisce le mafie locali e internazionali proprio sui confini polachci, lituani e lettoni della Unione Europea.

Ebbene proprio oggi Berlusconi, primo e unico leader occidentale a sognarsi di fare una siffatta visita, va a trovare Lukashenko, ne tesse gli elogi sperticati, di fatto colpendo la povera opposizione bielorussa e sventolando come alibi l’accordo sugli “atti d’amore” che sarebbero le tanto dubbie e discutibili quanto demagogiche adozioni di bambini bielorussi da parte di italiani.

In realtà, come per il recente oscuro viaggio da Putin, anche in questo caso “Superman” non offre né si sogna di offrire alcuna ufficiale e dichiarata giustificazione politica neppure per questo viaggio. Né, come per la visita a Putin, lo prepara diplomaticamente in tutti i passaggi istituzionali e politici dovuti, necessari e logici, né – presumo – si premurerà di fornire adeguate giustificazioni al Parlamento, secondo quanto oggi stesso è stato richiesto da Pier Ferdinando Casini e Piero Fassino.

Come spiegare il comportamento del “Premier”? Non c’è forse in tutto ciò il bisogno di “avvertire” quei poteri forti che prima hanno avuto interesse ad avviare, costituire e sostenere la “cosa Berlusconi” e che ora hanno interesse, scaricando proprio Berlusconi, a continuare il più silenziosamente possibile l’esercizio del potere acquisito? “Avvertirli” di che cosa se non di quanto già dicevo nel post di ieri?

“Se fate fuori me, guardate che potrebbero emergere notizie, fatti collegamenti, pratiche e soprattutto enormi flussi di denaro e di affari che, grazie a me, avete potuto fare con i mondi delle mafie internazionali e che, scaricando me, vi giuro, emergeranno, per cui state bene attenti a farmi fuori. Se muoio io, muoia Sansone con tutti i Filistei”: è questo il messaggio o, per dirla alla mafiosa, l’ “avvertimento” che sta alla base del viaggio di Berlusconi prima da Putin e poi da Lukashenko?

Né si scordi la spetttacolare e mai bene chiarita apparizione di Ugo Chavez al recente Festival del Cinema di Venezia, con tanto di standing ovation e di film osannante a lui dedicato. Al festival proprio Chavez – con una clamorosa excusatio non petita – affermò: «Non sono un diavolo come mi descrivono, ma solo un essere umano e non favorisco il narco-traffico né il terrorismo, come dicono gli Stati Uniti. Amo la libertà e leggo la Bibbia. Sono appena andato in Iran e ora voglio andare in Russia e tutto in favore della libertà».

Proprio come sta facendo Berlusconi, anche Chavez è stato in Libia,Russia, Bielorussia, in una specie di sacro tour delle mafie unite di tutto il mondo, con annessa e connessa industria del terrorismo, delle armi, della guerra, della droga, del riciclaggio e del commercio di esseri umani. A Berlusconi, per fare fischiare le orecchie di chi vorrebbe liberarsi di lui, mancherebbe soltanto di andare in Iran a parlare di atti d’amore con Mahmud Ahmadinejad, magari accompagnato da Bossi, Calderoli e Borghezio. Ma forse quella è una carta ancora troppo prematura. Prima di “avvertire” proprio tutto e proprio tutti, ci vuole forse ancora un po’ di tempo.

Intanto, a riprova di quanto l’industria del denaro e quella del terrorismo siano tra loro legate, sta emergendo che Donald Rumsfeld, Segretario della Difesa degli Usa dapprima con Gerald Ford (1975-1977) e poi con George W. Bush (2001-2006), fece in modo che non avvenisse la facile cattura di un Bin Laden già quasi ammanettato, a dimostrazione di quanto a certo potere politico e finanziario americano e internazionale convenga che il terrorismo resti vivo e vegeto, così da alimentare – con tanto di alibi antiterroristico – l’industria delle armi e della guerra, tanto connessa alla mafie internazionali e all’industria della droga e degli esseri umani. Riguardo a Rumsfel – non si dimentichi – è quello stesso che attraverso il Tamiflù trae tuttora enormi profitti dall’allarme legato all’influenza suina (vedi il post L’influenza suina (influenza A), la Roche, il Tamiflù, Donald Rumsfeld (segretario alla Difesa di G. W. Bush) ). Riguardo poi a George W. Bush non si dimentichi di quanto fosse amico sia della mafia siculo-americana, sia soprattutto del tanto amato “amico Silvio”.

 

 

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Una Risposta to “2009/11/30 – Anche il viaggio di Berlusconi in Bielorussia da Alexander Lukashenko è un “avvertimento” alla mafia internazionale? E Donald Rumsfeld proteggeva Bin Laden”


  1. […] che da Putin, di recente è stato dal libico Gheddafi e dal bielorusso Lukashenko (vedi il post 2009/11/30 – Anche il viaggio di Berlusconi in Bielorussia da Alexander Lukashenko è un “avvert…). Pubblicato da Gigi Cortesi Archiviato in Uncategorized Lascia un Commento […]


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