A riprova di quanto questo blog sta dicendo da sempre, le dichiarazioni di pentiti di mafia – in questo caso, contrariamente al solito, non smentiti né disprezzati da Cosa Nostra per le loro dichiarazioni – ci stanno dicendo come e quanto la figura del “Premier” dia ormai fastidio a quella stessa mafia, che ha così fortemente voluto, avviato e sostenuto la “cosa Berlusconi”.

Ha a che fare o non ha a che fare Berlusconi con la mafia?

Direttamente o volontariamente non lo so né lo posso sapere, anche se i dati porterebbero molto a pensarlo; saranno i magistrati a dirlo, mostrando se e quanto abbia avuto parte in causa nelle stragi terroristiche del 1993, se e quanto sia colluso con la mafia nell’avvio e nella costruzione della propria fortuna di imprenditore, se e quanto soggetti mafiosi partecipino al capitale delle aziende Fininvest.

Indirettamente di sicuro sì, se per “indirettamente” si intende l’oggettivo interesse che – come questo blog ha sempre detto – i poteri forti hanno sempre avuto nel volere, avviare, sostenere la “cosa Berlusconi”. Basterebbe anche soltanto ricordare quanto siano stati utili per i poteri forti il cosiddetto Scudo Fiscale o la recente politica antieuropea di “Superman”. I poteri forti sono la mafia siculo-americana, le mafie a questa collegate sia quelle di matrice italiana (‘ndrangheta e camorra ) sia quelle di matrice straniera (in particolare quella sudamericana e quella russa), la P2, la parte collusa e/o ricattabile del Vaticano e del cosiddetto “mondo cattolico”, tutti i soggetti interesati all’industria del riciclaggio, della droga, della guerra e delle armi, del commercio degli esseri umani. Di questi poteri la mafia siculo-amiericano è forse l’anima o il punto di connessione più rilevante, quello stesso che ora non può più permettersi di riconoscersi in Berlusconi, specialmente a livello internazionale. L’avvento di Obama e il nuovo modo di fare politica da lui avviato e incoraggiato comportano un’azione più defiilata, complessa e sofisticata. Berlusconi non è più gestibile in questa prospettiva. Di qui l’esigenza possibilmente non di abortirlo, ma certamennte di mestruarlo, costringendolo ad andarsene, senza che la sua uscita di scena muti il gioco di potere italiano, attualmente favorevole ai poteri forti di cui sopra. Il trapasso al post-Berlusconi deve essere il più soft possibile. Solo così sarebbe rispettata la massima resa famosa da Il Gattopardo di Tomasi da Lampedusa, secondo la quale si cambia tutto per non cambiare nulla. Per i poteri forti l’ideale sarebbe sbarazzarsi di Berlusconi nel modo indpolore, circoscritto, chirurgico e silenzioso possibile, limitandosi a volere la sua uscita di scena, senza che null’altro cambi. Questo Berlusconi lo sa o quantomeno, da animale braccato, lo ha annusato. Da puzzola messa all’angolo, sa o avverte che la prorpia vera e unica arma è quella di spargere fango su tutto e su tutti i poteri che hanno sostenuto la “c0sa” e che ora vorrebbero continuare a sostenerla senza più associarla a lui. Sa o avverte quanto la logica del “muoia Sansone con tutti i Filistei” spaventi chi vuole che le cose avvengano il più nascostamente possibile.

Per questo sa o avverte quanto gli è utile suscitare il timore che, se salta lui, tutto o molto salta, tutto esce, tutto emerge, tutto si pubblica. Per questo per colpire la parte collusa del Vaticano, ha attaccato “Avvenire” e Boffo e ha, molto probabilmente favorito l’uscita di libri come Vaticano s.p.a di Gianluigi Nuzzi. Per questo ora sa o avverte che forse è meglio che, attraverso “Libero” e Belpietro, sia lui il primo a dire che è indagato per mafia a Firenze e a Palermo, di fatto avvertendo e ricattando Cosa Nostra. Le dichiarazioni dei pentiti sono non l’attacco della mafia a Berlusconi, ma la risposta della mafia all’attacco di Berlusconi e, soprattutto al fatto che lui non se ne vuole andare. 

Attaccare per difendersi. Avere tutti contro per sopravivvere. Alzare il più possibile la posta in gioco, non per vincere una ormai invincibile partita, ma per tenerla aperta il più possibile, magari all’infinito, in un folle delirio di immortalità. Questa è oggi la strategia di Berlusconi?

Annunci

Una Risposta to “2009/11/29 – Berlusconi e le rivelazioni dei pentiti di Cosa Nostra. La mafia e la “cosa Berlusconi””


  1. […] nel post di ieri 2009/11/29 – Berlusconi e le rivelazioni dei pentiti di Cosa Nostra. La mafia e la “cosa Berlus… parlavo di mafie di mafia russa e pensavo più in particolare al regime che, con a capo Vladimir […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: