Sarà un caso, ma grazie all’affaire Piero Marrazzo nessuno o quasi ha parlato quanto si doveva della sentenza d’appello del caso Mills, che conferma il giudizio di primo grado. Dunque, se dovessimo seguire la logica del cui prodest?, tutto l’affaire trans Marrazzo avrebbe un proprio indubbiamente sospettabile utilizzatore finale.
Ma, probabilmente le cose sono ancora più complicate e stanno ancora peggio. E in gioco non ci sono soltanto il Presidente della Regione Lazio e i suoi gusti sessuali.

Di certo, per propria stessa ammissione Berlusconi ha detenuto per giorni il filmato riguardante Marrazzo. Ha cioè detenuto per giorni un corpo di reato: e questo configura per “Superman” il reato di ricettazione, contro cui i magistrati dovranno procedere, rossa o meno che sia la loro toga, turchesi o meno che siano i loro calzini.

Di certo “mister B.” non ha denuciato nè il corpo del reato di cui è stato per giorni e giorni in posssesso, nè il reato di cui, tramite il video, era a conoscenza. Anche queste omesse denunce sono reati, che, perpetrati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, per giunta costituiscono un grave esempio negativo.

Di certo l’Impunit0 si è mosso con palese sovrapposizione di ruoli e inquinamento di interessi: padre di Marina Berlusconi, proprietario più o meno di fatto di Mondadori e Fininvest, datore di lavoro più o meno diretto di Alfonso Signorini e company, Presidente del Consiglio dei Ministri, Premer del PDL, calunniatore di giudici, assolto per prescrizione, pluriimputato,  pluricoinvolto in processi, pluribeneficiario di leggi ad personame ecc. ecc. .

Di certo buona parte della oscurità dell’intero affiare Marrazzo lo vede più o meno direttamente presente, confusamente presente, minacciosamente presente e capace di utilizzare insieme i diversi ruoli e le diverse identità e funzioni che lo caratterizzano. Per cui ogni oscurità dell’intera vicenda finisce con il porre inquietanti e gravi interorgativo sul ruolo effettivo che Berlusconi può avere avuto nella fasi della intera vicenda. Aspetto ancora più grave, tutto ciò non può non suggerire gravi dubbi sui limiti effettivi di quanto sta avvenendo, sugli scopi, sulle persone coinvolte e su quelle che potrebbero già essere coinvolte, sulla loro manovrabilità o ricattabilità da parte dei vari personaggi in campo e dell’eventuale regista dell’intera operazione. Se poi si pensa alla facilità con cui Silvio contatta potenze “non alleate ma amiche” e all’abilità che queste potenze hanno o possono avere nella gestione dei servizi segreti e del rapporto con giornalisti e informazione, allora non si possono non sentire inquietanti presagi, nefasti brividi lungo la schiena.

Più che in legioni che superino il Rubicone o in eserciti spregiudicati che conquistino a qualsiasi costo terre e uomini, il potere spregiudicato del Principe oggi sta nella possibilità di un uso manipolatorio, distruttivo, minaccioso, intimidatorio e ricattatorio della infomazione e dei servizi segreti. Berlusconi ha il potere di questa possibilità. L’affaire Marrazzo lo lascia largamente intuire. Questo fa paura, molta paura, anche e soprattutto perché, come questo blog sta dicendo da molti mesi, Berlusconi è uno squalo ferito, che dà fastidio soprttutto ai poteri ai quali finora la “cosa” Berlusconi ha fatto gioco.

Già lo si è detto: alla puzzols ridotta all’angola non resta che gettare cacca il più lontano e il più in alto possibile, magari colpendo un obiettivo per intimorine un altro o molti, molti altri, forse tutti o quasi tutti.

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