Se c’è una persona squisita, dalla cultura raffinata e intelligente, dalla umanità aperta e viva, questi è re Abdallah di Giordania. Tra i capi di stato appartiene a quella ristrettissima élite capace di dare speranza al mondo e gusto all’essere uomini. Nei giorni scorsi, durante la “visita di stato ufficiale” in Italia, meritava la più sincera, qualificata, attenta ed entusiastica accoglienza. Meritava che si ascoltasse e meditasse ogni sua affermazione, soprattutto in tema di intercultura, di incontro tra mondo cristiano e mondo islamico, di possibilità di pace in medio oriente e nel mondo.

Invece il palco d’onore della Camera dei Deputati lo accoglie come ospite nel bel mezzo di una bagarre provocata dal pessimo senso della democrazia del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (invece di essere super partes, come l’esercizio della presidenza imporrrebbe, attiva un escamotage per ritardare la votazione in corso e, così, favorire sfacciatamente la maggioranza).

Poi – sciaguratamente – deve subire lo sgarbo e la cafonaggine di Berlusconi, che, con spregio del più elementare alfabeto di ogni cortesia umana e diplomatica, matedì sera, a pochissime ore dalla cena a Palazzo Madama prevista da mesi dal protocollo di accoglienza, annulla l’appuntamento con il re e la regina Rania, per “sopravvenuti impegni”.

I “sopravvenuti impegni” sarebbero la strana e improvvisa “visita privata” che “Superman”, preso da irresistibile quanto dubbia e misteriosa compulsione, si è sentito in dovere di fare a Putin. Accompagnato soltanto da un esperto di politica estera e dalle guardie del corpo, Silvio fugge in Russia, non si sa perché né per come, non si sa per parlare di che cosa, non si sa per quale cogente e inderogabile urgenza, con forte suspicione che si sia trattato di affari magari non del tutto ortodossi (perchè altrimenti non ne avrebbe detto nulla?), limpidi (visto il personaggio), trasparenti
(visti i precedenti del personaggio), disinteressati (viste le inclinazioni del personaggio a sovrapporre i piani di interesse) e non del tutto coerenti per esempio con la posizione dell’Italia con la UE e con i gasdotti previsti dalla UE. Frattini, ministro degli Esteri, dice che si è trattato di una normale “visita privata” fra amici, rivelando una strana idea delle visite, dell’amicizia, degli impegni diplomatici, dell’ospitalità e delle precedenze diplomatiche.

Come persona, come cittadino e come italiano, mi spiace che una persona come re Abdallah sia stato oggetto di tanto becera e del tutto immeritata disattenzione. Mi spiace, ancora di più, che Berlusconi abbia perduto anche questa occasione per conoscere una persona vera e straordinaria, dalla quale potere imparare moltissimo. Mi conforta il fatto che, da persona eccezionale qual è, il re di Giordania sappia quanto gli italiani siano indegnamente rappresentati da un siffatto Presidente del Consiglio.

Per quanto mi riguarda, gli chiedo scusa.

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