Per una pregiudiziale di incostituzionalità avanzata dall’UDC e votata dall’UDC stessa, dalla teodem Paola Binetti e da gran parte della maggioranza della Camera (alcuni finiani sono stati con l’opposizione, altri del PDL si sono astenuti) è stata definitivamente seppellita la “legge Concia” contro l’omofobia. Questa legge contemplava tra le aggravanti dei reati i fatti commessi «per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».

Considerare come aggravante il fatto che viene colpito chi è omosessuale in quanto è omosessuale, sarebbe lesivo del principio costituzionale secondo cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Questa, ufficialmente, è la motivazione del voto contrario. Il che sarebbe già di per sé paradossale: non punire come aggravante l’omofobia per tutelare chi della violenza omofobica è vittima.

In realtà, oltre a quello ufficiale, sono almeno altri due gli obiettivi degli “affossatori” del provvedimento: uno ideologico («c’è il rischio di aprire la strada a matrimonio, fecondazione artificiale e adozione per gli omosessuali»), l’altro politico (aggregare l’UDC alla attuale maggioranza berlusconiana, al fine di preparare il dopo Berlusconi).

Non voglio tuttavia entrare ora nel merito di questi due ultimi obiettivi, sui quali mi riservo di dire meglio in altri articoli. Qui è più che sufficiente soffermarsi sulla motivazione ufficiale, perché – a mio avviso – rivela la gravissima, barbara ignoranza giuridica e giurisdizionale mostrata dalla maggioranza della Camera, che con il Senato, è – fino a prova contraria – l’istituzione depositaria del potere legislativo.

Va fermamente ricordato che ad aggravare un reato è l’intenzione di chi lo commette; l’identità della vittima conta relativamente e in subordine a questa intenzione. Un omicidio, per esempio, è più o meno grave, a seconda che l’azione dell’omicida sia o non sia intenzionalmente tale: in base a ciò si decide se l’omicidio è – metti caso – colposo, preterintenzionale o volontario. Così pure, per fare un altro esempio, un conto è investire in un incidente stradale casuale la moglie del Presidente della Repubblica (come è avvenuto a fine giugno del 2007), un conto è investirla per ledere attraverso di lei la Presidenza della Repubblica.

Valutare la maggiore o minore gravità di un reato prescindendo dal rapporto tra intenzione del reo e identità qua talis della vittima, è perciò gravissima affermazione e nefasto precedente, soprattutto se soggetto della affermazione è uno dei due rami del Parlamento. È un altro gravissimo sintomo di quel degrado istituzionale, culturale e politico in cui sta precipitando il nostro paese.

Che tutti i cittadini siano e debbano essere uguale è sacrosanto. Ma lo è per la Costituzione e – si spererebbe – per il legislatore. Purtroppo non sempre lo è per chi commette un reato. Chi aggredisce, violenta o uccide per il fatto che la vittima è da lui considerata diversa o inferiore o – come ancora oggi molti con assurdo pregiudizio e con somma ignoranza pensano in ordine agli omosessuali – “malata”, è colpevole non soltanto di aggressione, violenza o omicidio, ma di una intenzione nazista di colpire la diversità in quanto tale, negando la natura, la dignità. la unicità personali dell’essere umano. Questo è nazismo. Come altro chiamare una logica che nega all’essere umano il diritto alla identità e alla diversità?

Non considerare come aggravante una siffatta intenzione del reo, di fatto significa colludere con la sua logica discriminante e nazista. Altro che affermare la parità dei cittadini di fronte alla legge! Altro che principio costituzionale! E questo è terribilmente e tragicamente grave. Per questo Parlamento reato è sempre di più non ciò che fai, ma chi sei. Sei clandestino? È un reato. Ti picchiano o uccidono perché sei omosessuale? Non è un’aggravante.

Mi piange il cuore pensare che la pensino così anche sedicenti cristiani.

Per altre considerazioni sulla omofobia, vedi il mio post Perché si aggrediscono, picchiano, uccidono l’omosessuale, l’extracomunitario, il barbone, il diverso.

 

 

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Una Risposta to “2009/10/14 – Affossata la “legge Concia” contro la omofobia, il nazismo avanza”


  1. […] in un altro mio post. ho denunciato la deriva nazista presente nel nostro paese ( 2009/10/14 – Affossata la “legge Concia” contro la omofobia, il nazismo avanza  ). Si colpisce una persona non per quello che fa, ma per chi è, cioè per la sua identità. Più […]


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