Come era prevedibile (e questo blog l’aveva detto), riecco le bombe, con l’esplosione a Milano, davanti alla caserma “Santa Barbara” (che è? Una minaccia di nuove esplosioni?).

Cui prodest? A chi giovano bombe di questo tipo? O – meglio – a chi si spera che giovino? Da parte di chi si spera? Chi vuole che lo scontro si sposti sulle esplosioni, togliendolo da istituzioni e da piazze per molti non più tanto facilmente gestibili? La storia degli ultimi decenni dovrebbe avercelo largamente insegnato a chi fanno gioco azioni di questo tipo.

Quegli stessi poteri che hanno lasciato crescere e hanno sostenuto la “cosa Berlusconi” (mafie nazionali e internazionali, tutta la criminalità a queste connessa, P2, industria del riciclaggio, indistria delle armi, industria della droga, industria del commercio degli esseri umani, parte corrotta e collusa del Vaticano, delle istituzioni, dei servizi segreti, della imprenditoria, della finanza, della economia), hanno oggi interesse a riaffermare la propria egemonia al di là di Berlusconi, oltre Berlusconi, dopo Berlusconi. Sono poteri che nei momenti critici hanno bisogno del terrorismo come i pesci dell’acqua: li legittima agli occhi degli sprovveduti, dà loro l’alibi di un nemico da combattere e sconfiggere. Chi si presenta come vetraio, ha interesse che i vetri non restino intatti, come ben ricordava il “comunista” Charlie Chaplin nel film Il monello.

Certo, può davvero essere l’azione di qualche terrorista o presunto tale. Ma, anche in questo caso, si può benissimo lasciarlo agire, non prevenirne l’azione, non identificarlo prima. Ciò che conta è – purtroppo e soprattutto – valutare quali e di chi sono gli interessi politici a lasciare accadere il terrorismo, quasi a “dosarlo”, come già a suo tempo disse Emuanuele Severino in Techné. Le radici della violenza.

Nei mesi scorsi le dichiarazioni, per esempio, di Ciancimino junior hanno affermato la collusione tra mafia bombarola, politica e parte dei servizi segreti, causa tra l’altro – a quanto pare – della morte di Paolo Borsellino. Nei giorni scorsi sull’argomento sono intervenuti in vario modo, ma sostanzialmente a conferma, sia l’ex guardasigilli Claudio Martelli (ad “Annozero”), sia l’ex Ministro degli Interni ed ex Presidente del Consiglio e della Repubblica Francesco Cossiga. Sempre nei giorni scorsi si è pure parlato di presenza subìta o lasciata agire o invocata – nel nostro paese di servizi segreti di paesi stranieri, come del resto già il caso Abu Omar aveva affermato.

Il quadro internazionale è anch’esso congruo alla possibilità dell’acting out bombarolo da parte dei poteri sopraccitati. Da un lato l’ulteriore affermazione di Obama a seguito del Nobel per la Pace e, dunque, l’avviarsi sempre più deciso e probabile dell’exit strategy obamiana dall’Afghanistan, dall’altro la sempre più ferma azione dei media europei e della UE contro l’affermazione in Italia del berlusconismo autoritaristico e becero, impongono ogni ora di più ai poteri forti quanto questo blog già da parecchio ha detto: fare fuori Berlusconi in modo più o meno soft (proprio nei giorni scorsi – guarda caso – non si è forse parlato di attentato al “Premier”?), così che dietro il polverone della liquidazione di “Superman”si possa rifondare più forte che mai il potere, dando per giunta l’impressione che tutto sia cambiato.

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