Sabato chi rappresenterà lo stato ai funerali delle povere vittime di Messina? In una terra dove, in tante cose e sotto molti aspetti, pare proprio che lo Stato non ci sia e, se c’è, sia altamente omissivo e gravemente disfunzionale, chi lo rappresenterà e come? Saranno funerali di stato? In nome di quale stato?

I rappresentanti del governo sono stati accolti dall’urlo di “assassini”. Il Presidentte del Consiglio fugge la folla, entra da porte secondarie, di servizio, dopo avere avuto la faccia di bronzo perfino di dire “l’avevamo previsto”. E, ancora, ha l’arroganza di promettere soluzioni efficaci e rapide, quando non fa il minimo che dovrebbe fare, per esempio l’ordinaria amministrazione del territorio. Che fa, oltre che difendere il ginepraio di illegalità in cui questo corruttore pluripatentato se ne sta da sempre? Che fa, oltre che servirsi della politica per sfuggire alla legge e per arricchirsi sempre di più? Che fa, oltre che mandare sempre più in rovina lo stato e l’economia, questo imbonitore da strapazzo, forte solo della credulità imperante e di quella corte dei miracoli che lo circonda?

Molte erano case non in regola, addirittura dovevano essere sgomberate da tempo. Ma nessuno si è mosso, nè chi doveva sgomberare e risanare, nè chi doveva essere sgomberato, nè chi doveva informare di tutto questo. Come mai? Perchè? Questo è lo stato, uno stato che troppo spesso pare fondarsi e vivere sulla connivenza corrotta tra amministratori e amministrati, tra persecutori e vittime, tra informatori e informati, dove corruzione e persecuzione, silenzio prodotto e silenzio subito, danno e vittima sono parte e ruolo interscambiabili, ora degli uni ora degli altri. La responsabilità di queste morti di chi è? Di uno, nessuno, centomila?

Più lo stato latita ed è fatto latitare, più il silenzio è prodotto e laciato produrre, più la follia della irresponsabilità e della barbarie prende terreno, così che l’unica, vera, effettiva colpa è la debolezza di chi è debole, la povertà di chi è povero, la solitudine di chi è solo, la fragilià di chi, nonostante tutto, vuole ed esige di vivere onestamente, legalmente, correttamente, parlando e sapendo. Questo è il messaggio? Che essere debole, povero, solo, fragile, onesto, vero è una colpa, è la colpa? Questa è la democrazia? Questo è lo stato?

Ripeto, sono curioso di vedere chi andrà a rappresentare lo stato ai funerali. Sono curioso di vedere quante guardie del corpo e quante “forze dell’ordine” ci saranno a difendere e a nascondere i “servitori dello stato”. Sono curioso di sentire che diranno le televisioni, di stato e non.

Intanto – guarda caso – ci sono già famiglie che hanno scelto la strada delle esequie private. Nessuno ch ha detto il  perché.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: