Se è vero, come è vero, che l’approvazione del DL detto “scudo fiscale” favorisce, tra gli altri, i grandi evasori fiscali più o meno direttamente collegati alle mafie internazionali e nazionali, alla industria della droga, delle armi, del riciclaggio, del commercio di uomini e donne, alla P2, alla parte  corrotta del Vaticano e del “mondo cattolico”, alla parte collusa delle istituzioni, della economia e della finanza, allora il parlamento ieri ha oggettivamente favorito questo poteri. Non solo: oggettivamente (spero non soggettivamente) ha demotivato gli onesti, quelli che amano lo stato e le istituzioni di questo nostra povera patria.
Non posso e non voglio valutare la soggettività delle responsabilità e dei comportamenti di chi ha votato e di chi non ha votato. Ma, alla luce dei fatti, posso e voglio dire che oggettivamente il parlamento è a favore dei poteri prima citati. E non lo è soltanto in quanto espressione della maggioranza che ancora fa, almeno formalmente, capo alla “cosa Berlusconi”. Lo è anche in quanto espressione di quella maggioranza formalmente non ancora costituita, ma già di fatto operante, che è ormai nel dopo Berlusconi. E lo è sciaguratamente pure in quanto espressione di una minoranza che in varia misura e con varia modalità (per esempio l’assenza fisica) non ha impedito, come i numeri avrebbero consentito, di rigettare lo “scudo fiscale”.
Che l’esistenza di una vera democrazia oggi in Italia sia tutta da dimostrare, è ormai un dato oggettivo, visto che ormai è oggetitvamente chiaro che esiste una maggioranza trasversale che lascia passare ciò che oggettivamente favorisce i poteri di cui sopra. Questa blog l’aveva già intuito e detto. 
In più oggi il parlamento ha lanciato un messaggio gravissimo e arrogante, che è necessario vedere, dire e denunciare. L’ha lanciato non solamente attraverso le assenze di deputati della minoranza; l’ha lanciato – a mio avviso – soprattutto attraverso le numerose assenze di deputati della maggioranza. Alcune di queste sono magari dovute ad auspicabili rigurgiti di buona coscienza. Molte altre hanno di certo, a parere di chi scrive, ben altro significato di violenza e arroganza: attraverso di esse i “poteri forti” vogliono mostrare e dimostrare che possono fare a meno di utilizzare tutti i voti della maggioranza ufficiale; al paese e a tutte le persone ancora pulite nel parlamento e fuori vogliono chiaramente dire questo: “guardate che comandiamo noi, che qualunque sia la maggioranza ufficiale e formale, la vera maggioranza siamo noi in modo del tutto trasversale. Non siamo noi a dipendere dalla maggioranza o dalle maggioranze; al contrario è la maggioranza, sono le maggioranze, non importa quali, a dipendere da noi”.
So che si tratta di affermazioni terribili, ma sono i fatti a dirle. Io, semmai, non faccio che leggerle, cercando di interpretare i fatti con tutta la chiarezza e l’onestà intellettuali di cui sono capace. Se esiste un’altra possibilità di interpretazione e di lettura dei fatti, che sia più coerente e logica di questa, il primo a essere contento di potere cambiare idea sono io. Non è certo piacevole dovere vedere il proprio paese andare alla malora e lo stato allo sfascio.
Non so che farà Giorgio Napolitano nei limiti che la Costituzione gli attribuisce. Di certo la sua posizione e la sua responsabilità sono tutto meno che invidiabili.
Se davvero le cose stanno come penso, un’eventuale troppo decisa opposizione al DL da parte della Presidenza della Repubblica potrebbe fare riesplodere la strategia del terrore, cosa che senz’altro Napolitano sa e giustamente teme. D’altro canto, se la Presidenza della Repubblica, non interviene in qualche modo politicamente saggio, cade del tutto la saracinesca e addio democrazia. Ripeto, quella di Napolitano non è una scelta facile. Deve trovare una soluzione politicamente creativa, che permetta alla democrazia di avere almeno la possibilità della sopravvivenza della speranza.
I tempi sono molto, molto bui. Paradossalmente a darmi un barlume di speranza è proprio l’arroganza dei poteri forti, il fatto che, come ho detto sopra, vogliano fare sapere che gestiscono una maggioranza trasversale e che possono anche fare a meno della maggioranza ufficiale. A chi vogliono farlo sapere? Di certo non direttamente o soltanto a un paese tanto disattento e tanto ignorante e demotivato in politica.
A chi vogliono farlo sapere? Perchè hanno bisogno di farlo sapere?
La storia – spesso storia, oltre che di corruzione, anche di sangue, bombe o  omicidi – ci insegna che, quando i poteri forti hanno “bisogno” di affermare la propria esistenza e la propria forza, significa che sono in crisi, che qualcosa non va al loro interno, che qualcosa non tiene. In particolare a dircelo è la storia della mafia: sta bene e agisce, soprattutto quando non appare.
Penso che a pesare nel gioco sia soprattuto la situazione internazionale: la necessità che i poteri forti hanno di rapportarsi con la UE e con la nuova amministrazione americana partendo da una situazione di forza interna la più forte possibile, a costo di essere fin troppo palesemente arroganti.
Ma, ripeto, questo può essere anche la debolezza dei poteri forti. Lo spero vivamente.

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