Centinaia, probabilmente migliaia i morti a causa dello tsunami nel Pacifico. Come già ammoniva Leopardi in uno dei suoi canti più belli, di certo il più complesso, La ginestra, la natura ogni tanto ci rammenta la sua forza devastante, cosa questa che dovrebbe unire l’umanità, facendoci sentire tutti fratelli e tutti vicini l’uno all’altro.

Non so se e quanto poteva essere in qualche modo previsto e limitato il disastro. So però che la morte di queste persone ha toccato poco i nostri cuori e le nostra anime. Basta la lontananza per farci perdere il senso della fraternità tra popoli e esseri umani. Il mondo è globale in tante cose, ma non nella pietà e nel dolore.

Le popolazioni colpite sono portatrici di culture bellissime, molto diversi dalla nostra e perciò ancora più affsciani per noi e per la nostra cultura. Anche per questo il mio dolore è grande. Se ne vanno nella morte umanità straordinarie, com potenziale di vita, incontro e ricchezza culturale fantastica. Un abbraccio a questi lontani fratelli.

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