L’avvenutura di Nicholas Winton e il Vaticano ricattato

In un messaggio inviatomi oggi nell’altro mio sito Antigone scrive: “OGGI LEGGENDO IL GIORNALE MI SONO COMMOSSA PER UNA VOLTA, PER BUONE NOTIZIE SULL’ESSERE UMANO. Ecco il link, che una volta di più mi ha fatto pensare a quanto la storia abbia bisogno di persone che sanno andare oltre le “norme” del loro tempo: http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/olocausto-schindler-inglese/1.html.”

Riporto volentieri il messaggio di Antigone e il suo rinvio al link, come esempio di “buona stampa”.

Quando ero alunno delle elementari, al mio paese c’era un negozio di libreria e cartoleria chiamato appunto “Buona Stampa”. Sotto il patrocinio della Parrocchia, lo gestiva una gentile signorina, di cui purtroppo non ricordo il nome, sempre premurosa e attenta, pronta nel consiglio e preziosa nelle indicazioni. Allora i giornali e i libri erano privilegio di pochi. I ragazzi, finita la quinta classe delle elementari, andavano quasi tutti a lavorare “sóta padrù (sotto padrone)”, come si usava dire allora. Era ancora una società in gran parte contadina; le auto erano poche; solo allora si cominciavano ad asfaltare le strade interne al paese. Il libro e i giornali erano, come non mai, segno di futuro e di diritto al futuro.

Per me la “Buona Stampa” era una miniera di scoperte. Oltre ai giornali e alla riviste cattoliche, la “buona stampa”, c’erano libri per ragazzi che io ben presto mi curai di leggere tutti. Vere e proprie estasi di avventura e di futuro. Che bello!

Quanto mi piacerebbe che anche oggi ci fossero miniere di “buona stampa”, che avventura tornasse a essere il participio futuro di avvenire e che avvenire non fosse solo il nome di un giornale ferito, che, appena trova il coraggio della sia pur timida denuncia, viene massacrato dalla violenza arrogante di un potere folle, volgare, vigliacco, e non viene difeso quanto e come dovrebbe dal Vaticano troppo ricattabile e ricattato. Vorrei che ogni avvenire, sia quello che dà nome a un giornale, sia – ancora di più – quello che tocca di diritto a ogni uomo fossero diritto e dovere di ogni persona, diritto e dovere garantito e voluto da tutti, senza debolezze, senza subire ricatti di poteri mafiosi e violenti, cui ben pochi sanno opporsi. Ogni persona è l’aprirsi dei mondi e delle culture. Nicholas Winton, l’uomo inglese di cui si parla nel link donatoci da Antigone salvò, con rischio della propria vita, 668 bambini ebrei dallo sterminio nazista. Da loro sono nati generazioni, mondi, vita. E lui, Nicholas, ha il grande bellissimo privilegio di festeggiare il proprio centesimo compleanno in mezzo a coloro ai quali ha dato la vita sua e la vita loro. Il vero potere è non di chi distrugge, ma di chi con la propria vita scrive e partorisce stupende avventure, “andando oltre” le norme, cioè aprendole a sensi e significati sempre nuovi. Proprio come fece nel mito Antigone, che, “andando oltre” le norme di Creonte con sacrificio della propria vita, diede sepoltura al fratello insepolto, cosa questa che per l’antichità greca significava somma dignità. Proprio come ha fatto Nicholas Winton, riconoscendo a 668 bambini il diritto al futuro.

 

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