2009/07/15 – In diretta da Kabul il problema Afghanistan

DSC_0056

A persona amica, che lavora a Kabul e pratica giornalismo, avevo scritto:

Mi piacerebbe – sempre che tu lo possa – sapere da te come è il popolo afghano, visto che nessuno si preoccupa dell’anima di questo popolo antichissimo, posto proprio – come dici tu – sull’ombelico del mondo. E poi – sempre che tu lo possa – mi piacerebbe sapere:

  1. quanto e come gioca nella situazione afghana l’industria del riciclaggio, delle armi e della droga;

  2. se, quanto e come la politica estera di Obama-Clinton si pone nei confronti di questa industria, in particolare in ottica afghana;

  3. quanto giocano la finanza americana e la sua crisi nella situazione afghana.

Con le due foto qui pubblicate ricevo questa nota:

Le domande che mi fa sono un sacco complicate, potrei scrivere pagine, ma ho deciso che rispondo in poche e concise parole:

Il popolo afghano è furbo, testardo e scontroso, ma anche caldo abbraccio materno, sguardo vivace e sopravvivenza fantasiosa. Il popolo afghano sono pasthun, di almeno 10 gruppi diversi, sono hazara, sono uzbeki, sono kuchis. Sono tante anime diverse. Di continuo sradicati eppure con radici profonde. Sono Gengis Khan, Ahmad Shah, Daud, Massoud, Rabbani e Karzai. Sono la guerra civile e la lotta contro i talebani. Ce l’hanno sempre con qualcuno: britannici, pakistani, sovietici, talebani, americani. Ma senza questo qualcuno che fine avrebbero fatto le anime diverse di questo popolo?

Quanto alle tue tre domande:

1) l’afghanistan è reciclaggio, armi e droga. Uno stato cuscinetto creato per tutto questo. E fa comodo a tutti che sia debole.

2) i britannici, dopo il 2001 e la conferenza di Bonn, si sono presi a carico la politica anti-narcotici. Hanno fatto un disastro, chiunque l’avrebbe fatto. Prima la coltivazione di oppio serviva solo per mangiare, ora è legata alla criminalità organizzata. Dove c’era criminalità organizzata adesso c’è traffico. Hanno anche imparato a trasformare il papavero in eroina, con tanto di rafffinerie chimiche, perchè hanno capito che si guadagna di più. Dove non esisteva l’oppio, ora ci sono belle piantagioni di cannabis. Legato ormai a doppia mandata con talebani, al-Qaeda, criminalità organizzata. Dove lo Stato non arriva, al di fuori dei confini di Kabul, tutti loro hanno ormai sostituito le infrastrutture statali e consentono la sopravvivenza della popolazione. Così il militante si mischia con il civile, così accadono le stragi di civili a seguito di bombardamenti NATO: come distingui il civile dal militante? E così, Obama-Clinton possono fare poco. Ora tentano con l’invasione di terra. Perchè per dare credibilità alle elezioni di agosto devi controllare il territorio. Le manovre al momento però sono limitate. Un cane che si morde la coda.

3) L’economia americana in Afghanistan si auto-alimenta: ciò che qui viene speso per finanziamenti sia militari sia allo sviluppo, rientra tutto negli States sottoforma di lavoro e produzione. L’economia di guerra moltiplica le entrate. Questo per gli States. Invece, gli altri paesi donatori, soprattutto quelli europei, il cui mercato non è così ampio, si trovano a dire: «noi questo progetto non lo finanziamo perché non abbiamo più soldi»”.

daa Kabul 2

daa Kabul 2

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: