2009/07/06 – Ai funerali di Viareggio Silvio non c’è. Berlusconi sempre più grave?

A quanto pare, Silvio Berlusconi ai funerali di stato a Viareggio domani non ci sarà. Non so con quale scusa o motivazione, dato che lo stesso Presidente della Repubblica sarà presente.

Di certo la sua assenza non sembra dovuta a improbabili – per lui -applicazioni del proverbio latino ubi maior minor cessat. Chi mai Silvio potrebbe considerare maior rispetto a sé stesso?

Neppure pare possibile che la sua assenza sia dovuta a un estremo rigurgito di rispetto e di pietà per i morti, uccisi dall’incuria di un sistema il cui funzionamento e la cui non pericolosità dovrebbero essere di prima competenza dell’esecutivo e di chi lo presiede.

Non resta dunque che pensare a questo: Berlusconi non c’è, perché qui non potrebbe esibirsi in prefica politica, come lui, poveretto, amerebbe tantissimo fare.

La manipolante esibizione della pietà può funzionare solo quando – come è successo in Abruzzo – si faccia credere che l’unica causa del disastro sia il terremoto, occultando le micidiali responsabilità umane che hanno elevato un terribile evento naturale a micidiale e non inevitabile disastro.

Oggi neppure a L’Aquila Berlusconi potrebbe più esibire lacrime e pianti. Quanto meno non lo potrebbe fare davanti agli aquilani (non è detto che non ci provi con gli ospiti del G8). Figuriamoci se può farlo a Viareggio, dove non pare gradita neppure la sua presenza.

Di solito – si sa – sotto un mancato esibizionista abita un consolidato vigliacco. Ma questo a lui non va detto. Ci darebbe subito del comunista o dell’amico di Murdoch, dell’invidioso o dell’eversivo.

Resta solo da chiedersi quanto e come Berlusconi compenserà la mancata dose di esibizionismo. Se davvero Silvio, a quanto solo ora dice D’Alema, “è in difficoltà” o, a quanto da tempo ha detto Veronica, “sta male” e se – come di conseguenza pare – il suo è un Disturbo Narcisistico di Personalità con grave coinvolgimento del versante psicotico, allora è probabile che il Presidente del Consiglio viva le proprie mancate apparizioni e i propri mancati bagni di folla come delle enormi frustrazioni, delle ingiustizie subite, tali da scatenare irresistibili impulsi di vendetta, tremenda vendetta. Se questa non è possibile, chi sia disturbato nel narcisismo e sia, per giunta, facile alla paranoia, deve allora compensare massicciamente e urgentemente. Se si vuole che non faccia stupidaggini al G8, bisognerà dunque che qualcuno conceda all’ “utilzzatore finale” qualche altra consistente compensazione. Quelle che Silvio finora ha mostrato di preferire e che i suoi sodali gli hanno lasciato praticare, paiono essere le frequentazioni di escort, veline e minorenni. Quella che, più abitualmente e molto più spesso, praticano i disturbati nel narcisismo è, oltre la promiscuità e l’ambivalenza sessuali, l’assunzione di sostanze (dapprima alcool e cocaina, poi eroina o altri grandi sedativi dell’angoscia). Se poi è possibile l’accoppiata sesso-sostanza, l’illusione della riuscita compensazione è maggiore.

Sempre naturalmente che non si voglia seguire l’unica strada autenticamente risolutiva, quella di una efficace psicoterapia. Ma, come insegnano la letteratura scientifica e la pratica clinica, più il paziente è grave e meno accetta di ritenersi bisognoso di cura e di lasciarsi davvero aiutare. A quanto dice Veronica, il paziente è grave ed è circondato da gente che ha interesse a tenerlo grave, sempre più grave.

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