2009/07/04 – La solita chiesa scissa in due

Come ribadito nella lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pubblicata ieri da questo blog, il “pacchetto sicurezza” votato in via definitiva dal Senato due giorni fa (diventerà quindi legge dello stato dopo la firma di Napolitano e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) offende, a parere di chi scrive, non soltanto il cittadino, ma anche l’uomo e la creatura.

Sì, ci offende anche in quanto creature, cioè in quanto abitatori di un mondo creato da Dio per l’uomo, così che egli possa esserne il signore e il fruitore. Secondo il messaggio biblico-cristiano, dunque, prima di essere cittadino di uno stato o membro di una società o appartenente a una “etnia”, l’uomo è abitatore e signore dell’intero mondo, che – si badi bene – non coincide soltanto con il pianeta Terra (il che spalancherebbe già di per sé un orizzonte enorme e formidabile), ma addirittura con l’intera Creazione, facendo della umanità e, in essa, di ogni individuo gli interlocutori di Dio, partecipi della Sua azione creante.

Se si parte da una tale visione del mondo (o, come direbbe la lingua madre del Papa, da una tale Weltanschauung), si arriva a un progetto politico del mondo (o, come direbbe sempre la stessa lingua, a una Weltanfassung) in cui non ci sono più confini tra uomo e uomo, che possano impedire l’incontro tra le diversità umane, così che l’una sia il senso, la risorsa e la possibilità di identificazione dell’altra; non ci sono più discriminazioni tra umanità e umanità, che possano umiliare o negare qualcuno rispetto agli altri, impedendo la piena signoria di ogni uomo nei confronti di tutte le ricchezze e di tutte le bellezze del mondo; non c’è più alcun impedimento alla fruizione di tutto ciò da parte di ciascun individuo, così che tutti vivano il diritto alla evoluzione, al piacere, alla gioia, all’amore; non c’è più alcun ostacolo civile, giuridico, sociale, culturale alla affermazione della piena dignità e unicità di ogni essere umano, così che ogni uomo possa essere l’aprirsi di mille possibili mondi e di infinite stupende culture.

Se si parte da una tale visione del mondo, se nessuno è clandestino della Creazione, come si può essere clandestini di uno stato o in uno stato? Come si può impedire alle diversità umane di incontrarsi, conoscersi, riconoscersi, amarsi, impedendo invece che facilitando, incarcerando invece che accogliendo, colpevolizzando invece che incoraggiando e confermando?

La chiesa dovrebbe essere la comunità di coloro che, nella gioia della incarnazione e risurrezione di Gesù, riafferma e vive la visione del mondo e il progetto politico della Creazione. Per questo non capisco come chi a vario titolo si richiama a Gesù possa pensare, votare, neppure criticare la legge approvata due giorni fa, in via definitiva, dal Senato della Repubblica.

Non capisco come il Vaticano dica: “nessuna critica ufficiale”. Non so proprio quando possano o debbano venire per il Vaticano le “critiche ufficiali”. Non si rendono conto che in gioco c’è l’uccisione dell’uomo? Non si rendono conto che non si può chiamare “reato” ciò che un uomo “è”? Che idea di stato e di politica hanno?

Se il comportamento del Vaticano è stato così anche, per esempio, in ordine alle leggi razziali del 1938 o alla “soluzione finale” che ha sterminato sei milioni di ebrei, non stento a comprendere l’indignazione e lo sgomento della comunità ebraica di fronte all’idea di vedere santificare Pio XII. Purtroppo sono fin troppo abituali un siffatto criminale comportamento da parte della alte gerarchie ecclesiali, questa loro costante micidiale abdicazione al dovere-diritto della profezia, della testimonianza, della denuncia. La profezia, la testimonianza, la denuncia devono essere chiare, inequivocabili, ufficialissime, in nulla frenate da vecchi giochi di prostituzione e di potere, da interessi finanziari oscuri e mafiosi, da eccessive prudenze diplomatiche mai bagnate dall’utopia cristiana. Chi si ricorda un papa che, di persona o in modo inequivocabilmente diretto e “ufficiale”, sia intervenuto per denunciare prima e impedire poi i grandi massacri della storia umana, per esempio i genocidi, i massacri di massa, le deportazioni?

Monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio dei Migranti, appena è stata approvata la legge, ha detto che essa approvata “porterà solo dolore”. Proprio da questa affermazione è nata la polemica. Maroni l’ha subito svalutata: “la solita litania”. Berlusconi poi ha subito aggiunto di non avere letto alcuna critica della chiesa, con ciò di fatto dando l’assist (in base a quale potere di convincimento, di ricatto o di minaccia, non si sa) alla precisazione del Vaticano: “ nessuna critica ufficiale”.

Ebbene, a me, neppure il “porterà solo dolore” di monsignor Marchetto era piaciuto. Il sacerdozio cristiano sia dei laici che dei ministri ordinati dovrebbe badare prima a testimoniare e ad annunciare la logica e la politca della Creazione, poi eventualmente a lamentarsi; prima a denunciare le mancanze presenti, solo poi a prevedere il dolore di domani. Perché Marchetto ha atteso tanto? Perché si limita a fare la Cassandra a giochi già fatti?

Invece la parole del segretario del Pontificio Consiglio dei Migranti Agostino Marchetto non erano il peggiore del mali della chiesa. Ci ha subito pensato il Vaticano a ricordarcelo, quasi bacchettando il povero Marchetto: “nessuna critica ufficiale”.

Per fortuna né Marchetto né il Vaticano sono l’intera chiesa. Per fortuna c’è chi più o meno confusamente si ribella a questa uccisione di Gesù che troppo spesso parte della chiesa continua ad attuare. Ci sono molti sacerdoti della periferia della chiesa che stanno chiaramente denunciando quanto sta avvenendo in sede politica, legislativa, esecutiva. Ci sono molti laici che si stanno muovendo.

Andrebbe poi per lo meno ricordato a molti di quanti hanno votato questa legge, che questo voto è del tutto contraddittorio rispetto alla dichiarata volontà di difendere “le radici cristiane” vuoi della cosiddettta (sic!) Padania, vuoi dell’Italia, vuoi dell’Europa.

2 Risposte to “2009/07/04 – La solita chiesa scissa in due”

  1. Antonella Says:

    Oggi ho incontrato per la prima volta il suo sito, caro Gigi, d’ora in poi lo frequenterò con grande attenzione. Sono commossa per le sue parole, di evidente verità per chi conosca anche solo il catechismo, intendo l’abc della fede, non quel volumone che hanno chiamato Catechismo. Come è possibile che il segno sacramentale della grazia di Dio, cioè la Chiesa, non le pronunci Lei queste parole? anzi non abbia parole?


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