Financial Times: “alte fonti governative”dicono che “presto” Berlusconi se ne va – 25/06/’09

Già da tempo questo blog l’aveva detto: la fine della “cosa Berlusconi” è prossima, dovuta ai poteri forti che finora l’hanno creata, sostenuta e protetta con evidente complicità e collusione di interessi.

Conferma in tale direzione viene dal Financial Times, giornale finanzario londinese di assoluta credibilità internazionale: “importanti alleati di Silvio Berlusconi nella coalizione di governo stanno già contemplando un futuro senza di lui”; “è uno scenario completamente nuovo, il panorama sta mutando”; “presto” ci saranno le dimissioni. Più ancora del fatto che a scrivere sia un giornale di tale spessore, è il fatto che si muovano alte personalità di governo e di potere e che esse chiedano l’anonimato: non vogliono soltanto lasciare uscire indiscrezioni; evidentemente vogliono in prima persona lanciare messaggi minacciosi per qualcuno e rassicuranti per altri. Altrimenti la fonte non sarebbe di questo livello, né il canale prescelto sarebbe tanto autorevole e così palesemente super partes.

Questo blog ha più volte detto quanto i poteri forti, cioè la mafia che va dagli Usa e dalla Colombia fino alla mafia europea e italiana (con annesse ‘Ndrangheta, Camorra e Santa Corona Unita), la P2, l’industria del riciclaggio (società off shore, guerra e droga) e la parte del Vaticano legata alla mafia, alla P2 e al riciclaggio, non potevano più tollerare l’impresentabile “cosa Belusconi”, soprattutto in epoca di grande difficoltà (per loro) quale è quella successiva alla elezione di Obama e al riassetto della politica internazionale e del ruolo in essa dell’Europa e delle mafie europee vecchie e nuove.

Le connessioni colombiane sottese all’affaire Zappadu Ecoprensa Colombia (vedi 2009/06/16 – Le foto di Zappadu a Villa Certosa, la Colombia e il viaggio in USA), il coinvolgimento di servizi segreti di molti paesi americani, europei e dell’est, le inchieste provenienti – guarda caso – dalla Puglia, l’imbarazzante silenzio del Vaticano erano segnali già più che sufficienti. La grave situazione di inaffidabilità e instabilità psicologiche, che quotidianamente emerge dal comportamento di Berlusconi a conferma ogni giorno di più della esattezza di “diagnosi” data dalla moglie Veronica (“sta male”, “va aiutato”), non è più tollerabile da chi deve garantire la persistenza di interessi finanziari non dichiarabili, enormi e del tutto incomparabili con il potere dello stato italiano.

Resto curioso – come ho già detto – su come avverrà la fine. Non penso che sia tanto facile liberarsi di Berlusconi in modo formalmente liscio e tranquillo. Mi pare questa la vera difficoltà per i poteri che finora hanno avuto interesse a fare nascere e crescere la “cosa”. Ed è proprio questa difficoltà l’unica vera carta giocabile rimasta in mano a Berlusconi, che, come è tipico delle personalità gravemente disturbate che annusino prossima la fine, può spingere al paradosso psicotico – paranoide e maniacale – le proprie azioni. È come se sotto sotto la sua forza stesse in una minacciosa sfida di onnipotente follia, più o meno di questo tenore: “visto che volete farmi fuori, vi sfido: vediamo se riuscite a distruggermi prima e più di quanto io posso fare male a voi”.

In questa ottica offrire uno scenario quale il G8 potrebbe costituire una eccessiva opportunità offerta a Berlusconi, al tempo stesso un rischio sproporzionato, troppo potenzialmente micidiale per i poteri forti che non vogliono più Silcio. Per questo motivo, dovrebbe succedere qualcosa prima, “presto”. Il burattino non risponde più ai fili di chi lo ha sempre tenuto in pugno. Di qui la paura e l’urgenza dei burattinai.

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