2009/06/14 – Come i suoi soci faranno fuori Berlusconi? Fini e Schifani schermati da Franceshini e Draghi?

Sempre più delirante Berlusconi ieri a Santa Margherita Ligure ha parlato di complotto eversivo contro sé stesso. In effetti è più che probabile che un complotto contro di lui sia già in atto. Questo blog lo sta dicendo da parecchi giorni: Berlusconi non è più gestibile né proponibile, per cui verrà sicuramente fatto fuori. Non so in che modo. Alla Calvi, alla Sindona, alla Mattei? Attraverso uno sbrigativo ricovero psichiatrico? Lasciando agire la mano di qualche attentatore o terrorista possibilmente di sinistra o islamico? Con un incidente più o meno casuale? O, più semplicemente, obbligandolo a ritirarsi e tenendolo poi – non so in che modo – sotto controllo per evitare che tiri fuori qualche scomodo (per loro) scheletro dagli armadi?

Quello che so di certo è che a farlo fuori sono quegli stessi poteri forti che hanno avuto interesse a vedere nascere, a lasciare crescere e a favorire la “cosa Berlusconi”, come l’ha chiamata il Nobel Saramago, cioè la mafia con ‘ndrangheta e camorra allegate, tutta l’industria del riciclaggio (cioè l’industria della guerra e della droga), la P2., la parte del Vaticano collusa con questi poteri. L’ho già detto da tempo e lo ripeto. Per questi poteri il personaggio è ormai da tempo più dannoso che utile, soprattutto per quanto riguarda i necessari rapporti internazionali e l’indispensabile legame con la finanza americana e internazionale. Berlusconi lo annusa. A livello animale sente di essere alle strette, si sente braccato e lo dice, sperando di evitare il capolinea, avvertendo i suoi veri e più pericolosi nemici, che non sono certo i “signori della sinistra”. Altrimenti, invece di “eversione”, avrebbe più probabilmente parlato di “sovversivi”. Il lessico non è casuale.

Poi, gettato il messaggio, parla di Franceschini. Fa quello che faceva Dante: per tenere nascosto il nome di Beatrice, parlava di un’altra donna chiamata appunto “donna dello schermo”. L’altra prima donna temuta e indicata da Berlusconi è un “non eletto dal popolo”. Forse è quello stesso che sa attendere Gheddafi per più di due ore? O forse è lo stesso che più o meno velatamente appoggia Lombardo in Sicilia? Entrambi, terza e seconda “carica” dello Stato, ben si prestano a un’improvvisa “soluzione istituzionale”. Se così sarà e chi sarà, lo si vedrà, penso, abbastanza presto. Forse già prima del G8 e dell’arrivo di Obama?

Nel frattempo sul “Giornale” Francesco Cossiga minacciosamente propone come altro “schermo” Mario Draghi, il governatore della Banca d’Italia, “non eletto” per antonomasia. Cossiga è un esperto di intrallazzi tra P2 e Vaticano. Il cerchio si stringe sempre di più. A quale cerchio e a quale botte sta cercando di dare la picconata l’affossator Cossiga?

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