2009/05/31 – Le gravissime dichiarazioni di Robero Maroni da Lucia Annunziata

Quanto io – che sappia, finora l’unico a parlarne – sto dicendo da qualche giorno, è dunque confermato: “qualcuno” vuole fare fuori Berlusconi. L’ha detto pochi minuti fa Roberto Maroni, intervistato su Rai 3 da Lucia Annunziata. Giustamente incalzato dalla giornalista, la quinta carica dello Stato e in ciò la figura istituzionale più rilevante della Lega si è poi del tutto sottratto alla doverosa indicazione di dire a chi si riferiva, glissando sulla considerazione che da sempre Berlusconi ha avuto nemici e con ciò lasciando intendere che il pericolo verrebbe dai suoi soliti risaputi “nemici”. Ma, se è una cosa di sempre, perché Maroni la dice proprio ora, con tanta rilevanza, in apertura di intervista e con tono aggressivo cercando tatticamente la bagarre con la giornalista? E perché si premura di lasciare intendere che il pericolo viene da dove dovrebbe essere sempre venuto? E perché nel corso della intervista insiste tanto nel dire che lui leghista sta così efficacemente combattendo la Mafia, che perciò – si deduce – è sotto controllo?

Il ministro degli Interni è anche il capo della Polizia ed è il primo responsabile della Intelligence che presiede alla sicurezza dello Stato e a ogni azione preventiva a riguardo. Esprimendosi e al tempo stesso non esprimendosi in tale modo in ordine a Berlusconi e ai rischi che questi starebbe correndo, che cosa vuole dire esattamente Maroni e, soprattutto, che indicazioni strategiche dà e darà in proposito alla Polizia e alla Intelligence? Vuole indicare che cosa? Lui leghista vuole forse passare il cerino acceso ad altri? A chi? Per sottrarre sé e la Lega da chi e da che cosa?

Se, come si ipotizzava nei post precedenti, a fare fuori Berlusconi, forse non soltanto politicamente, sono interessate la Mafia, in particolare quella che si riferisce alla grande finanza americana, l’industria del riciclaggio, la P2 e la parte piduista del Vaticano, dichiarazioni come quelle freschissime di Maroni potrebbero già fin da oggi spalancare la strada a depistaggi di responsabilità gravissimi, secondo clichés e direzioni che del resto sono collaudati da ormai una quarantina d’anni. E tutto ciò prima ancora che il tutto avvenga. Qualche malevolo potrebbe pensare che, pur mancando ancora il cadavere, ci siano già il funerale, gli invitati, i celebranti, e pure i reali o presunti colpevoli e i reali o presunti innocenti.

 

 

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