Bonaiuti, Santoro, la rana e il Bue – 18/04/’09

Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, di Santoro ha detto: “Qualcuno ricordi a Michele la favola di Fedro e la fine della rana che scoppiò, a forza di gonfiarsi per somigliare al bue”.

Purtroppo il buon Paolo non ci dice chi sia il Bue cui Santoro vorrebbe tanto somigliare. Senz’altro è qualcuno che è già grosso, molto grosso; qualcuno che s’è gonfiato di televisione, proprio come Santoro vorrebbe fare, secondo il bon aiutante; qualcuno che, proprio come i buoi, non ha le palle, per esempio per affrontar processi e per reggere confronti.

Né va obliato che, se qualcuno c’è di cui Fedro con la sue favole oggi direbbe, è proprio il Bue di cui ben dice Bonaiuti. Anche ora, come allora, comincia a mancar l’aria, comincia a tacer la libertà. Forse non resta che dir le fiabe. A raccontarle e venderle, c’è già con bovini ruggiti il Bue.

 

 

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