A proposito di Vauro e Crozza: chi teme la satira e i comici è un potere impotente – 16/04/’09

Temere e censurare la satira e i comici è sempre preoccupante segno di regime, ma è segno anche di estrema debolezza di chi è regime o di chi si vuole candidare a regime.

La satira e il comico evidenziano il paradosso che sta sotto alle azioni e alle situazioni della vita, come ben nota Gregory Bateson in un suo prezioso libretto (L’umorismo nella comunicazione umana, Cortina, 2006; tit. orig. The Position of Humour in Human Communication, 1953).

Il timore e la censura della satira e del comico evidenziano il paradosso che sta sotto a ogni regime: l’impotenza del potere. Ma, prima ancora, evidenziano la rigidità del sistema sociale e civile che ha permesso a quel regime di essere o di tentare di essere.

Gregory Bateson, non a caso, è il caposcuola della psicologia sistemica, che dice come la psicosi e la schizofrenia trovino la loro culla nel paradosso di sistemi relazionali rigidi, incapaci di cambiamento, in grado soltanto di comunicazioni false, “a doppio legame”. Il che può suggerire una analogia: al paradosso di un potere impotente e di una società psicotica si risponde con il controparadosso da un lato della satira e del comico, dall’altro di chi vuole, ama e difende i comici e le satire, soprattutto quelle coraggiose e intelligenti.

 

 

 

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