Pubblico qui “Memoria storica di cielline zelanti”, un interessante post di Bruno Vergani in ordine a Cielle e al caso Ruby. Ricordo al proposito che, forse non a caso, Nicole Minetti, ex soubrette ed ex igienista dentale di Silvio Berlusconi al San Raffaele, ora al centro del Rubygate, è stata eletta consigliere regionale della Lombardia proprio grazie all’inserimento nel particolare listino elettorale di Roberto Formigoni, grande ciellino (fa parte dei Memores Domini, che sono i “monaci” di Comunione e Liberazione, cioè il nucleo più importante e decisivo di Cielle). Sarebbe tral’altro interessante chiedere a Roberto Formigoni e ai ciellini in genere come e quanto si conciilii tutto ciò di cui è accusata Nicole Minetti con i presunti “valori” di Comunione e Liberazione e, ancora di più, con i voti di povertà e castità dei Memores Domini.

Ecco il post di Bruno Vergani:

Memoria storica di cielline zelanti

postato da blog di Bruno Vergani [18/01/2011 18:13]

Mi ha chiamato lui, Gesù”  racconta  Ruby e il nome in codice non è casuale, cinque anni fa donne cattoliche vicine a Comunione e Liberazione pubblicarono una lettera aperta a Berlusconiper esternargli stima, ammirazione assoluta e sostegno per le, allora, imminenti elezioni. Nel testo spiegano all’Italia tutta perché voteranno il loro “signore” ed invitano i lettori, specialmente le lettrici, a seguirle. Il testo è stato elaborato con taglio di genere: lettera scritta da donne, proprio in quanto donne. Sembra che anche oggi, nonostante tutto, le firmatarie promotrice la pensino ancora così, ma non è escluso che a breve prenderanno tardiva distanza dal loro Signor Presidente. Riproponiamo il testo per non dimenticare.

 

Egregio Signor Presidente,

siamo un gruppo di donne quotidianamente impegnate nel mondo del lavoro, dell’educazione e della famiglia. Non facendo parte di nessuna élite intellettuale, televisiva e giornalistica, al fondo maschile, se non maschilista, anche quando mette la gonna, ed essendoci stancate dell’immagine distorta che di noi viene sempre data, ci rivolgiamo a Lei, che con noi condivide la passione per la battaglia, e le vogliamo dire con chiarezza che è vero, difficilmente lasceremmo famiglia e lavoro, cose che facciamo molto bene e con passione, per entrare nel mondo politico. Dovremmo rinunciare a molto di ciò che ci costituisce, ma non si sa mai, riusciamo in cose che paiono impossibili! Non siamo una quota rosa e non siamo l’apparenza senza senso che la tv rappresenta di noi. Siamo donne, siamo madri, siamo lavoratrici, siamo ‘signore’, come dice Lei. Siamo del popolo, e se il far politica è occuparsi del bene comune, noi lo facciamo vivendo negli ambienti in cui siamo con inventiva, passione e creatività. Abbiamo fatto nascere e lavoriamo per opere sociali, scuole, associazioni, cooperative; gestiamo aziende, siamo insegnanti, operaie, artigiane, impiegate, medici, casalinghe. Ci occupiamo di figli e nonni, malati e nipoti, soprattutto educhiamo nuovi uomini. Affrontiamo l’avventura della realtà, nella normalità delle sue sfide, tessendo quello che oggi la politica sembra aver dimenticato: i rapporti tra e con la gente. Sappiamo di essere il cardine di ciò che dà spessore e connessione alla nostra società: la famiglia; siamo preoccupate per essa e per il mondo in cui stanno crescendo i nostri figli. La nostra non è la lamentazione di chi vorrebbe il futuro garantito o il diritto ad un lavoro sicuro, senza assunzione di responsabilità che comporterebbe rischi e fatica. Sappiamo bene che mancanza di ideali e cultura dell’effimero generano inconsistenza e fragilità soprattutto nei giovani, ma anche negli adulti e in chi ha posizioni di responsabilità e portano a uno svilimento e indebolimento della famiglia che, da origine del vivere comune, viene ridotta a essere sterile in tutti i sensi, dal fatto che non si fanno più figli al suo ritirarsi tra quattro mura di solitudine. E lì, dove le famiglie si ritirano, che cosa succede? Vogliamo ricordarlo con un esempio: quando le mamme con i bambini hanno iniziato ad abbandonare i giardinetti delle nostre città, sono pian piano arrivati gli spacciatori. Dove la famiglia arretra, lo spazio viene occupato dalla devianza, dalla stranezza che diventa normalità; quando la famiglie ci sono, sono presenti, e fra esse si creano, legami, solidarietà, cooperazione, nasce un nuovo bene, una nuova prosperità per tutti gli uomini. Questo la politica dovrebbe sostenere, in questo Le diamo atto di aver cominciato a lavorare, (avendo per esempio introdotto la possibilità di destinare il 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi al settore no-profit, alle associazioni a scopo sociale, fondazioni, onlus) a differenza dei Suoi avversari che vorrebbero uno Stato che gestisce in prima persona la felicità di tutti, ‘dalla culla alla bara’.

La nostra preoccupazione non è dunque per un futuro ipotetico, né per ciò che manca, ma è per il presente, perché noi e i nostri figli possiamo affrontare la vita oggi, come sempre hanno fatto le generazioni prima di noi: non solo un privilegio per pochi, ma un compito e una responsabilità per tutti. Per questo, consapevoli della Sua insistenza sul valore della famiglia tradizionale, (specificazione necessaria per distinguerla da altri patti che il Suo avversario politico e la corte dei miracoli che l’accompagna vorrebbero legalizzare), della Sua costante valorizzazione dell’intraprendenza e del lavoro come positiva capacità di costruzione, e visto il Suo impegno per l’educazione e il mondo della scuola, ci rivolgiamo a Lei, che vediamo propositivo e positivo di fronte all’immagine petulante, lamentosa, moralista e negativa dei Suoi avversari, perché con più decisione ed efficacia – sindacati permettendo – renda politicamente praticabile ciò che ci sta a cuore. Fondamentalmente, l’affermazione della centralità della famiglia – riconoscendone il ruolo decisivo nell’educazione della persona, e quindi di un popolo – non solo a parole ma con leggi che la favoriscano: reali agevolazioni fiscali, libertà di scelta della scuola, statale o non statale che sia, con lo stesso trattamento economico; difesa della vita fin dal suo concepimento, contro ogni tipo di manipolazione; poi, il sostegno all’intraprendenza e al rischio nel mondo del lavoro, in modo tale che i nostri figli crescano con l’idea di poter costruire, creare qualcosa di positivo, innovativo e duraturo per il mondo; tutela e valorizzazione del patrimonio di bellezza cultura e arte che la nostra tradizione ci ha consegnato, frutto della coscienza di un popolo che sapeva perché vivere, gioire e anche morire, e che noi amiamo e sentiamo il compito di tramandare.

Coscienti dell’importanza del voto alle prossime elezioni, nelle quali si giocherà una diversa concezione di persona e popolo, ci impegniamo a votarLa e sostenerLa a patto che possa far Sue con più forza e decisione le nostre richieste, sperando che anche quanti sono demotivati e forse un po’ delusi, e ne incontriamo molti, possano vedere in Lei e nella Sua coalizione l’unica possibilità, politicamente parlando, di costruzione libera e positiva, oggi. Questo patto vogliamo stipularlo con Lei e non col prof. Prodi: la sua campagna fatta di ‘serietà’ e ‘sacrifici’ non ci piace, ci intristisce e ci fa un po’ spavento. E noi signore lo lasciamo volentieri perdere. ‘La bellezza salverà il mondo’.

Con stima

Le promotrici: Giovanna Belardinelli, Luisa Chiesa, M. Grazia Fertoli, Barbara Piscina, M. Cristina Sculco, Cristina Turati, Annalena Valenti, Annunciata Viganò

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: