Se quanto dice Oliviero Beha in questo video (clicca qui ->http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/23/beha-dafrica-bossi-litalia-e-le-partite-comprate/) è vero (ipotesi che mi pare ben plausibile), allora la “provocazione” di Bossi circa la possibilità che pure oggi la nazionale di calcio si compri partite al mondiale non soltanto è fondata su precedenti ben concreti, ma sotto sotto proprio a quei precedenti allude.

Un altro messaggio trasversale, dunque? Se è così (ipotesi che mi pare ben plausibile), non sarebbe il primo, nè sarà certo l’ultimo.

Come questo blog sta dicendo da molto tempo, è in atto una metamorfosi gattopardesca: rottamare di Berlusconi, Bossi e parte berlusconiana e bossiana del mondo vaticano e cattolico, al fine di rafforzare tutti gli altri poteri forti che finora hanno prodotto e sostenuto, a partire dai primi anni novanta e – secondo Cianciminoi e Spatuzza – grazie alle bombe del ’93, la “cosa Berlusconi”, come direbbe il Nobel José Saramago.

Gli altri poteri forti sono, come ben sanno i lettori di questo blog, le mafie, l’industria del riciclaggio, della droga, delle armi e degli esseri umani, la parte dell’imprenditoria e del Vaticano collusa e segreta che ha, per esempio, favorito gli intrallazzi tra la finanza vaticana, le mafie e la corruzione politica e finanziaria italiana. Questi poteri ora temono che da un lato l’impresentabilità (soprattutto internazionale) sempre più evidente di Berlusconi e dei suoi alleati vaticani e, dall’altro, la “inaffidabilità” della Lega e dei suoi alleati ciellini possano destabilizzare il sistema di potere costruito negli ultimi vent’anni. Potare i rami secchi di Berlusconi, Bossi, CL e cardinali vari, per ridare nuovi vigore alla pianta dei veri poteri forti e occulti.

Da parte loro Berlusconi e gli altri minacciati cercan0 di mandare avvisi ai minaccianti, quasi a dire: attenti!, se ci fate fuori, noi parliamo e con Sansone moriranno tutti i filistei. Riguardo al probabile uso di questa strategia da parte di Berlusconi si è più volte detto nei mesi scorsi; riguardo al cardinal Crescenzio Sepe, si è detto ieri. Ora tocca a Bossi, che non certo a caso minaccia il sancta sanctorum dei miti e della retorica pallonara, tanto cari alla gestione del potere italico.

 

 

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