Che rottura! Uccidiamo Obama, massacriamo gli studenti! – 29/10/’08

Leggo che qualcuno vuole uccidere Barack Obama. Leggo che un ex Presidente della Repubblica Italiana (povera Repubblica e povera Italia! Chissà cosa è successo in passato!) dice che basterebbe infiltrare nei cortei studenteschi qualche agitatore professionista, per legittimare l’intervento repressivo della Polizia. Ho più volte letto e sentito che si dovrebbe abortire i non “normali”, si dovrebbe sparare ai clandestini, prendere impronte ai bambini Rom. Ho letto che si stanno massacrando popoli interi, per esempio in Amazzonia e in Africa. C’ è chi vorrebbe tornare a meno di 70 ai fa, quando uno Stato, con tanto di burocrazia e di efficienza, bruciava nei forni crematori ebrei, handicappati, omosessuali, zingari. Mi è venuto allora il seguente corsivo.

Quando il diverso è portatore del nuovo, allora fa paura, ancora più paura. Sempre il diverso fa paura, ma – se come spesso accade – è apertamente portatore di novità, allora fa ancora più paura: perché ti obbliga a guardati dentro, a vedere che la prima diversità ce l’hai tu, sei tu, proprio dentro di te, proprio più di te stesso.

Alla propria identità ci si abitua, ci si affeziona, anche quando è una identità di cacca, soprattutto quando è una identità di cacca. È alla propria diversità che non ci si abitua mai, perché la diversità che tu dentro di te sei, quella è una grande, prodigiosa, indefessa rompiballe. Più te ne stai lì tranquillo, più credi di potere stare lì i pace, più lei, proprio allora lei, la tua diversità, ti chiama, ti obbliga ad alzarti, a cercare, a guardare gli altri, a parlare con loro, a crescere, a uscire, a sognare, ad amare. Che rottura!

Quanto bella, ansiolitica, rassicurante è invece la propria immutabile, calda, confortante identità di cacca! Che bello restarci dentro, esserla fino in fondo, imbalsamarti per sempre in lei! Che bella una eterna, divina, immortale identità di cacca!

E invece eccoli lì i diversi. Eccoli lì a obbligarti a fare i conti anche con la tua stessa diversità. Che rottura! Che sovversivi, antipatici, antidemocratici sono i diversi! Non potrebbero starsene anche loro tranquilli e soddisfatti in una bella identità di cacca, bella e democratica come la nostra? Chi glielo fa fare di essere diversi? Chi glielo fa essere di essere diversi? Che brutto vizio hanno! Bisognerebbe farli fuori tutti. Altro che fargli fare il presidente degli Stati Uniti! Altro che farli studiare all’università! Altro che accoglierli, sfamarli, vestirli a Lampedusa! Altro che dare loro il diritto di voto, la cittadinanza! Altro che mandare i loro figli nelle nostre scuole! Altro che concepirli, farli nascere, crescere, lasciar loro fare i cortei, le manifestazioni! Una vera, sana, robusta democrazia, una bella democrazia come la nostra i diversi non li vuole nemmeno all’opposizione. Non è democratico che un diverso stia nella maggioranza, figuriamoci all’opposizione. Difendiamo la nostra democrazia!

Meglio ucciderlo quel negro. Meglio infiltrare qualche bellissimo identico in quei cortei, così da fare scoppiare il casino, così da poterli poi picchiare, massacrare, dando poi a loro la colpa. Geniale! Vecchio come la storia, ma geniale! In fondo a che servono i diversi, se non a dare loro la colpa? La colpa ce l’hanno davvero. Non hanno forse la colpa di farci rischiare di essere anche noi diversi e nuovi, di farci magari perdere la nostra così nostra identità, la nostra così nostra cacca?

 

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