C’è un portale ( www.pontifex.roma.it ), che, a quanto mi si dice, è sostenuto da 4-5 cardinali e vescovi in pensione, tra cui il ben noto mons. Babini, ex vescovo di Grosseto. Questo portale è voce di un integralismo talmente becero e folle, da fare apparire aperti e libertari anche i lefrevriani più retrogradi. Mi si dice che in Vaticano il portale è considerato pura follia, ma nessuno prende distanza chiara e ufficiale da quanto vi viene scritto; viene lasciato vivere e dire con il consenso sia pure tacito di un’ala integralistica estrema della Curia romana.

Questo stesso portale affermò che la morte del giovane operaio ucciso da un traliccio durante l’allestimento di un concerto di Jovanotti era un “castigo di Dio” nei confronti di Jovanotti stesso.

Ora, in un post in occasione della morte di Lucio Dalla (http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/spettacolo/10801-lucio-dalla-verso-la-beatificazione-ed-il-funerale-religioso-uno-scandalo-ed-unidolatria-pagana), Bruno Volpe, l’editorialista più noto del portale, esce con affermazioni di questo tipo:

sono del parere che Dalla non abbia diritto ad un funerale religioso in quanto in stato di pubblico peccatore.

Se la diocesi di Bologna dovesse farlo spingendosi fino al pubblico elogio, sarebbe scandaloso e contraio al CIC; per altro verso determinerebbe un grave precedente.

Dunque, onore al genio Dalla, ma si eviti lo scandalo e l’idolatria pagana, almeno in Chiesa”.

Questa folle logica viene ribadita da mons. Babini in una intervista fattagli da Bruno Volpe nello stesso portale:

il Diritto Canonico, le ripeto, proibisce il funerale a tutti coloro che abbiano dato pubblico scandalo con la loro vita”.

L’omofobia foraggia fanatismi di questo tipo. Non è ora che la Chiesa ufficiale si decida a prendere le distanze da questi fanatismi?

Qui di seguito ci sono i nomi, i volti e i titoli dei firmatari presentatori dell’emendamento 1707, teso a variare l’articolo 380 del Codice di Procedura Penale. Secondo questo emendamento chi venga sorpreso, in flagranza, a commettere atti sessuali con minori non deve necessariamente essere arrestato, se commette un atto sessuale “di minore gravità”. Naturalmente nell’emendamento non si spiega che cosa significhi “di minore gravità”. Tra l’altro, l’orientamento della maggioranza in tema di giustizia lascia almeno qualche piccolo dubbio se si tratti anche in questo caso di norma ad personam o ad personas; o magari si tratti del prezzo pagato a qualcuno per qualcosa (non a caso c’è chi chiama questo emendamento “Salva Pedofili” o “Lodo Vaticano”). Che l’emendamento 1707 sia uscito da una precisa, forte e non certo casuale volontà politica risulta comunque evidente se guardiamo il peso politico e il cursus honorum di tutti o quasi i suoi presentatatori, tutti tra i più vicini allo zoccolo duro dell’alleanza Berlusconi-Bossi (e che dice Comunione e Liberazione in proposito?). Intanto guarda caso – il salesiano cardinal Bertone, ancora convinto con crassa ignoranza che a produrre la pedofilia sia l’omosessualità, strepita contro la polizia e la magistratura belghe volte a chiarire i rapporti tra pedofilia e alti prelati. Ma il papa non aveva detto di volere collaborare con le autorità per pulire la chiesa da ogni “sporcizia”?

FILIPPO BERSELLI

FILIPPO BERSELLI PDL

Regione di elezione: Emilia Romagna. Nato il 20 settembre 1941 a Bologna. Residente a Montefiore Conca (Rimini). Professione: Avvocato.
Sindaco di Montefiore Conca (Rimini). Elezione: 13 aprile 2008.
Membro Gruppo PdL.
Presidente della 2ª Commissione permanente (Giustizia).

Mandati parlamentari: IX Legislatura Camera, X Legislatura Camera. XI Legislatura Camera, XII Legislatura Senato, XIII Legislatura Camera, XIV Legislatura Camera, XV Legislatura Senato, XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Il Popolo della Libertà (Membro dal 6 maggio 2008), Giunta provvisoria per la verifica dei poteri (Presidente dal 29 aprile 2008 al 29 aprile 2008), 2ª Commissione permanente (Giustizia) (Presidente dal 22 maggio 2008).

SANDRO MAZZATORTA

SANDRO MAZZATORTA LEGA NORD PADANIA

Regione di elezione: Lombardia. Nato il 13 marzo 1965 a Verbania (Verbania-Cusio Ossola). Residente a Chiari (Brescia). Professione: Avvocato.
Sindaco di Chiari (Brescia). Elezione: 13 aprile 2008.
Vicepresidente del gruppo LNP.
Membro della Giunta delle elezioni e delle immunita’ parlamentari.
Membro della Commissione per la biblioteca e per l’archivio storico.
Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia).
Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa.
Membro della Commissione parlamentare per la semplificazione.
Membro del Consiglio di garanzia.

Mandati parlamentari: XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Lega Nord Padania (Membro dal 6 maggio 2008 al 28 gennaio 2009, Vicepresidente dal 29 gennaio 2009), Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (Membro dal 21 maggio 2008), Commissione per la biblioteca e per l’archivio storico (Membro dal 22 luglio 2008), 2ª Commissione permanente (Giustizia) (Membro dal 22 maggio 2008), Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa (Membro dal 21 maggio 2008), Commissione parlamentare per la semplificazione (Membro dal 4 giugno 2008), Consiglio di garanzia (Membro dal 20 giugno 2008).

FEDERICO BRICOLO  

FEDERICO BRICOLO LEGA NORDO PADANIA

Regione di elezione: Veneto. Nato il 13 luglio 1966 a Verona. Residente a Sommacampagna (Verona). Professione: Libero professionista. Elezione: 13 aprile 2008.
Presidente del gruppo LNP.
Membro della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione), Membro della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Membro della Sottocommissione permanente per l’accesso, Vicepresidente della Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa, Membro della Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea dell’Unione dell’Europa occidentale.
Mandati parlamentari: XIV Legislatura Camera, XV Legislatura Camera. XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Lega Nord Padania (Presidente dal 6 maggio 2008), 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) (Membro dal 22 maggio 2008), Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (Membro dal 4 giugno 2008 al 21 gennaio 2009, Membro dal 30 gennaio 2009), Sottocommissione permanente per l’accesso (Membro dal 18 marzo 2009), Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa (Vicepresidente dal 24 settembre 2008), Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea dell’Unione dell’Europa occidentale (Membro dal 24 settembre 2008).

ROBERTO CENTARO

ROBERTO CENTARI PDL

Regione di elezione: Sicilia. Nato il 21 novembre 1953 a Siracusa. Residente a Siracusa. Professione: Magistrato. Elezione: 13 aprile 2008.
Membro Gruppo PdL. Vicepresidente della 2ª Commissione permanente (Giustizia). Membro sostituto del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa. Presidente del Consiglio di garanzia.
Mandati parlamentari: XIII Legislatura Senato, XIV Legislatura Senato, XV Legislatura Senato, XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Il Popolo della Libertà (Membro dal 6 maggio 2008), 2ª Commissione permanente (Giustizia) (Vicepresidente dal 22 maggio 2008), Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa (Membro sostituto dal 24 giugno 2008), Consiglio di garanzia (Membro dal 20 giugno 2008 all’8 luglio 2008, Presidente dal 9 luglio 2008).

MAURIZIO GASPARRI

MAURIZIO GASPARRI PDL

Regione di elezione: Lazio. Nato il 18 luglio 1956 a Roma. Residente a Roma. Professione: Giornalista. Elezione: 13 aprile 2008.
Presidente del gruppo PdL. Membro della Giunta per il Regolamento, Membro della 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale), Membro della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
Mandati parlamentari: XI Legislatura Camera, XII Legislatura Camera, XIII Legislatura Camera, XIV Legislatura Camera, XV Legislatura Camera, XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Il Popolo della Libertà (Presidente dal 6 maggio 2008), Giunta per il Regolamento (Membro dal 19 marzo 2009), 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) (Membro dal 22 maggio 2008), Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (Membro dal 4 giugno 2008 al 21 gennaio 2009, Membro dal 30 gennaio 2009).

GAETANO QUAGLIARIELLO

GAETANO QUAGLIARIELLO PDL

Regione di elezione: Toscana. Nato il 23 aprile 1960 a Napoli. Residente a Roma. Professione: Professore ordinario di Storia contemporanea, pubblicista. Presidente Fondazione Magna Carta
Elezione: 13 aprile 2008.

Vicepresidente Vicario del gruppo PdL.
Membro della Giunta per il Regolamento. Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia). Membro del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
Mandati parlamentari: XV Legislatura Senato, XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Il Popolo della Libertà (Vicepresidente Vicario dal 6 maggio 2008), Giunta per il Regolamento (Membro dal 7 maggio 2008), 2ª Commissione permanente (Giustizia) (Membro dal 21 luglio 2008), 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) (Membro dal 22 maggio 2008 al 22 maggio 20089, 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) (Membro dal 22 maggio 2008 al 21 luglio 2008), Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Membro dal 21 maggio 2008).

SERGIO DIVINA

Regione di elezione: Trentino-Alto Adige – Collegio: 1 (Trento). Nato l’8 febbraio 1955 a Trento. Residente a Tenna (Trento). Professione: Funzionario carriera direttiva, abilitato alla professione forense. Elezione: 13 aprile 2008.
Membro Gruppo LNP. Membro della Giunta per il Regolamento. Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia) (in sostituzione del Sottosegretario di Stato Michelino DAVICO). Membro della 4ª Commissione permanente (Difesa). Membro della 14ª Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea). Presidente della Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi. Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse.
Mandati parlamentari: XV Legislatura Senato, XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Lega Nord Padania (Vicepresidente dal 6 maggio 2008 al 28 gennaio 2009
Membro dal 29 gennaio 2009), Giunta per il Regolamento (Membro dal 7 maggio 2008), Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (Membro dal 21 maggio 2008 al 24 settembre 2008), 2ª Commissione permanente (Giustizia) (Membro dal 22 maggio 2008
(in sostituzione del Sottosegretario di Stato Michelino DAVICO), 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) (Vicepresidente dal 22 maggio 2008 al 30 gennaio 2009), 4ª Commissione permanente (Difesa) (Membro dal 30 gennaio 2009), 14ª Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea) (Membro dal 27 gennaio 2010), Commissione speciale per l’esame di disegni di legge di conversione di decreti-legge (Membro dall’8 maggio 2008 al 22 maggio 2008), Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi (Presidente dal 9 dicembre 2008), Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa (Membro dal 21 maggio 2008 al 24 settembre 2008), Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO (Membro dal 24 giugno 2008 al 28 gennaio 2009), Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (Membro dal 19 gennaio 2010).

Come commento al mio post di ieri (2010/04/10 – Benedetto XVI, Padre Federico Lombardi e gli abusi sessuali (pedofilia compresa) di religiosi e preti ), Mario mi scrive:

Nel Marzo scorso, con una lettera al direttore del Corriere della sera, il filosofo laico Marcello Pera difendeva il papa sostenendo che la campagna mediatica contro la Chiesa approfittava della triste vicenda dei preti pedofili per affondare un attacco spietato all’istituzione. Diceva Pera che si trattava di una vera e propria “guerra” che non si sarebbe risolta facilmente.
Ricordo personalmente che durante la ” Via Crucis” al Colosseo della Pasqua 2005, ancora vivente Papa Giovanni Paolo II, l’allora cardinale Ratzinger, in un commento parlò apertamente di “sporcizia” presente nella Chiesa ( evidentemente conoscendone alcuni fatti).
Sono del parere che la Verità deve essere detta a tutti i costi e proclamata, soprattutto per il bene dei fedeli, molti dei quali sono disorientati.
Chiedo al dr. Cortesi di immaginare di essere nei panni del Maestro Bontadini, insigne filosofo e apologeta, di cui ricorre il prossimo 12 cm il 20° anniversario della morte,: difenderebbe il papa come ha fatto M. Pera o esigerebbe da lui un comportamento diverso?

Voglio qui rispondere a Mario.

Non basta parlare di sporcizia. Se chi parla sa, deve anche provvedere, cosa che, a quanto risulta in modo ormai palese, Joseph Ratzinger non ha fatto né da vescovo, né da cardinale, né da papa. A quanto pare, ha invece continuato nel vecchio solco. Solo ora, che il dilagare internazionale degli scandali non gli consente più di negare l’evidenza, pare fare qualche piccola incertissima mossa, dando largamente l’impressione che più che volerlo fare, lo debba fare, per giunta cercando di nascondersi dietro l’alibi della persecuzione e del complotto orditi contro di lui. Né si tratta soltanto di pedofilia o di violenza sessuale: la “sporcizia” tocca ancora più ampi confini, che dovrebbero essere aperti e analizzati, senza che si debba aspettare la costrizione di scandali non più copribili.

Per esempio, perchè non si fa luce sulla “sporcizia” dello Ior, che ha fatto – e assai probabilmente ancora lo fa – il riciclaggio di tutto il denaro sporco della corruzione politica e imprenditoriale, delle mafie, dei poteri che operano nell’oscuro mondo del commercio di droga, armi, esseri umani, con bilanci ben superiori a quelli di stati quali l’Italia, contribuendo in tale modo a inquinare e compromettere la vita democratica di questi stati?

Per esempio, perché non si dice nulla delle gravissime probabilissime connivenze con le mafie del sud America?

Per esempio, perché si favorisce in vario modo e con estrema superficialità la pratica di adozioni internazionali, che poi – me lo dice l’esperienza clinica – hanno effetti devastanti in tantissimi di questi ragazzi?

Per esempio, perché non si dice nulla delle responsabilità oggettive in ordine alla devastazione e ai genocidi in atto in molte zone del mondo, a cominciare dalla Amazzonia? La ricattabilità da parte dei poteri e degli interessi che attuano la devastazione e il genocidio rende l’istituzione ecclesiale oggettivamente complice e colpevole, rende poi di fatto quanto meno impossibile ogni vera denuncia e ogni vera azione in senso contrario. Addirittura le pure eroiche presenze in loco di missionari finiscono di fatto con l’essere alibi e foglia di fico che, nascondendola, legittimano la vera violenza della realtà, diventandone così oggettivamente e paradossalmente complici.

Per esempio, perché si favorisce in vario modo e con estrema superficialità l’afflusso di badanti, soprattutto dall’America latina, per lo più donne che, per seguire un nostro anziano, lasciano figli e mariti, segnando di distruzione il tessuto sociale del paese di partenza? Ci si rende conto del disastro morale, sociale, culturale, politico che tutto ciò comporta e provoca? 

Per esempio, perché si lascia che la “scuola cattolica” sia sempre più la scuola dei ricchi, per lo più esclusivamente gestita dai sempre più arricchiti e potenti ciellini, scuola nella quale ben difficilmente trovano accoglienza l’allievo handicappato, il figlio del povero cristo, il figlio dell’extracomunitario non facoltoso, e dove ben difficilmente riesce a stare chi abbia un minimo senso critico? Perché non si dice che la distruzione in atto della scuola pubblica è in larga misura legata e strumentalmente funzionale all’eccesso di potere della scuola “cattolica”?

Per esempio, perché non si dice nulla di chiaro sull’Opus Dei, sulla sua organizzazione interna, sui suoi modi e criteri di “apostolato”, sui suoi reali obiettivi, sul suo effettivo potere, sulla sua presenza in settori decisivi delle istituzioni, della economia, della finanza? Eppure sono oramai numerosissime e del tutto credibili le testimonianze di ex “numerari” (si chiamano così i membri davvero effettivi della Prelatura): ci parlano dell’Opus Dei come di una vera e propria setta o società segreta, completamente autoreferenziale, nella quale si attuano gravissime forme di violenza morale e psicologica anche e prima di tutto su ragazzi della prima adolescenza. Perché l’Opus Dei nel 1982 è stata costituita Prelatura personale, caricata di un potere internazionale che sfugge in larga misura alla giurisdizione, al controllo e alla conoscenza dei vescovi diocesani? Con quali mezzi è riuscita con papa Wojtyla a farsi riconoscere tutto questo potere, riconoscimento che i papi precedenti, a cominciare da Giovanni XXIII, si erano ben guardati di pensare e di dovere concedere? Che influenza ha oggi l’Opus Dei sulla nostra vita politica e democratica? Che obiettivi politici e finanziari persegue? Perché non ci si dice nulla? Perché ci si lascia – volutamente – nell’ignoranza? E perché parimenti si dice poco o nulla dei Memores Domini, che per Comunione e Liberazione sono quello i “numerari” sono per l’Opus Dei? Quanti per esempio sanno che i vertici della politica, della sanità, della scuola, della finanza lombarde sono in gran parte nelle loro mani e nel potere della loro logica esclusiva e autoreferenziale, a cominciare da Roberto Formigoni? Che interessi ha in tutto ciò l’istituzione ecclesiale? Chi decide e in base a quali criteri?

Per esempio, perché non si dice nulla dell’ignoranza, della incompetenza, della superficialità oggettivamente violente e arroganti con le quali preti o laici “cattolici” (sarei curioso di sapere chi dà il patentino di laico “cattolico”; se, come, perché e da parte di chi viene concesso, rinnovato o tolto) si immischiano in faccende e in ambiti per i quali non hanno alcuna competenza, spesso con risultati disastrosi e disonesti? A che titolo parlano e agiscono, in base a quale competenza? Non è raro, per esempio, che preti del tutto incompetenti si permettano di dare – nel confessionale e fuori – consigli in materia di psicologia, di giurisprudenza o di morale, contrabbandando come “religiosi” consigli o giudizi che con la religione non hanno nulla a che fare. Idem fanno molti laici “cattolici”, trincerandosi dietro la santa maschera di un volontariato tanto santificato ed esaltato quanto abitato da ignoranza e incompetenza (quando capiremo che – per uno stato – il ricorso al volontariato è direttamente proporzionale alla mancanza di vera civiltà e di collaudata professionalità?). Per fortuna non ci sono più (almeno si spera; la cronaca ogni tanto suggerisce il contrario) luoghi di ricovero “cattolici” per malati psichici o per persone bisognose di aiuto. Ma l’intromissione “cattolica” purtroppo continua in altre forme. Perché, per esempio, nessuno dice che cosa esattamente facciano strutture come i “centri di primo ascolto” o i “patronati” di vario tipo o le più disparate comunità di “aiuto” o di “recupero”? Che criteri seguono, con quali competenza operano, che fini davvero perseguono, con quali fondi campano, da chi sono controllati?

Ebbene, di fronte a tanto ampio orizzonte di probabilissima sporcizia, limitare o focalizzare il discorso sulla tragedia della pedofilia e della violenza sessuale di religiosi e preti, paradossalmente contribuisce a nascondere tutto il resto: una vergogna, che, venendo proprio … a pera, finisce con il proteggere e nascondere tutte le altre, con una ben collaudata tecnica, usata anche per esempio da Berlusconi o da Putin. Paradossale e diabolico.

Mario ricorda Gustavo Bontadini. L’ho conosciuto quanto può conoscerlo uno studente di Filosofia che per due anni segue le lezioni del biennale di Filosofia Teoretica. Nelle sue lezioni – ricordo – lasciava si discutesse molto; non ho mai capito se lo facesse perché credeva davvero nella forza della discussione o perché pensava di avere comunque ragione. Allora pensavo fosse per il primo motivo. Oggi, proprio non so che cosa direbbe Bontadini; so però che molti degli studenti che allora animavano le sue lezioni direbbero cose parecchio vicine a quelle che ho cercato di dire io.

Mi piacerebbe che nella chiesa la discussione della verità e della realtà ci fosse, venisse davvero aiutata e riconosciuta. Mi piacerebbe ci fossero il gusto dell’intelligenza e l’intelligenza del gusto; la libertà della ricerca e la ricerca della libertà; l’emozione della verità e la verità dell’emozione; lo stupore dell’amore e l’amore dello stupore; la gioia della parola e la parola della gioia. Il Concilio Vaticano II (ero adolescente e giovane a quei tempi) diede la speranza (o l’illusione?) di tutto ciò. Purtroppo una sedicente “chiesa”, che si identifica sempre più esclusivamente con la curia vaticana e romana, oggi nega sempre più questa speranza. L’uccisione della speranza è la prima vera, grave, patogena sporcizia della chiesa e nella chiesa.

Il Portavoce della Santa Sede Padre Federico Lombardi ha detto che Benedetto XVI è “pronto a incontrare le vittime” degli abusi sessuali commessi dai religiosi, in particolare le vittime dei preti pedofili.

Non capisco tre cose.

Primo, non capisco perché il papa aspetti solo ora a dichiararsi tanto apertamente disponibile all’incontro. Da molto, troppo tempo, si sa degli abusi sessuali e della pedofilia di religiosi e preti. Perché si dichiara ufficialmente e apertamente “disponibile” soltanto ora, a scandali irrimediabilmente esplosi, dopo avere con scritti e comportamenti non soltanto seguito, ma addirittura prescritto per decenni la strategia omertosa e irresponsabile del silenzio e della copertura sistematica del problema?

Secondo, non capisco perché, per dichiararsi disponibile, abbia bisogno di nascondersi dietro il proprio portavoce. Gesù ha detto “andate e annunciate”; non ha detto: “restate fermi e fatevi annunciare”.

Terzo, non capisco perché non vada lui in prima persona – subito e direttamente – a incontrare le vittime. Il Buon Pastore di cui parla Gesù (Giovanni, 10, 1-21) va lui subito e direttamente a cercare le proprie pecore isolate e in pericolo, se le prende in spalla lui prendendosene cura in prima e immediata persona, senza bisogno di annunci e di portavoce.

Se, incarnandosi in Gesù, Dio è venuto Lui tra gli uomini, facendosi uomo fino alla morte e abitando tra gli uomini, non capisco perché, esibendosi prima di tutto come addolorata vittima di un complotto, Benedetto XVI continui a restarsene in Vaticano, più immobile, disumano e lontano di qualsivoglia Dio aristotelico.

Questo papetto freddo e distaccato riesce anche soltanto lontanamente a immaginare quanto devastante sia subire un abuso sessuale e una violenza pedofila? Si rende conto di quanto abisso di dolore sia causa la violenza che egli per primo ha contribuito a nascondere con eterni silenzi e micidiali, complici coperture? Anche soltanto lontanamente riesce a immaginare che ogni sia pure minimo ritardo nella denuncia e ogni sia pure minima incertezza nell’aiuto amplificano esponenzialmente il già gravissimo e dilaniante danno provocato dall’abuso e dalla violenza sessuali e pedofile? Chi abbiamo come papa? Che libertà e responsabilità morali ha? Che idea di chiesa ha e attua, che realtà di “chiesa” copre? In quale antropologia e in quale teologia si identifica? E – poi – chi gli sta intorno? Quanti Agostino Vallini nascondono la curia vaticana e la curia romana? Vedi, in proposito, quanto già ho scritto in altri quattro post:

2010/03/26 – Il New York Times e i 200 bambini sordi abusati da un prete pedofilo. Le responsabilità di Ratzinger, Bertone e della Curia Vaticana

2009/07/29 – Monumento del governo irlandese, pedofilia dei preti, Agostino Vallini e denuncia di “Avvenire” contro Berlusconi ,

2009/11/27 – Anche per la pedofilia, come al solito il Vaticano tace,

Hans Kung, celibato dei preti, chiesa, pedofilia e sessualità.

 

Dal Rapporto Eures appena reso pubblico: a) nel 2008 un omicidio su due matura in ambiente familiare; b ) vittime sono quasi sempre le donne; c) le relazioni familiari sono messe sotto accusa; d) il rapporto di coppia è sempre più critico, con esiti spesso devastanti.

A ciò si aggiunga quanto dice la cronaca: per esempio solo ieri due omicidi familiari.

Come blogger ho più volte denunciato l’implosione della famiglia, la sua neandertalizzazione in dinamiche incestuose gravi. Di questi temi ho trattato nel mio ultimo libro Implosione. Come terapeuta so che le disfunzioni della relazioni familiari sono la genesi di gravi patologie, in particolare delle psicosi – anoressie e bulimie comprese – a esordio adolescenziale e giovanile.

Non è ora di smetterla con la mitizzazione della famiglia? Con la sua strumentalizzazione politica, religiosa, ideologica, spesso operata da persone che nei fatti di tutto si occupano meno che della famiglia?

Non è ora di aprire gli occhi e aiutarla davvero questa povera, ferita, sanguinante famiglia?

Perché pochissimi parlano della esistenza della cosiddetta “terapia familiare” (psicoterapia sistemico-relazionale), la sola in grado di fare davvero qualcosa, e dei grandi risultati raggiunti grazie a essa? Forse si teme di perdere – con la retorica della famiglia – il business degli psicofarmaci e/o il “controllo” religioso o politico delle famiglie?

E dove sta mai il problema?

Dice Gesù: “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Matteo, 18, 20). Quando Gesù è tra noi, lì c’è chiesa.

Quando Rosi e io ci chiamiamo nello stupore (e “stupore” è uno dei suoi nomi), lui è con noi, perché anche lui vuole stupirsi di noi con noi.

Quando chiamo i miei figli nella festa (e “festa” è uno dei suoi nomi), lui è con noi, perché anche lui vuole essere festa con noi.

Quando chiamo i miei amici nella gioia di un buon bicchiere di vino (e “buon bicchiere di vino” è uno dei suoi nomi), lui è con noi, perché anche lui vuole stare allegro con noi.

Quando chiamo i miei com-pagni nel nome di un pezzo di pane, lo spezzo e lo mangio con loro (e “pane spezzato” è uno dei suoi nomi), lui è con noi, perché anche lui vuole mangiare il nostro pane con noi.

Quando chiamo qualcuno con parola libera e spregiudicata (e “parola libera e spregiudicata” è uno dei suoi nomi), lui è con noi, perché anche a lui piace parlare libero e spregiudicato.

Quando la sofferenza o l’offesa date o subite sono per-dono di uno nell’altro (e “per-dono” è uno dei suoi nomi), lui è con noi, perché per lui, in lui e attraverso di lui ogni sofferenza subita e ogni offesa accolta sanno aprirsi alla vita e sanno scoprirsi come dono prezioso.

Quando parlo con chi è diverso da me balbettando le sue parole e quando uno diverso da me balbetta le mie parole (e “diversità” e “parola balbettata” sono due dei suoi nomi), lui è con noi, perché anche lui vuole essere tutte le diversità e tutti i balbettii del mondo.

Quando tu e io parliamo di cieli nuovi e terre nuove (e “cieli nuove e terre nuove” è uno dei suoi nomi), lui è con noi, perché anche lui vuole infiniti cieli e infinite terre, sempre più nuovi e sempre più belli.

Quando tu e io ci aspettiamo e chiamiamo al di là e al di qua di ogni muro e confine (e “attesa” e “al di qua” e “al di là” sono tre dei suoi nomi), lui è con noi, perché anche lui vuole aspettare con noi al di là e al di qua di ogni muro e confine.

Quando tu e io, magari litigando tra noi, chiediamo entrambi giustizia (e “giustizia” è uno dei suoi nomi), lui è con noi, perché anche a lui piace battersi per la giustizia e perché lui è la giustizia.

Quando tu e io, magari discutendo tra noi, parliamo per cercare insieme la verità (e “verità cercata” è uno dei suoi nomi), lui è con noi, perché anche a lui piace la verità, così tanto che lui è davvero la verità.

Quando siamo in due e ci piace chiamare insieme a noi anche un altro (e “trinità e “insieme” sono due dei suoi nomi), lui è con noi, perché a lui piace essere insieme a due o più di due.

Quando nelle notti cerchiamo un sentiero e incontrandoci ci aiutiamo a trovare la via anche più difficile (e “sentiero cercato” e “via difficile” sono due dei suoi nomi), lui è con noi, perché lui è il sentiero cercato e la via difficile, così tanto che sempre sostiene ogni nostro passo.

Quando tu e io parliamo non per quel che abbiamo, ma per quel che siamo, anche quando a parlare siamo noi due povericristi (e “povero cristo” è uno dei suoi nomi), lui è con noi, perché non c’è nessuno più povero cristo di lui, così tanto che senza di lui non ci sarebbe gusto a essere un povero cristo.

Quando tu e io ci incantiamo parlando della bellezza, ci estasiamo nella danza, siamo una voce sola nel canto (e “bellezza” e “danza” e “canto” sono tre dei suoi nomi), lui è con noi, perché a lui piace meravigliarsi con noi e danzare con noi i nostri balli e cantare insieme a noi le nostre canzoni.

Quando, pure volendo parlare, taciamo perché siamo semplici o troppo deboli o troppo imbranati (e “parola nonostante” e “semplicità” sono due dei suoi nomi), lui è con noi, perché lui ama parlare nonostante e comunque, anche nei silenzi assordanti e imbranati e fragili.

Quando tu e io alziamo la testa e guardiamo di giorno i cieli e di notte le stelle e il buio (e “testa alzata” e “speranza disperata” sono due dei suoi nomi), lui è con noi, perché vuole con noi respirare i nostri de-sideri e tutte le nostre speranze.

Quando vogliamo così tanto vivere da non temere la morte (e “vita” e “risurrezione” sono due dei suoi nomi), lui è con noi, perché a lui è piaciuto così tanto vivere con noi e come noi, che, pure temendola fino all’urlo, ha vissuto anche la morte, al punto che l’ha infradiciata di vita e risurrezione.

Quando invece vogliamo essere soli, non vogliamo ascoltare nessuno, non amiamo neppure noi stessi, usiamo l’amicizia, tradiamo l’amore, taciamo la verità, non gustiamo la festa, non ci stupiamo d’amore, non guardiamo mai in alto, temiamo chi è diverso, inganniamo la bellezza, non amiamo neanche noi stessi, non amiamo tutto l’umano che siamo e incontriamo, lui piange, perché ama così tanto la libertà di chi non vuole stare con lui, che se ne deve andare, rispettandoci fino in fondo.

Ma, prima ci manda sempre un bacio d’arrivederci, anche quando noi non ce ne accorgiamo. E, discreto, ci segue, aspettando che noi, almeno in due, lo chiamiamo di nuovo a parlare e a cantare con noi. Noi non crediamo sempre in lui, ma lui crede sempre in noi.

Come si fa a non votare una lista così? I primi quattro nomi presenti nella lista sono Dario Fo, Franca Rame, Margherita Hack e Moni Ovadia.

Il primo è un grandissimo Premio Nobel per la Letteratura, l’unico vivente tra i vincitori italiani di questo premio, un attore fantastico, un autore nel senso letterale del termine (autore significa “colui che fa crescere”), testimone della verità e suo attore (attore significa “colui che agisce l’azione decisiva”).

La seconda è una grande donna, una forte e delicatissima attrice, una prodigiosa moglie; porta nella propria carne e nella propria anima la violenza di uno stupro fascista, vile e barbaro, infertole per colpirne la libertà e la testimonianza di una vita (sua e del marito), e questa violenza ha saputo tradurre in messaggio, dandola al mondo come richiamo di dignità.

La terza ama lo stupore delle stelle, ha lo sguardo sapientissimo e saggio della scienza, l’anima meravigliosa della curiosità critica e della onestà intellettuale e morale.

Il quarto è una voce rarissima, tra le poche che, respirando l’assoluto del sacro e del divino, sanno interrogare le radici dell’umano, a partire delle profondità della Rivelazione ebraica, la stessa che animava Gesù.

Non mi importa il nome di quella lista. So per certo che questi quattro meravigliosi esseri umani, pure sapendone le ragioni migliori, lo trascendono e lo consacrano, così come il “compagno Cristo” di don Primo Mazzolari trascendeva, consacrava e salvava tutti i “compagni” del mondo, inserendo di nuovo questa parola nella eucarestia dell’etimo cum-panis, che significa “chi mangia con noi il nostro stesso pane”.

Se ci fosse il minimo senso della dignità e della realtà, non ci sarebbe partita: tutti voterebbero questa lista.

Se ci fosse il minimo senso del pudore civile e umano, tutti gli altri candidati di tutte quante le liste si ritrarrebbero, rinuncerebbero ciascuno alla propria candidatura e sarebbero orgogliosi e felici di potere essere amministrati e rappresentati da tanta nobile umanità.

Grazie a Dario Fo, Franca Rame, Margherita Hack e Moni Ovadia, oggi vado a votare felice di essere uomo e cittadino.