È disponibile

il mio nuovo ultimo libro

Se lo vuoi, vai su www.ilmiolibro.it

in “cerca” digita “gigi cortesi

 

Riporto quanto è scritto sulla IV di copertina:

A partire dalla interrogazione quotidiana della cronaca e della realtà, l’autore – blogger con competenza psicologica, etica e politica – analizza quanto è accaduto dalla fine del 2008 all’inizio del 2010: lo sfascio istituzionale e morale della politica italiana (e non solo), il crescente potere delle mafie, la progressiva implosione su sé stessa della famiglia (e con essa e in essa della società) all’interno di violenze intestine anche omicide e di crescenti dinamiche di incesto, la micidiale riproposizione di logiche fasciste e naziste, la chiusura di fronte alle diversità, l’assordante silenzio di parte della Chiesa.

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Novità

2010/02/10

È disponibile

il mio nuovo ultimo libro

IMPLOSIONE

Psiche, Politica, Etica e Chiesa

a confronto sul Web

 

Se lo vuoi, vai su www.ilmiolibro.it

in “cerca” digita “gigi cortesi

Troverai anche altri tre miei libri,

in particolare

La tenerezza dell’eros

 Il silenzio di questi ultimi 25 giorni è dovuto al lavoro di sistemazione e di pubblicazione di IMPLOSIONE. Ringrazio di cuore chi mi è stato vicino anche in questi giorni, chiedendo notizie del mio silenzio.

 

Riporto quanto è scritto sulla IV di copertina:

A partire dalla interrogazione quotidiana della cronaca e della realtà, l’autore – blogger con competenza psicologica, etica e politica – analizza quanto è accaduto dalla fine del 2008 all’inizio del 2010: lo sfascio istituzionale e morale della politica italiana (e non solo), il crescente potere delle mafie, la progressiva implosione su sé stessa della famiglia (e con essa e in essa della società) all’interno di violenze intestine anche omicide e di crescenti dinamiche di incesto, la micidiale riproposizione di logiche fasciste e naziste, la chiusura di fronte alle diversità, l’assordante silenzio di parte della Chiesa.

Dopo che gli uomini della scorta lo hanno fatto entrare a forza nell’auto, subito, quasi ribellandosi alla protezione, Berlusconi è voluto uscire, ergersi verso la folla. Analizzando proprio le immagini di questa azione, cerco qui di continuare nella ipotesi di lettura psicologica dell’aggressione al Presidente del Consiglio iniziata nel mio post 2009/12/14 – Tartaglia vs Berlusconi. Psicologia del perchè uno psicotico aggredisce un narcisita (ma vedi anche 2009/10/25 – La psicologia di Piero Marrazzo e Silvio Berlusconi, la sessualità preedipica e la gestione del potere ; Le dipendenze peggiori. “Meno male che ci sei tu”, dice con gli occhi la madre al proprio bambino [e correlato a questo “Meno male che Silvio c’è”]).

Se si parte dalla ipotesi di un uomo sofferente di Disturbo Narcisistico di Personalità (DNP), allora la fenomenologia della scena e in particolare dello sguardo di Berlusconi in piedi all’auto è la seguente.

Il viso di Berlusconi non è più e soltanto il viso dell’uomo ferito, scioccato, sofferente. È ora il viso del bambino spaurito, improvvisamente abbandonato dalla mamma. È quel bambino a uscire dall’auto, ad alzarsi a guardare, come se con gli occhi dicesse: “dove sei, mamma?”, “perché mi lasci solo?”, “stavo proprio facendo quello che tu hai sempre voluto da me, stavo facendo l’uomo più importante del mondo, lo stavo facendo per te, al posto tuo, lasciando che tu diventassi me … e tu perché te ne vai? Lo sai che senza te, io non esisto, non ci sono. Lo sai che tu sei me e io sono te, unicamente te”, “perché mi hai schiaffeggiato, annientato, svuotato di anima?”, “e adesso la mia anima dove è?”, “rivoglio la mia anima, lasciatemi uscire di nuovo, la mia anima è la in mezzo, è la dove è partito lo schiaffo, non posso lasciare là la mia anima”, “perché volete partire, portarmi via da me stesso, dalla mia anima proiettata sulla folla?”, “vi ordino di non partire!, dove andate?, se partite, mi uccidete, mi lasciate vuoto di me stesso! Voglio restare qui, uscire, riprendermi l’anima!”.

La persona sofferente di DNP proietta il proprio Sé sull’altro, soprattutto su un altro femminile (il più possibile controllabile, passivo, indifeso, manipolabile), compreso quell’altro indistinto-femminile che è la “folla”. Per questa persona non c’è distanza tra sé e l’altro da sé, c’è solamente il proiettarsi del proprio Sé: se l’altro non accetta la proiezione e non la subisce, allora l’altro va annientato nel nulla della “vergogna”, nell’attribuzione moralmente mortificante della “invidia” e dell’ “odio”.

Quando però, nel momento stesso in cui pensava di essere totale, la proiezione grandiosa del Sé fallisce e si trova di fronte all’ostacolo imprevisto del rifiuto infrangibile, dello schiaffo inconfutabile, dell’oltraggio indifendibile, allora il Sé si smarrisce, resta lì spaesato, regredisce alla auto-percezione della propria nullità, al sentirsi quel “niente”, che probabilmente Veronica, da donna innamorata e da madre dei suoi figli, ha percepito nella profondità dell’anima di Silvio Berlusconi.

Quanto più il DNP coinvolge il versante psicotico del Sé, tanto più la proiezione del Sé è massiccia e delirante, fino al rischio della dissociazione stessa del Sé nell’onnipotenza suicida o nella schizofrenia: in tale ultimo caso il Sé proiettato finisce con l’essere colto come voce esterna, “altra”, irrimediabilmente perduta nell’orco della scissione. La dissociazione del Sé è un rischio possibile del DNP, soprattutto quando la spirale della proiezione delirante diviene un bisogno sempre più ossessivo, configurandosi come compulsione irrefrenabile, cioè come grave dipendenza.

La persona sofferente di DNP tende sempre più a ripetere sull’altro da sé quanto, da piccolo, in un’età tra i due e i tre anni, la madre – per lo più inconsciamente – gli ha proiettato addosso, investendo e invadendo il figlio dei propri bisogni di affermazione e di compensazione affettiva, sociale, esistenziale. Chi è stato ferito, ferisce, se non ha potuto elaborare e superare la ferita. Se la ferita narcisistica non è stata elaborata e superata attraverso una competente ed efficace psicoterapia, il DNP diviene sempre più grave; il Sé che ne soffre tende sempre più a ripetere in modo attivo (cioè agendo lui sull’altro o sugli altri) quella dinamica invasiva, espropriante e distruttiva, che ha dovuto subire da piccolo nella relazione con la madre.

Quel volto smarrito di bambino non poteva non colpire la tenerezza materna di molte donne. C’è cascata anche la stessa Sabina Guzzanti, che pure è donna abituata a quella capacità di stacco che genera l’ironia e la satira: “Sì, mi ha fatto moltissima pena vedere Berlusconi ferito. Ho visto il volto insanguinato. Ho visto un vecchio ferito. Quando è uscito per vedere in faccia il suo aggressore ho provato anche stima per la fierezza e ho visto anche un politico per la prima volta”. Credo che Sabina abbia confuso la ferita attuale del vecchio con quella antica, lo smarrimento del bambino con la fierezza del politico: quello che Berlusconi cercava di guardare là nel mezzo non era l’avversario politico, ma la propria anima proiettata e non accolta, data e non restituita da quel tremendo sostituto materno che per lui è la folla.

Mi pare che il commento di Walter a 2009/12/14 – Tartaglia vs Berlusconi. Psicologia del perchè uno psicotico aggredisce un narcisita intuisca di più la dinamica in gioco: “tra le varie immagini passate nei telegiornali, mi ha colpito molto quella del Cavaliere, che ormai ferito, si erge sul suo cavallo (la macchina blu) e va a cercare il feritore, quasi a volerlo sfidare, quasi a volergli dire: “che ti credevi, non sai che sono immortale?”. Tutto questo nonostante la nutrita scorta cercasse inutilmente di proteggerlo e portarlo in tempi rapidi all’interno della macchina”.

Il suo Sé di bambino follemente spaesato era là buttato in mezzo alla gente. Era là. E là Berlusconi guardava, come se la madre l’avesse tradito. Era per lei, come sempre, che si era esibito, che aveva recitato lo smarrirsi di sé nell’incesto seduttivo e pauroso con quella folla madre, che voleva sua, che non poteva non continuare a essere sua, come sempre, come da sempre, come per sempre. E lei, la madre-folla, l’aveva tradito, con quello schiaffo che lo smentiva, lo perdeva, lo tradiva.

Negli occhi del vecchio parlava il bambino: “Come? Tu, madre, mi tradisci? È per essere te che voglio e devo sedurre la folla. E tu mi tradisci? Mi illudi? Mi rubi l’anima, così? Dove è la mia anima? Perché mi portano via? Non posso lasciare lì la mia anima! Lasciatemi vedere dov’è. Lasciatemela riprendere. Non portatemi via. Perché, madre, questo schiaffo che mi annienta? Perché espropriarmi di me, mentre io mi perdevo in te, come al solito, come da sempre, come per sempre? È questo il mio vero dolore. È questo il mio vero morire. Madre, non mi tradire anche tu!”.

c’è chi la cacca sparge a piene mani

e chi la lecca e gusta come i cani

 

c’è chi muore picchiato e torturato

e chi convien che sia asfissiato

 

c’è chi sfugge a giudizi e giuste pene

e chi scemo lo vota e lo sostiene

 

c’è chi corrompe e compra il mondo intero

e chi finge che questo non sia vero

 

c’è chi le palle dice e vende a mille

e chi le beve giù per le tonsille

 

c’è chi povero cristo è licenziato

e chi gode coi soldi ch’ha rubato

 

c’è chi di tutto quanto se ne frega

e chi tace, paga e non fa ‘na piega

 

c’è chi sempre di più sfascia lo stato

e chi vile subisce ricattato

 

c’è chi sfrutta il vangelo e vende Cristo

e chi lascia che questo non sia visto

 

poi ci siamo noi che la vita vogliamo

non abbiamo timore e ‘l vero amiamo

 

amici cari, miei veri fratelli

con voi voglio futuro e giorni belli

 

se ami il vero, il bello, il canto e la danza

se anche tu ci credi, bella è speranza

 

 

“La vostra casa è agibile, ritornateci”. Questo improvvisamente viene detto a molte vittime del terremoto. Prima li si fa vivere per mesi in tenda o in alberghi della costa, poi magari li si mette in nuove casette antisismiche, da ultimo li si sfratta anche di qui, perchè nel frattempo è avvenuto il miracolo: le loro vecchie case, gravenente colpite, del tutto inagibili, prodigiosamente sono ridiventate forti e solide abitazioni che nessun terremoto ha mai colpito e meno che meno danneggiato. E che sarà mai un terremoto? E poi siamo davvero sicuri che c’è stato? Non è che ce lo siamo inventati?

Certo, le casette sono poche, pochissime. E poi hanno già svolto la loro funzione di spot del “Come è bravo Silvio”. Adesso arriva il freddo. Così poche non bastano a nessuno. E poi a che servono? Suvvia, facciamo i seri! Piantiamola di giocare. Il terremoto non è mai esistito. le case erano e sono solide. Non sono mai crollate. I morti? Era solo una finta? Quelli che piangevano e si disperavano? Erano solo attori provetti. Mai stato neanche un morto. Mai crollata la casa dello studente. E l’Ospedale? Come poteva crollare, se era stato costruito grazie all’infallibile meravigliosa Impregilo?

Piantiamola di negare la realtà e di inventarci terremoti mai esistiti! Il terremoto, i morti, le case impraticabili? Tutte balle della sinistra! Come le escort. Come Noemi. Come la corruzione dei giudici. Come le società off shore. Come i conflitti di interesse. Come le intimidazioni ai magistrati. Come la minacica alla libera stampa. Come l’omofobia. Come il razzismo. Come la mafia. Come la P2. Come gli accordi on i serivzi segreti d Putin. Come i soldi ai talebani. E, perché, no?, come la Shoah, che giustamente un professore forzista della Sapienza nega. Eccetera. Eccetera. Eccetera. Tutte balle, solo balle, unicamente balle.

Se poi, dopo il ritorno, ci saranno nuovi crolli, nuovi morti, nuovi pianti, saranno solo invenzioni comuniste, diffamazione invidiosa, bugie.

Solo Silvio è la verità. Solo Silvio è il primo, unico, vero, infallibile politico. Gli altri politici la realtà possono al limite solo governarla, costruirla o distruggerla, migliorarla o peggiorarla, farla evolvere o regredire. Bazzecole. Lui, l’Ontologico e il Creatore, la realtà  la invera e la crea.  Meno male che Silvio c’è.

“La vera leadership non si misura dall’abilità di soffocare il dissenso, di brutalizzare gli oppositori” (Barack Obama).

“Ha detto quello che volevo dire io” (Silvio Berlusconi).

aforismi su cretini e intelligenti

soltanto i cretini

sanno essere cretini fino in fondo

con quella cretina e totale coerenza,

che purtroppo gli intelligenti

non riescono mai ad avere

 

essere cretino è una identità;

essere intelligente è solo una funzione

facoltativa e a tempo determinato