povera mia terra

povera terra della non speranza

quanto t’ho amata

 

da giovane

– non so se incosciente o coraggioso –

per te sono rimasto qui

per amarti e darti

tutto me stesso

(e me ne potevo andare

in altre terre libere e vere)

 

da vecchio

– è coraggio dare questo consiglio –

dico ai giovani:

partite da questa terra della non speranza

lasciate questo vuoto disperato

questo spaesato paese del nulla

 

terra amata

e purtroppo mai tradita

terra stranita

terra perduta

 

allora speravo

e non capivo

oggi capisco

e non spero più

 

rovina sono per te

il vile cuore e l’ignoranza

Cristo venduto e ucciso e non amato

la verità mai cercata

il meretricio dell’animo

l’assente dignità

l’ignavia

le vite non vissute

il silenzio d’umano

 

sei la terra della non speranza

mia cara amata terra

tu mi lasci straniero

nei mie luoghi

e tra la mia gente

disperato d’averti amato

 

spero solo la morte

lontano da te

nell’abbraccio del Padre

 

gli chiederò perché

 

 

 

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Riporto quanto è scritto sulla IV di copertina:

A partire dalla interrogazione quotidiana della cronaca e della realtà, l’autore – blogger con competenza psicologica, etica e politica – analizza quanto è accaduto dalla fine del 2008 all’inizio del 2010: lo sfascio istituzionale e morale della politica italiana (e non solo), il crescente potere delle mafie, la progressiva implosione su sé stessa della famiglia (e con essa e in essa della società) all’interno di violenze intestine anche omicide e di crescenti dinamiche di incesto, la micidiale riproposizione di logiche fasciste e naziste, la chiusura di fronte alle diversità, l’assordante silenzio di parte della Chiesa.

Novità

2010/02/10

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IMPLOSIONE

Psiche, Politica, Etica e Chiesa

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Troverai anche altri tre miei libri,

in particolare

La tenerezza dell’eros

 Il silenzio di questi ultimi 25 giorni è dovuto al lavoro di sistemazione e di pubblicazione di IMPLOSIONE. Ringrazio di cuore chi mi è stato vicino anche in questi giorni, chiedendo notizie del mio silenzio.

 

Riporto quanto è scritto sulla IV di copertina:

A partire dalla interrogazione quotidiana della cronaca e della realtà, l’autore – blogger con competenza psicologica, etica e politica – analizza quanto è accaduto dalla fine del 2008 all’inizio del 2010: lo sfascio istituzionale e morale della politica italiana (e non solo), il crescente potere delle mafie, la progressiva implosione su sé stessa della famiglia (e con essa e in essa della società) all’interno di violenze intestine anche omicide e di crescenti dinamiche di incesto, la micidiale riproposizione di logiche fasciste e naziste, la chiusura di fronte alle diversità, l’assordante silenzio di parte della Chiesa.

Belle sono la speranza e la parola, sono l’anima stessa di Dio, sono esercizio d’eternità, sono già il Suo bacio, sono il continuo dirsi in noi della Sua Creazione.

Lo so: chi uccide la parola e la speranza, prima o poi uccide gli uomini della speranza e della parola. Temo il morire, non temo la morte.

Ripeto qui stanotte la mia vecchia canzone di sempre:

Bastava restare in silenzio.
Non ho taciuto. Ho continuato il mio sentiero
amando come sempre ogni sasso.
E’ un sentiero solo in parte tracciato,
che pochi imboccano,
e subito vi ricrescono lo sterpo e l’ortica,
ma alle valli porta del sorriso e dell’aria.

Qui dove sono giunto,
l’erba e la via sono segnate solo dal vento
e dal soffio di quelle canzoni che antiche sanno
precedere i passi.

Solo non sono sul sentiero.
Tra le sottili canzoni con me cammina
Rosi la bella.

Di tanto in tanto,
sui confini dei giorni e delle epoche,
là dove i tramonti non sospettano ancora le albe,
Rosi ed io ci fermiamo
e mettiamo, per la notte, la nostra tenda
e lì sullo stupito limitare
insieme danziamo

come due saggi-vecchi trampolieri.

 

c’è chi la cacca sparge a piene mani

e chi la lecca e gusta come i cani

 

c’è chi muore picchiato e torturato

e chi convien che sia asfissiato

 

c’è chi sfugge a giudizi e giuste pene

e chi scemo lo vota e lo sostiene

 

c’è chi corrompe e compra il mondo intero

e chi finge che questo non sia vero

 

c’è chi le palle dice e vende a mille

e chi le beve giù per le tonsille

 

c’è chi povero cristo è licenziato

e chi gode coi soldi ch’ha rubato

 

c’è chi di tutto quanto se ne frega

e chi tace, paga e non fa ‘na piega

 

c’è chi sempre di più sfascia lo stato

e chi vile subisce ricattato

 

c’è chi sfrutta il vangelo e vende Cristo

e chi lascia che questo non sia visto

 

poi ci siamo noi che la vita vogliamo

non abbiamo timore e ‘l vero amiamo

 

amici cari, miei veri fratelli

con voi voglio futuro e giorni belli

 

se ami il vero, il bello, il canto e la danza

se anche tu ci credi, bella è speranza

 

 

Questi piccoli versi sono dedicati alle donne di tutte il mondo, che, soprattutto loro, grazie a internet, ci dicono la verità e la vita di chi altrimenti neppure sapremmo l’esistenza, le sofferenze, le violenze patite. In particolare penso a Yoani Sánchez, blogger cubana di recente sequestrata e fatta oggetto a violenza pochi giorni fa (vedi 2009/11/08 – Sequestro e violenza come a Gomorra. Il blog di Yoani Sánchez, cubana ).

Yoani Sánchez

 

bambine curiose

figlie di Verità

sacerdotesse

 

a Verità rispondete

complici felici

come solo sanno tra loro

due donne amiche

parlare attente

 

spose d’amore e passione

vi ingravidate del dolore

dei vostri popoli nascosti

 

madri prodigiose

date al mondo

le generazioni negate

 

nutrici feconde

insegnate a parlare

alla impotente infanzia

di chi vuole e non può la parola

 

testimoni di coraggio

non temete il timore

né temete la morte

 

siete la pietà e il senso

da croci i corpi deponete

nell’abbraccio

date significato ai morti

e vita alla vita

 

fanciulle di bellezza

aprite il mondo

date primavera alle epoche

soffiate nel tempo

la speranza e il bacio

 

 

la poesia

del dopo Berlusconi

 

quando questa “cosa” se ne andrà

non farò festa

 

mi fa paura non chi se ne va

ma quel che resta

 

a mandarci alla malora

ci sarà ancora

il nostro animo servile

il lecca culo il vecchio baciapile

 

ogni giorno di più

sarà ucciso

il nostro povero Gesù

 

restano l’asino e resta il bue

resta la mafia e resta la P2

 

il corrotto è ancora qui

il vigliacco lo sostiene

notte e dì

 

non se ne andrà la folle indifferenza

che affoga e nega la coscienza

 

a quale altra bestia darà foraggio

questo nostro poco, debole coraggio?

 

l’ignavia

antica vecchia malattia

lei rimane e non va via

 

il vuoto ha partorito il niente

mi assorda il silenzio della gente

 

non c’è più occhio

non c’è più sguardo

siamo in ginocchio

siamo in ritardo

 

chi è diverso viene scacciato

chi è fratello allontanato

 

il figlio giace con la madre

la figlia fa l’amore con il padre

 

chi nasce è poco amato

chi non nasce è rifiutato

 

non c’è più incontro

non c’è più parola

l’anima è sempre più sola

 

il pensiero un giorno se ne è andato

e da allora non è più tornato

 

manca il sogno e l’utopia

il cuore puro

la poesia

 

tacciono saggezza e fantasia

dorme sconosciuta l’ironia

 

Dio lui ci ha dato

un paese stupendo

il sole il cielo il mare il prato

siamo noi che l’abbiamo tradito

bestemmiato

 

siamo ancora tutti nella cacca

non è ora di svegliarci,

porca vacca?