Con proteste come quelle sulla comunione negata al ragazzo disabile, se moltiplicate, si potrebbe arrivare a una primavera cattolica, tipo quelle islamiche dello scorso anno. Sarebbe ora. Il tema dell’uso/abuso del disabile solo per prendere l’8 per mille, il rifiuto dei disabili come allievi o insegnanti delle scuole cattoliche, sono alcuni dei punti di rottura. Un altro è la rimozione di ogni riflessione teologica da parte dei laici e, più in generale, della libertà della ricerca teologica e della visione non difensiva, non esclusiva, non maschilista e non omofoba della dottrina. Altro che pedofilia! Per quanto gravissima sia la presenza della pedofilia nei preti, per quanto devastante sia la pratica del riciclaggio da parte dello Ior dei fondi neri e delle varie mafie, il polverone che ne nasce serve a coprire i veri problemi della chiesa e così – paradossalmente – risulta funzionale alla conservazione dell’attuale sistema di potere ecclesiale, che poco ha a che fare con Gesù.

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Leggo su “Il fatto quotidiano” questa notizia:

Niente comunione per il bambino disabile. Succede a Porto Garibaldi, uno dei sette lidi di Comacchio, in provincia di Ferrara. Al momento dell’eucarestia don Piergiorgio Zaghi non porge l’ostia a un piccolo affetto da gravi disturbi.
Era il momento propedeutico alla celebrazione della prima comunione. Dopo il percorso di catechismo i giovanissimi frequentatori della parrocchia dell’Immacolata concezione si accingevano a ricevere per la prima volta il “corpo di Cristo”. Era un momento al quale i genitori del piccolo diversamente abilesi erano avvicinati con preoccupazione.

Loro stessi avevano chiesto consiglio su come poter avviare a questo primo percorso spirituale il loro figlio. Il sacerdote avrebbe manifestato immediatamente le proprie perplessità in merito alla possibilità di dare il sacramento al piccolo, essendo incapace – questa la spiegazione riportata dalle cronache cittadine – di intendere e volere”.

Notizie come questa urlano nell’anima, nei cieli e negli abissi. Che diritto ha un prete o la chiesa come tale di impedire a Gesù di farsi cibo di quel ragazzo, che di certo non era il meno amato da Gesù? “Lasciate che i bambini vengano a me”, dice Gesù. In base a quale diritto un prete e la chiesa come tale vieta a Gesù l’incontro con chi va a lui? Con lo stesso criterio non si dovrebbero battezzare i neonati. Perché per i neonati sì e per un bimbo “disabile” no? E quanti tra coloro che si uniscono in matrimonio o prendono l’ordinazione sacerdotale sono davvero in grado di intendere e volere? Quanti sanno e vogliono davvero la Confermazione o l’Unzione dei malati? Nel mio lavoro di psicoterapeuta mi capita di avere a che fare con persone che si sono sposate o sono state ordinate in base a forti condizionamenti consci o inconsci da parte del loro sistema familiare d’origine e/o da parte di bisogni dovuti a patologie psichiche o relazionali: eppure, di fronte a tali situazioni, i preti e la chiesa come tale non hanno detto nulla e si sono ben guardati dall’impedire l’attuazione del sacramento.

Per certi aspetti l’Eucaristia è la risposta al Battesimo: come nel Battesimo l’essere umano “si immerge” in Gesù, nell’Eucaristia Gesù “si immerge”  nell’umano, facendosi cibo e carne e sangue dell’umano; come per immergersi in Gesù non è necessaria la diretta consapevolezza del bambino, ma basta quella putativa del padrino o della madrina, così – a maggiore ragione – perché Gesù si immerga nell’umano non dovrebbe essere necessaria la coscienza diretta di chi si comunica, ma dovrebbe bastare la coscienza di Maria e della Chiesa. Quando Gesù, concepito da Maria, si fece uomo (dando già di fatto inizio all’Eucaristia, che della Incarnazione è conseguenza e compimento), non ci fu bisogno della “capacità di intendere e volere” di tutta l’umanità; bastò quella di Maria, bastò la consapevolezza immacolata del suo “Fiat”.

“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”, dice Gesù nella propria passione. Se avesse aspettato che l’intera umanità, uccidendolo, sapesse quello che faceva, probabilmente neppure oggi sarebbe avvenuta l’Incarnazione, neppure oggi ci sarebbe l’Eucaristia. Se per fare il male supremo, cioè l’uccisione di Gesù, non è necessaria la diretta e piena “capacità di intendere e volere”, perché questa deve essere necessaria quando in gioco c’è il bene supremo, cioè l’Incarnazione di Gesù in ogni uomo, chiunque egli sia, a partire proprio da quel bambino di Porto Garibaldi?

P.S. Nel testo di questo articoletto ho lasciato tra virgolette l’espressione “capacità di intendere e volere” perché penso che indichi qualcosa che sfugge totalmente alla possibilità di piena valutazione persino da parte della scienza, che per propria natura è sapere falsificabile. Figuriamoci da parte di un prete … Solo il Padre, Gesù e lo Spirito sanno dove e come c’è o non c’è coscienza e “capacità di intendere e volere”, solo Loro sanno il rapporto tra corpo e coscienza, tra volontà e coscienza, tra corpo e volontà. Non si dimentichi per esempio quanto nella definizione di coscienza giochi il pregiudizio cartesiano e razionalistico della separazione tra anima e corpo e tra coscienza e coscienza riflessa.

C’è un portale ( www.pontifex.roma.it ), che, a quanto mi si dice, è sostenuto da 4-5 cardinali e vescovi in pensione, tra cui il ben noto mons. Babini, ex vescovo di Grosseto. Questo portale è voce di un integralismo talmente becero e folle, da fare apparire aperti e libertari anche i lefrevriani più retrogradi. Mi si dice che in Vaticano il portale è considerato pura follia, ma nessuno prende distanza chiara e ufficiale da quanto vi viene scritto; viene lasciato vivere e dire con il consenso sia pure tacito di un’ala integralistica estrema della Curia romana.

Questo stesso portale affermò che la morte del giovane operaio ucciso da un traliccio durante l’allestimento di un concerto di Jovanotti era un “castigo di Dio” nei confronti di Jovanotti stesso.

Ora, in un post in occasione della morte di Lucio Dalla (http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/spettacolo/10801-lucio-dalla-verso-la-beatificazione-ed-il-funerale-religioso-uno-scandalo-ed-unidolatria-pagana), Bruno Volpe, l’editorialista più noto del portale, esce con affermazioni di questo tipo:

sono del parere che Dalla non abbia diritto ad un funerale religioso in quanto in stato di pubblico peccatore.

Se la diocesi di Bologna dovesse farlo spingendosi fino al pubblico elogio, sarebbe scandaloso e contraio al CIC; per altro verso determinerebbe un grave precedente.

Dunque, onore al genio Dalla, ma si eviti lo scandalo e l’idolatria pagana, almeno in Chiesa”.

Questa folle logica viene ribadita da mons. Babini in una intervista fattagli da Bruno Volpe nello stesso portale:

il Diritto Canonico, le ripeto, proibisce il funerale a tutti coloro che abbiano dato pubblico scandalo con la loro vita”.

L’omofobia foraggia fanatismi di questo tipo. Non è ora che la Chiesa ufficiale si decida a prendere le distanze da questi fanatismi?

Qui di seguito ci sono i nomi, i volti e i titoli dei firmatari presentatori dell’emendamento 1707, teso a variare l’articolo 380 del Codice di Procedura Penale. Secondo questo emendamento chi venga sorpreso, in flagranza, a commettere atti sessuali con minori non deve necessariamente essere arrestato, se commette un atto sessuale “di minore gravità”. Naturalmente nell’emendamento non si spiega che cosa significhi “di minore gravità”. Tra l’altro, l’orientamento della maggioranza in tema di giustizia lascia almeno qualche piccolo dubbio se si tratti anche in questo caso di norma ad personam o ad personas; o magari si tratti del prezzo pagato a qualcuno per qualcosa (non a caso c’è chi chiama questo emendamento “Salva Pedofili” o “Lodo Vaticano”). Che l’emendamento 1707 sia uscito da una precisa, forte e non certo casuale volontà politica risulta comunque evidente se guardiamo il peso politico e il cursus honorum di tutti o quasi i suoi presentatatori, tutti tra i più vicini allo zoccolo duro dell’alleanza Berlusconi-Bossi (e che dice Comunione e Liberazione in proposito?). Intanto guarda caso – il salesiano cardinal Bertone, ancora convinto con crassa ignoranza che a produrre la pedofilia sia l’omosessualità, strepita contro la polizia e la magistratura belghe volte a chiarire i rapporti tra pedofilia e alti prelati. Ma il papa non aveva detto di volere collaborare con le autorità per pulire la chiesa da ogni “sporcizia”?

FILIPPO BERSELLI

FILIPPO BERSELLI PDL

Regione di elezione: Emilia Romagna. Nato il 20 settembre 1941 a Bologna. Residente a Montefiore Conca (Rimini). Professione: Avvocato.
Sindaco di Montefiore Conca (Rimini). Elezione: 13 aprile 2008.
Membro Gruppo PdL.
Presidente della 2ª Commissione permanente (Giustizia).

Mandati parlamentari: IX Legislatura Camera, X Legislatura Camera. XI Legislatura Camera, XII Legislatura Senato, XIII Legislatura Camera, XIV Legislatura Camera, XV Legislatura Senato, XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Il Popolo della Libertà (Membro dal 6 maggio 2008), Giunta provvisoria per la verifica dei poteri (Presidente dal 29 aprile 2008 al 29 aprile 2008), 2ª Commissione permanente (Giustizia) (Presidente dal 22 maggio 2008).

SANDRO MAZZATORTA

SANDRO MAZZATORTA LEGA NORD PADANIA

Regione di elezione: Lombardia. Nato il 13 marzo 1965 a Verbania (Verbania-Cusio Ossola). Residente a Chiari (Brescia). Professione: Avvocato.
Sindaco di Chiari (Brescia). Elezione: 13 aprile 2008.
Vicepresidente del gruppo LNP.
Membro della Giunta delle elezioni e delle immunita’ parlamentari.
Membro della Commissione per la biblioteca e per l’archivio storico.
Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia).
Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa.
Membro della Commissione parlamentare per la semplificazione.
Membro del Consiglio di garanzia.

Mandati parlamentari: XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Lega Nord Padania (Membro dal 6 maggio 2008 al 28 gennaio 2009, Vicepresidente dal 29 gennaio 2009), Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (Membro dal 21 maggio 2008), Commissione per la biblioteca e per l’archivio storico (Membro dal 22 luglio 2008), 2ª Commissione permanente (Giustizia) (Membro dal 22 maggio 2008), Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa (Membro dal 21 maggio 2008), Commissione parlamentare per la semplificazione (Membro dal 4 giugno 2008), Consiglio di garanzia (Membro dal 20 giugno 2008).

FEDERICO BRICOLO  

FEDERICO BRICOLO LEGA NORDO PADANIA

Regione di elezione: Veneto. Nato il 13 luglio 1966 a Verona. Residente a Sommacampagna (Verona). Professione: Libero professionista. Elezione: 13 aprile 2008.
Presidente del gruppo LNP.
Membro della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione), Membro della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Membro della Sottocommissione permanente per l’accesso, Vicepresidente della Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa, Membro della Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea dell’Unione dell’Europa occidentale.
Mandati parlamentari: XIV Legislatura Camera, XV Legislatura Camera. XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Lega Nord Padania (Presidente dal 6 maggio 2008), 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) (Membro dal 22 maggio 2008), Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (Membro dal 4 giugno 2008 al 21 gennaio 2009, Membro dal 30 gennaio 2009), Sottocommissione permanente per l’accesso (Membro dal 18 marzo 2009), Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa (Vicepresidente dal 24 settembre 2008), Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea dell’Unione dell’Europa occidentale (Membro dal 24 settembre 2008).

ROBERTO CENTARO

ROBERTO CENTARI PDL

Regione di elezione: Sicilia. Nato il 21 novembre 1953 a Siracusa. Residente a Siracusa. Professione: Magistrato. Elezione: 13 aprile 2008.
Membro Gruppo PdL. Vicepresidente della 2ª Commissione permanente (Giustizia). Membro sostituto del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa. Presidente del Consiglio di garanzia.
Mandati parlamentari: XIII Legislatura Senato, XIV Legislatura Senato, XV Legislatura Senato, XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Il Popolo della Libertà (Membro dal 6 maggio 2008), 2ª Commissione permanente (Giustizia) (Vicepresidente dal 22 maggio 2008), Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa (Membro sostituto dal 24 giugno 2008), Consiglio di garanzia (Membro dal 20 giugno 2008 all’8 luglio 2008, Presidente dal 9 luglio 2008).

MAURIZIO GASPARRI

MAURIZIO GASPARRI PDL

Regione di elezione: Lazio. Nato il 18 luglio 1956 a Roma. Residente a Roma. Professione: Giornalista. Elezione: 13 aprile 2008.
Presidente del gruppo PdL. Membro della Giunta per il Regolamento, Membro della 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale), Membro della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
Mandati parlamentari: XI Legislatura Camera, XII Legislatura Camera, XIII Legislatura Camera, XIV Legislatura Camera, XV Legislatura Camera, XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Il Popolo della Libertà (Presidente dal 6 maggio 2008), Giunta per il Regolamento (Membro dal 19 marzo 2009), 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) (Membro dal 22 maggio 2008), Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (Membro dal 4 giugno 2008 al 21 gennaio 2009, Membro dal 30 gennaio 2009).

GAETANO QUAGLIARIELLO

GAETANO QUAGLIARIELLO PDL

Regione di elezione: Toscana. Nato il 23 aprile 1960 a Napoli. Residente a Roma. Professione: Professore ordinario di Storia contemporanea, pubblicista. Presidente Fondazione Magna Carta
Elezione: 13 aprile 2008.

Vicepresidente Vicario del gruppo PdL.
Membro della Giunta per il Regolamento. Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia). Membro del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
Mandati parlamentari: XV Legislatura Senato, XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Il Popolo della Libertà (Vicepresidente Vicario dal 6 maggio 2008), Giunta per il Regolamento (Membro dal 7 maggio 2008), 2ª Commissione permanente (Giustizia) (Membro dal 21 luglio 2008), 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) (Membro dal 22 maggio 2008 al 22 maggio 20089, 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) (Membro dal 22 maggio 2008 al 21 luglio 2008), Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Membro dal 21 maggio 2008).

SERGIO DIVINA

Regione di elezione: Trentino-Alto Adige – Collegio: 1 (Trento). Nato l’8 febbraio 1955 a Trento. Residente a Tenna (Trento). Professione: Funzionario carriera direttiva, abilitato alla professione forense. Elezione: 13 aprile 2008.
Membro Gruppo LNP. Membro della Giunta per il Regolamento. Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia) (in sostituzione del Sottosegretario di Stato Michelino DAVICO). Membro della 4ª Commissione permanente (Difesa). Membro della 14ª Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea). Presidente della Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi. Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse.
Mandati parlamentari: XV Legislatura Senato, XVI Legislatura Senato.
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura: Gruppo Lega Nord Padania (Vicepresidente dal 6 maggio 2008 al 28 gennaio 2009
Membro dal 29 gennaio 2009), Giunta per il Regolamento (Membro dal 7 maggio 2008), Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (Membro dal 21 maggio 2008 al 24 settembre 2008), 2ª Commissione permanente (Giustizia) (Membro dal 22 maggio 2008
(in sostituzione del Sottosegretario di Stato Michelino DAVICO), 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) (Vicepresidente dal 22 maggio 2008 al 30 gennaio 2009), 4ª Commissione permanente (Difesa) (Membro dal 30 gennaio 2009), 14ª Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea) (Membro dal 27 gennaio 2010), Commissione speciale per l’esame di disegni di legge di conversione di decreti-legge (Membro dall’8 maggio 2008 al 22 maggio 2008), Commissione straordinaria per il controllo dei prezzi (Presidente dal 9 dicembre 2008), Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa (Membro dal 21 maggio 2008 al 24 settembre 2008), Delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO (Membro dal 24 giugno 2008 al 28 gennaio 2009), Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (Membro dal 19 gennaio 2010).

Il cardinal Crescenzio Sepe è l’uomo delle liquidità prodigiose: è passato da quella romana della Congregazione De Propaganda Fide (et neganda atque necanda veritate?), che è la congregazione più ricca della Santa Sede, a quella napoletana (e non così ricca) propria del sangue di san Gennaro, che ogni tanto, come si sa, usa – previo appuntamento – tornare liquido tra le mani del massimo prelato partenopeo.

Da un mistero di grande liquidità all’altro. Ma forse invece che con la seconda liquidità il non smilzo Crescenzio preferiva continuare a crescere con la prima, dopo un’intera esistenza trascorsa all’ombra della Curia Vaticana. Che stia qui la radice del minaccioso continuo riferimento che in questi giorni egli fa al fatto che i bilanci di De Propaganda Fide (et neganda atque necanda veritate?) siano stati sempre approvati dal Vaticano? Vuole forse lanciare messaggi a qualcuno, magari a chi ha preferito mandarlo da Roma a Napoli? Come non dubitare? Di solito personaggi come Sepe preferiscono il silenzio alla parola; dunque, se parlano, è forse possibile che sia per avvisare qualcuno e per garantirsi o cercare di garantirsi. Del resto che bisogno aveva Sepe di fare tanto mediatico rumore con tanto oscena identificazione di sé a Cristo e della propria vicenda al Calvario, se già il Vaticano – con tanto premurosa e sollecita immediatezza – aveva lasciato intendere di volerlo proteggere con la solita via della rogatoria internazionale (appellandosi cioè alla inviolabilità straniera dello stato Città del Vaticano)? Con le rogatorie internazionali il Vaticano già protesse lo sporco riciclaggio dello IOR e a suo tempo insabbiò le inchieste su Antonveneta, su Enimont, su tutta Tangentopoli ecc., favorendo il passaggio al Berlusconismo e allo sfascio attuale. Ma si vede che Sepe, che ben conosce le logiche della Curia Vaticana, di Bertone e Ratzinger in particolare, non si fida né dei nuovi vertici della finanza Vaticana (di recente è stato nominato presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi, a quanto si dice uomo dell’Opus Dei e della restaurazione sempre più elitaria operata da Ratzinger); né si fida delle rogatorie internazionali né – meno che meno – di chi troppo tempestivamente le va promettendo. Chi è esperto in liquidità sa bene quando e quanto si possa rischiare di venire liquidati, magari all’interno di liquidazioni più ampie.

Cosa c’è tra Berlusconi e parte del Vaticano?

Il buio oltre la Sepe.

povera mia terra

povera terra della non speranza

quanto t’ho amata

 

da giovane

– non so se incosciente o coraggioso –

per te sono rimasto qui

per amarti e darti

tutto me stesso

(e me ne potevo andare

in altre terre libere e vere)

 

da vecchio

– è coraggio dare questo consiglio –

dico ai giovani:

partite da questa terra della non speranza

lasciate questo vuoto disperato

questo spaesato paese del nulla

 

terra amata

e purtroppo mai tradita

terra stranita

terra perduta

 

allora speravo

e non capivo

oggi capisco

e non spero più

 

rovina sono per te

il vile cuore e l’ignoranza

Cristo venduto e ucciso e non amato

la verità mai cercata

il meretricio dell’animo

l’assente dignità

l’ignavia

le vite non vissute

il silenzio d’umano

 

sei la terra della non speranza

mia cara amata terra

tu mi lasci straniero

nei mie luoghi

e tra la mia gente

disperato d’averti amato

 

spero solo la morte

lontano da te

nell’abbraccio del Padre

 

gli chiederò perché