Finalmente un prete coraggioso: a Rebbio (Como) c’è don Giusto. – 02/04/2011

2011/04/02

Una persona amica mi scrive una mail con allegato un articolo del “Corriere di Como” del 31 marzo 2011.

Ecco la mail:

Nella chiesa dietro casa mia, è arrivato a novembre un nuovo parroco, è giovane, valtellinese, ed è stato inviato a Rebbio (zona di immigrazione) perché ha fatto esperienze come sacerdote in Africa.

Si espone molto: le sue prediche sono sempre calate nel concreto e sono applicate ai fatti attuali.

Poi chiede di recitare il padre nostro dandosi la mano, chiede di intervenire con preghiere libere, insomma… è alternativo.

Di cero non ci si addormenta durante le sue prediche.

Ora un suo intervento è finito sul Corriere di Como e ha dato il via a polemiche quotidiane.

E’ attaccato dagli assessori e dai superiori…

Non avrà vita facile questo sacerdote…

P.

Ecco l’articolo:

Corriere di Como del 31 marzo 2011

Editoriale sul giornale dell’oratorio: «Mi vergogno del governo e di essere italiano»
Sono parole forti quelle che si possono leggere nell’ultimo numero disponibile di “Fuori campo”. Si tratta del giornalino “dei giovani per i giovani” dell’oratorio di Rebbio, come recita la testata della rivista. L’autore dell’articolo per così dire “incriminato” è nientemeno che don Giusto Della Valle, parroco del popoloso quartiere a Sud di Como dal novembre dello scorso anno.
Il filo conduttore dell’articolo è l’atteggiamento dell’Italia, e segnatamente del governo Berlusconi , nei recenti sconvolgimenti del Nordafrica, Libia in primis. Inutile dire che don Giusto Della Valle si scaglia con veemenza contro la politica italiana.
«Cari giovani – è l’attacco dell’articolo intitolato “E tu cosa ne pensi?” – non so cosa ne pensiate voi, ma confesso che talvolta mi vergogno di essere italiano. O meglio, di essere rappresentato da chi attualmente ci governa». Subito un colpo di clava verso il premier, i ministri e la maggioranza parlamentare, dunque.
Dopo aver ricordato «il grande dono» di aver potuto vivere «alcuni anni al servizio della Chiesa in Camerun», dove «senza fare baccano tanti missionari italiani fanno un gran lavoro per l’evangelizzazione e la promozione umana», don Giusto pone ai ragazzi dell’oratorio la domanda centrale: «Perché allora vergognarsi?».
Ecco le sue risposte: «Perché dell’Africa, all’Italia, interessa poco o nulla. E peggio ancora il nostro governo (e in genere i governi europei) ha collaborato con dittatori feroci come Ben Alì in Tunisia e Gheddafi in Libia. E probabilmente continueranno a farlo con i semi-dittatori che succederanno». Poi, un altro affondo sui veri obiettivi della politica italiana: «Ciò che conta sono il petrolio e il gas, il resto (il rispetto della persona e dei suoi diritti) conta ben poco. Inoltre in Libia – sostiene sempre il parroco di Rebbio – si sta uccidendo in questi giorni con armi di fabbricazione italiana». Dopo l’ennesima stroncatura rivolta al governo circa il reale impegno dell’Italia per lo sviluppo dell’Africa, ecco l’ultima raffica di domande rivolte ai giovani che frequentano l’oratorio del quartiere: «E tu cosa pensi? Come ti senti da italiano in questo panorama? Hai voglia di cambiare le cose? Parlane, parliamone, creiamo dibattito. L’oratorio di Rebbio è fatto anche per questo». Ora resta da vedere se questo esplicito invito del parroco-missionario a discutere apertamente di politica – partendo peraltro dal suo punto di vista contrario al governo di centrodestra – riscuoterà successo e adesioni. Oppure se aumenterà le divisioni anche tra i giovani dell’oratorio.

Emanuele Caso

Non credo che l’apostolato di don Giusto porterà divisioni, come dice il giornalista. A portare le divisioni di solito è il diavolo. Di sicuro don Giusto porterà due cose: coscienza in alcuni, paura della coscienza in molti. La coscienza dà vita e fa più viva la vita; la paura della coscienza spesso uccide i profeti e i giusti. È così dai tempi di Socrate, di Giovanni il Battista, di Gesù, di Gandhi, di Martin Luther King, del vescovo Romero, di don Puglisi e di tutti coloro che amano la verità e l’uomo. Mi auguro che con don Giusto l’unico risultato sia l’aumento della coscienza.

Caro don Giusto, ti sono vicino con un tutto il mio abbraccio.

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11 Risposte to “Finalmente un prete coraggioso: a Rebbio (Como) c’è don Giusto. – 02/04/2011”

  1. renata Says:

    Un sincero ringraziamento a Don Giusto, per la sua, sensibilità alle profonde problematiche sociali la vicinanza ai giovani e anziani la chiarezza e luce per la Nuova Italia grazie da me e da tutti amici tuoi

  2. lina garutti Says:

    don giusto , non capito e poco amato dai suoi parrocchiani.

  3. roberto Says:

    Ciao Gigi,
    A proposito di preti coraggiosi… ecco un altro esempio:
    CITTA’ DI TREVIGLIO
    Sig. Pezzoni, buon giorno.
    Ho ricevuto la sua lettera alle elettrici e agli elettori trevigliesi. Mi pare giusto darle una risposta , nella quale provo ad indicare le ragioni per le quali non potrò darle il mio voto. Non la conosco personalmente, quindi il giudizio che sto per esprimere non è sulla sua persona. Nè mi interessa il fatto che non sia trevigliese di nascita. Anch’io non lo sono, sono brianzolo e per il ministero sacerdotale che il Vescovo mi ha chiamato a svolgere, sono da cinque anni iscritto all’anagre di questa bella Città.
    Io non posso darle il voto semplicemente per il fatto che lei si presenta con i simboli di due partiti che sento lontanissimi dai valori in cui credo.
    Nel simbolo del Popolo della Libertà, c’è scritto ” Berlusconi per Pezzoni”. Ebbene io non mi posso riconoscere, come invece fa lei, immagino con orgoglio, in questo politico che getta continuamente discredito su tutte le istituzioni democratiche, creando forti tensioni perfino con il nostro stimato Presidente Napolitano. Ho un altro concetto delle istituzioni democratiche. Nè posso far mia la concezione della donna, come “gnocca”, come oggetto di conquista del maschio, più volte sbandierata nelle parole e nei comportamenti che sono a tutti noti.
    Non sento mio uno stile di vita dell’ostentazione del lusso, quando mi è dato di incrociare la fatica di vivere di tante famiglie in questo contesto di lunga crisi economica.
    Mi sforzo di credere e di seguire un Dio che in Gesù e nella sua Pasqua, mi insegna il valore del donare se stessi per il bene di tutti. L’esatto contrario del salvare se stessi, con tutti i mezzi, a discapito della giustizia.
    Non posso votarla perchè lei si riconosce nel simbolo della Lega Nord, un partito quanto mai lontano dalla dottrina sociale della Chiesa, che non manca di attaccare il mio Vescovo, Card. Tettamanzi, quando con i suoi interventi e i suoi gesti profetici , indica la strada di un vivere sociale fondato sull’attenzione ai più deboli, agli emarginati, agli immigrati, ai profughi. Un partito che irride alla nostra bandiera con tutto quel patrimonio di storia e di ideali che rappresenta. Un partito che si proclama strenuo difensore del crocifisso, ma che poi butta via i poveri cristi della storia di oggi.
    Queste sono soltanto alcune ragioni che mi impediscono di accogliere la sua richiesta di sostenerla con il voto alle prossime elezioni amministrative. Mi sembrava corretto manifestargliele.
    Augurandole ogni bene, la saluto con cordialità.
    don Massimo Santambrogio

  4. Donatella Says:

    Ho avuto la fortuna di conoscere Don Giusto 14 anni fa, mentre con mio marito mi stavo preparando ad un periodo di volontariato in Africa. Ho passato tre anni in Camerun, non nella stessa Parrocchia di Don Giusto, ma ci vedevamo con lui ed altri missionari per condividere le nostre esperienze. Voglio solo dire questo al Sig. Casiraghi: se conoscesse Don Giusto come lo conosco io e tutte le persone che lo hanno visto “camminare ” al fianco dei Camerunesi condividendone gioie e dolori, fatiche e speranze nella estrema sobrietà ed onestà che lo hanno sempre contraddistinto probabilmente si vergognerebbe di quello che ha scritto. Penso che prima di scrivere qualsiasi cosa su chiunque, destra e sinistra non c’entrano, bisognerebbe fare lo sforzo di conoscere fino in fondo le cose e le persone di cui si intende parlare; conoscerle nel concreto quotidiano intendo. Faccia questo sforzo, non resterà deluso.

  5. roberto Says:

    Ciao Gigi…
    attendo anch’io l’aiuto didattico e pedagogico che il sig. Casiraghi avrà la bontà di darti!

  6. giuseppe casiraghi Says:

    Io capisco che un esponente della sinistra sia tutto contento di un prete che sfrutta pulpito e giornalino parrocchiale per fare propaganda contro il governo, perché diventa un insperato supporter elettorale, con una struttura di comunicazione e un uditorio già pronto a costo zero.
    Una semplice curiosità: secondo voi questo prete si prende i soldi dell’8 per mille per intero oppure lo divide secondo le percentuali degli elettori di centrosinistra e centrodestra, e rimanda al mittente le quote della seconda categoria? Secondo me se li tiene tutti, alla faccia delle sue opinioni, perché -come diceva mia nonna- ‘i soldi servono anche tre giorni dopo morti’.

    • Gigi Cortesi Says:

      Caro Casiraghi,
      non capisco chi sia l’esponente della sinistra cui lei allude. Sia così gentile da dirlo.
      Gigi Cortesi

      • giuseppe casiraghi Says:

        Sig.Gigi, non intendevo nessuno in particolare: il mio era un termine generico, riferito a quelli che vanno in estasi perché un prete sfrutta la sua posizione e la sua struttura per fare propaganda al loro schieramento. Preti, vescovi e compagnia bella dovrebbero preoccuparsi di indicare i valori imprescindibili cui fare riferimento, lasciando poi ai fedeli (che non sono gli ultimi pirla) il compito di tradurli nelle loro scelte. Mi permette una domanda provocatoria? Supponiamo che un prete, novello Savonarola, faccia propaganda dal pulpito al centrodestra, per le sue posizioni sulla bioetica, sui matrimoni gay e sulle adozioni omosessuali. Quelli che definiscono Don Giusto un ‘testimone coraggioso’, pungolo per coscienze ‘fiacche e ingrigite’,un prete finalmente ‘alternativo’ che ‘non creerà divisioni nell’oratorio (conoscete un oratorio con un parco fedeli tutto di sinistra? Io no), si esprimerebbero nello stesso modo sul prete di cui sopra? Non credo proprio: due pesi e due misure, a seconda della bottega politica di riferimento.

      • Gigi Cortesi Says:

        Caro Casiraghi,
        mi aiuti. Continuo a non capire chi è l’esponente di sinistra di cui lei parla nel primo suo commento. Me lo dica, per favore.
        Già che c’è, mi aiuti a capire anche un’altra cosa: testimoniare il Vangelo è per lei di destra o di sinistra? E Giovanni il Battista era di destra o di sinistra?
        La ringrazio per l’aiuto didattico e pedagogico che avrà la bontà di darmi.
        Grazie di cuore.
        Gigi Cortesi

  7. mario Says:

    Anch’io sono vicino a don Giusto.
    ” Se voglio che la mia vita abbia un senso per me, bisogna che abbia un senso per gli altri” (G. Bataille, poeta -filosofo “senza Dio”).
    Esistono purtroppo vite insipide, anche di cristiani, fiacche e ingrigite. M.L.King ammoniva che il cristiano non deve essere un semplice termometro che si adatta alla temperatura ambiente, bensì un termostato che riscalda con la sua testimoniana.


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