Vian, Berlusconi e il Vaticano: indietro tutta! – 01/09/2009

2009/09/01

Vian, Berlusconi e il Vaticano: indietro tutta!

Dopo gli attacchi di Famiglia Cristiana e, poi, di Avvenire, ecco la risposta di “killeraggio”di Vittorio Feltri sul Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi, che tenta l’esecuzione mediatica e umana di Dino Boffo, direttore di Avvenire.

E qui arriva il bello (si fa per dire). Dopo la prima immediata levata di scudi umanime a favore di Boffo (CL compresa), ora arriva la presa di distanza di Gian Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano, che in una intervista al Corriere della Sera tenta, a nome della Santa Sede, la rivergination di Berlusconi, del suo governo e dell’appoggio vaticano: “Sulle vicende private di Silvio Berlusconi non abbiamo scritto una riga. Ed è una scelta che rivendico, perché ha ottime ragioni”. Non solo: Vian non tocca direttamente Boffo, però accusa Avvenire di imprudenza ed esagerazione: “Non si è forse rivelato imprudente ed esagerato – chiede – paragonare il naufragio degli eritrei alla Shoah, come ha suggerito un editorialista del quotidiano cattolico?”.

Non so che idea Vian abbia della Shoah. Forse decine e decine di migliaia di morti non gli paiono degni di un tale paragone. Forse gli fa gioco pensare che, se di Shoah ce n’è una sola, tutte le altre devastazioni dell’umano possono lasciare tranquilla la prudente coscienza vaticana.

Nel giorno del successo della sinistra in alcune regioni tedesche (e perfino in Giappone) e alla faccia dei morti, dei diritti umani e internazionali calpestati, dei richiami della UE, Vian non perde l’occasione, per attaccare Zapatero e difendere l’intera politica estera del Governo Berlusconi: “Come dar torto al ministro degli Esteri italiano quando ricorda che il suo governo è quello che ha soccorso più immigrati, mentre altri, penso per esempio a quello spagnolo, proprio sugli immigrati usano di norma una mano molto più dura? Mi sembra davvero un caso clamoroso, nei media, di due pesi e di due misure”.

Il dubbio però è un altro. Che gli attacchi a Boffo siano stato un messaggio fin troppo chiaro per il Vaticano: se non ti sbrighi a difendere Berlusconi e il Governo, dopo l’aperitivo verrà il pranzo completo.

Almeno per ora, a questo attacco una parte del Vaticano non può fare fronte. Troppe collusioni con Mafia, Massoneria, riciclaggio del denaro, industria della guerra e della droga impediscono alla Santa Sede ogni vera libertà di risposta e di movimento. Vian è perfino costretto a precisare che i rapporti con Berlusconi “sono buoni”; che l’incontro tra Bertone e il Cavaliere a L’Aquila “é saltato per non alimentare le polemiche” e che “si è trattato di un gesto concordato, di responsabilità istituzionale da entrambe le parti. Tanto più che i rapporti tra le due sponde del Tevere sono eccellenti, come più volte è stato confermato”. Anche il prossimo mancato incontro tra Benedetto e Silvio è agli occhi di Vian l’occasione per ribadire quanto i rapporti Berlusconi-Vaticano “sono buoni. Berlusconi è stato il primo a chiarire che non sarebbe andato a Viterbo per la prossima visita del Papa quando ha capito che la sua presenza avrebbe causato strumentalizzazioni”.

Vedere quanto la Curia Romana sia in mano ai poteri forti che condizionano lo Stato Italiano ricorda l’asservimento avignonese al potere francese. Viene il voltastomaco. Né credo sia un caso che l’attaccato sia proprio Boffo, per molti aspetti legato alla Chiesa Milanese e al Cardinal Tettamanzi. I primi fogli di diffamazione contro Boffo furono inviati ai membri della CEI proprio alcuni mesi fa quando si stava discutendo la sua riconferma a segretario dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Milano presieduto dal cardinale Dionigi Tettamanzi. Evidentemente si voleva minare già allora la forza di Milano e di Tettamanzi, così che non potessero smuovere troppo gli equilibri romani, vaticani e italiani.

Non credo sia casuale il richiamo di Vian alla Spagna. Più che colpire Zapatero forse si vuole rassicurare la destra spagnola e le forze vaticane e internazionali collegate a essa e/o oggettivamente interessate a rafforzarla (se ne è parlato in alcuni articoli di questo blog).

Non penso comunque che l’appoggio espresso tramite Vian a Berlusconi garantisca a lungo la sopravvivenza del “Premier”, la cui fine, come sto dicendo da mesi, appare ormai segnata e voluta dalle stesse forze che hanno prodotto e sostenuto la “cosa” berlusconiana. Il Vaticano vuole soltanto rassicurare queste forze: anche se, prima o poi, Silvio non c’è più,”nelle relazioni tra Repubblica italiana e Santa Sede non cambia nulla”. Per queste forze, l’unica preoccupazione sta nell’evitare che la puzzola di Arcore sparga troppo liquido. Per questo vogliono rassicurarla: per farla fuori meglio. Le puzzole non fanno testamento biologico, né amano l’eutanasia, neppure quella vaticana.

 

 

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