Ai funerali di Viareggio accanto a Napolitano ci sono Fini e Schifani. Non funerali di Stato, ma funerale dello Stato – 07/07/’09

2009/07/07

Ai funerali di Viareggio accanto a Napolitano ci sono Fini e Schifani. Non funerali di Stato, ma funerale dello Stato – 07/07/’09

Sto guardando i funerali delle vittime dell’incuria, a Viareggio. Come avevo previsto con largo anticipo (vedi i miei due post: 2009/06/14 – Come i suoi soci faranno fuori Berlusconi? Fini e Schifani schermati da Franceshini e Draghi? e 2009/06/30 – In Spagna Gianfranco Fini parla e agisce già da leader post Berlusconi. Sono felici i “poteri forti”), Schifani e Fini hanno “fatto fuori” Berlusconi. Accanto a Napolitano non c’è più Silvio, ci sono già e sempre più Renato e Gianfranco, quasi fossero non tanto il Presidente del Senato e il Presidente della Camera dei Deputati, quanto i veri capi e rappresentanti dell’esecutivo.

Di fatto quello che vedo qui davanti alle bare è uno Stato con l’esecutivo in epoché, come direbbero i filosofi, cioè in sospensione, cioè in mobilità o in disoccupazione. È la rappresentazione visiva di quanto di fatto c’è già da più di un anno: il vuoto dell’esecutivo, finora preoccupato quasi soltanto di decretare leggi ad personam pro Berlusconi approvate poi a colpi di maggioranza o leggi barbare a uso elettorale della Lega, come se all’esecutivo competesse non governare, ma legiferare lui al posto del legislativo, sempre più ridotto ad accozzaglia di nominati e – in molti casi – di condannati, che debbono solo ratificare senza nulla dire.

Dunque, dopo che l’esecutivo ha di fatto prevaricato il legislativo (cioè la Camera e il Senato), ora i due capi del Legislativo stanno completando la rottamazione dell’esecutivo o quanto meno del suo capo. Il giudiziario intanto è in coma vegetativo da decenni, con cause civili più che decennali, con giudici intimiditi, con uffici dall’efficienza medievale; né da questa condizione paiono di certo toglierlo la politica distruttiva che la destra sta facendo da Mani Pulite in poi o, da ultimo, le cene e le merende dei giudici della Consulta. Povero Stato! Tutto questo fa sempre meglio il gioco di quei poteri che hanno fatto o lasciato nascere e crescere la “cosa” Berlusconi, cioè le mafie, la P2, l’industria del riciclaggio, della droga, della guerra, la parte del Vaticano che è succube più o meno consenziente di questi poteri. Fanno fuori Berlusconi, così che, sembrando che tutto cambi, nulla cambi. Come al solito.

Intanto uomini, donne, bambini muoiono. Ora, al posto di Berlusconi, a piangere e a baciare le bare è l’arcivescovo celebrante. Basta esibizioni di dolore! Non le vogliamo più, da chiunque vengano. Non vogliamo pietà, meno che meno quella esibita. Vogliamo rispetto, dignità.

Un funerale di Stato dopo l’altro, quello che si sta davvero celebrando è il funerale dello Stato e, nello Stato, di tutti noi, senza che nessuno baci  o finga di baciare le bare bianche delle nostre anime.

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