A proposito di Balotelli e della partita “a porte chiuse” – 21/04/’09

2009/04/21

A proposito di Balotelli e della partita “a porte chiuse” – 21/04/’09

Evidentemente non bastava. Non bastava bruciare un clochard “per noia”. Non bastava uccidere Abba, un ragazzo di 19 anni a bastonate (e in questo come vanno d’accordo padri e figli!). Non bastava che si bruciassero i campi Rom e che si volessero spedizioni punitive. Non bastava che continuamente venissero picchiati ragazzi solo perché di pelle o di etnia diversa o di regione diversa (vedi i ragazzi siciliani picchiati a Cagliari). Non bastava volere che i medici andassero contro al più elementare dei doveri professionali e denunciassero i clandestini. Non bastava che si facessero intere campagne elettorali in nome della xenofobia e dei “romeni stupratori”. Non bastava che ci fossero CPT in condizioni disumane. Non bastava che si auspicassero Ronde Padane come se si fosse sul Piave a urlare: “indietro va straniero”. Non bastava che a Roma ci fossero capi dei vigili che occupassero abusivamente i parcheggi per disabili. Non bastava che la domenica pomeriggio, per esempio, a Bergamo tutta la zona intorno allo Stadio fosse keep out per carrozzelle di disabili e di bambini. Non bastava che ci fossero migliaia e migliaia di falsi invalidi. Non bastava che si applaudisse chi all’ONU non voleva depenalizzare la omosessualità. Non bastava che si picchiassero disabili nelle scuole.

No, tutto questo e mille altri episodi dello stesso segno non bastavano. Perché ci si accorgesse che gli italiani sono razzisti e disprezzano la diversità, qualunque diversità, ci volevano i cori razzisti contro Mario Balotelli e – ancora peggio! – la decisione di giocare una partita di calcio “a porte chiuse”: ore e ore di trasmissioni, articoli su articoli, condanne su condanne, “però” su “però”. Tutto, guarda caso, con a deplorare i politici, soprattutto di destra, alcuni dei quali fino a qualche annetto fa benedicevano il fascismo.Tutto, guarda caso, quando magari (che dite?) occorrerebbero qualche riflessione e qualche saggia decisione in più sulle enormi e gravissime responsabilità dei crolli in Abruzzo (e nel resto di’Italia che sarebbe successo?) e sulla tragica situazione economica e politica di questa nostra povera Italietta, condannata – lei sì – a giocare sempre più “a porte chiuse”.

 

 

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