Mondo di Dio e mondo degli uomini

Il mondo di Dio non ha confini o guardiani: è stato facile uscirne, come ben sanno Adamo ed Eva.

Il mondo degli uomini, in cui gli uomini vogliano stare o re-stare (cioè continuare a stare), esige passaporti, certificati di nascita, permessi di soggiorno. Chi sui confini li rilascia, cioè i guardiani del mondo, di solito non ama il mondo e non ne conosce la gioia. Chi difende, non ama. Chi impedisce, non ama. Chi controlla, non ama. E chi non ama, non sa né gusta la gioia.

Chi conosce la gioia, chiama alla festa, sa la condivisione, gusta l’incontro e la diversità, perché è festa, è condivisione, è incontro e diversità.

I guardiani del mondo non amano né chi entra, né chi sta o re-sta, né chi esce. Vogliono loro decidere chi possa o debba entrare, stare, re-stare o uscire. Decidere per gli altri e sugli altri è il loro modo di possedere un mondo che non amano.

C’è poi il mondo che, da in-amorati (cioè da coloro che sono dentro l’amore), siamo nel “tra” della relazione d’amore. Lì non entriamo, né usciamo. Lì non stiamo, né re-stiamo. Lì – semplicemente – siamo.

Come ben sanno gli in-amorati, oggi l’unico modo di ritrovare il legame con il mondo di Dio è quello di essere – nel “tra” della relazione d’amore – il mondo, così che Dio possa – Lui! – entrare, stare e re-stare con noi. Gli in-amorati non esigono passaporti, certificati di nascita, permessi di soggiorno, meno che meno li esigono da Dio. Gli in-amorati sono il mondo e l’aprirsi di infiniti mondi. Lì, con loro e grazie a loro, Dio può con gioia riprendere e continuare la Creazione.

 

 

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