Coccaglio è qui a pochi chilometri, sulla strada che da Bergamo porta a Brescia. Proprio a Coccaglio, il sindaco leghista Franco Claretti, per mano dell’ “Assessore alla Sicurezza” Claudio Abiendi, sta attuando l’operazione White Christmas. Fino a Natale, non si sa con quanta gentile fermezza, verranno attuati controlli a tappeto, di casa in casa, per verificare i permessi di soggiorno degli immigrati: se non saranno in regola, verrà “revocato il permesso di residenza”, seduta stante e con tutta la non bene precisata forza concessa ai sindaci dal Pacchetto Sicurezza approvato di recente.
L’azione è in corso dal 24 ottobre, dopo che Claretti espresse l’idea e l’intenzione di questo progetto a una convention di sindaci leghisti a Milano, all’Hotel Leonardo da Vinci, riscuotendo viva approvazione dai colleghi e dallo stato maggiore del Carroccio. “Il ministro Maroni è un uomo pratico – ha puntualizzato Claretti – ci ha dato dei consigli per attuare il provvedimento senza incorrere nei soliti ricorsi ai giudici”.
Non si capisce perché per indicare l’operazione si sia ricorsi all’espressione americana e holliwoodiana White Christmas, rinunciando – penso a malincuore – a una più ruspante e dialettale, del tipo “Nedàl sensa nigher”. Né si capisce perché, all’inglese, si parli di convention e non – più padanamente – di riuniù o di còngrega oppure – più alla medievale – di “dieta”.
Né tanto meno si comprende come il Ministro degli Interni possa dare suggerimenti su come evitare che qualcuno possa, secondo i diritti di legge, ricorrere ai giudici. Ancora meno si comprende come e perché il Ministro riservi questi consigli solo ai sindaci leghisti. Se sono consigli da Ministro, perché Maroni non li dà a tutti i sindaci d’Italia, magari passando attraverso la doverosa e istituzionale mediazione dei Prefetti? Se – come temo – non sono consigli da Ministro, con quale senso della legalità e del rapporto tra potere esecutivo e potere giudiziario Maroni gestisce il Ministero degli Interni? Se, metti caso, tra Carabinieri, Poliziotti, agenti dei Servizi Segreti, Prefetti e quant’altri dipendano istituzionalmente da lui, ci sono carabinieri poliziotti, agenti, Prefetti leghisti, anche per questi è, secondo Maroni, prevista o prevedibile una comunicazione a parte, esclusiva, sui generis, magari tale da evitare possibili e legittimi ricorsi ai giudici da parte di qualcuno?
L’assessore Claudio Abiendi, che nel 1992 fu, a quanto dice, tra i fondatori della Lega, precisa: “per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana”.
Non so come il povero Abiendi riesca a concepire una “tradizione cristiana” che non sia una “festa dell’accoglienza”. Natale per un cristiano non è forse la festa della massima accoglienza: quella del mondo, che accoglie in sé l’estrema diversità e l’estrema alterità di Dio, e quella di Dio, che in Gesù nascente manifesta l’Incarnazione, cioè l’unirsi e l’accogliersi reciproco di divinità e umanità in un’unica persona?
Che cosa avrebbero fatto Franco Claretti e Claudio Abiendi se, a suo tempo, fossero stati Sindaco e “Assessore alla Accoglienza” di Betlemme? Come si sarebbe poi comportato Roberto Maroni, se dopo l’Epifania e dopo il ritorno a Gerusalemme dei Re Magi, fosse stato il Ministro degli Interni di Erode?