Il lancio ANSA dice:
“RAGUSA – Fa la spesa in un supermercato di Ragusa ma si rifiuta di pagare, litiga per questo con una cassiera e poi picchia, colpendolo con calci e pugni, un disabile di 58 anni che era intervenuto per difendere la donna. Protagonista dell’aggressione Pietro Baglieri, 53 anni, che è stato arrestato da carabinieri del comando provinciale ibleo. L’episodio è avvenuto ieri sera nella rivendita di via Caronia del guppo Alis. Il disabile è stato ricoverato nell’ospedale di Ragusa in gravi condizioni”.
Mi spiace che non ci sia il nome e il cognome di questa grande persona di 58 anni che, unico tra il silenzio fifone e vigliacco dei “normali”, alza la propria voce e la propria forte anima in difesa della povera cassiera. Di un grande uomo come questo vanno detti nome e cognome, così che possa essere modello identificabile per tutti noi, testimone e segno di dignità e civiltà oggi rarissime.
Grazie, caro anonimo amico, fratello delle nostre speranze. Mentre qui a vicino a Bergamo una “educatrice” “normale” picchia e usa ripetuta violenza su un bambino di nove anni indifeso e disabile (vedi 2009/10/18 – Ad Almenno San Salvatore, qui vicino a Bergamo, “educatrice maltratta bimbo disabile, arresti domiciliari”), tu dalla cattedra della tua carrozzella ci dai una prodigiosa e preziosa lezione di vita e di giustizia. Il tuo è un grande straordinario magistero: ci insegni che il limite e la diversità non sono necessariamente barriera e ostacolo, ma possono essere apertura di senso e di significato, grande laboratorio di umanità che si apre a tutte le umanità e che vuole la giustizia per tutte le persone. Costi quello che costi.