Dopo il mio articolo di ieri (2009/10/18 – Ad Almenno San Salvatore, qui vicino a Bergamo, “educatrice maltratta bimbo disabile, arresti domiciliari”) un amico mi fa notare quanto avessi previsto episodi tipo quello dell’educatrice di Almenno San Salvatore (Bergamo) che ha usate gravi e ripetute violenze su un bambino disabile di nove anni impossibilitato a muoversi, parlare, difendersi. In effetti, alla fine di un mio articolo di settembre (Perché si aggrediscono, picchiano, uccidono l’omosessuale, l’extracomunitario, il barbone, il diverso) concludevo:
“Un’ultima annotazione, purtroppo, è necessaria. Spesso molte persone che si prendono cura come professionisti o, più spesso ancora, come volontari, del diverso, hanno nella profondità del loro Sé le stesse dinamiche di chi aggredisce, violenta o uccide il diverso, tanto che possono passare a questo tipo di azione. Come dire che alcuni pompieri sotto sotto sono piromani. Queste persone sono pericolose: sotto la sollecitudine e l’alibi del salvatore o del portatore di cura e aiuto nascondono la violenza di bisogni non risolti e di dinamiche estremamente pericolose e midiciali (mi viene in mente a mo’ di esempio il film Magdalène). Occorrerebbe essere più attenti nella selezione delle persone che hanno a che fare con il diverso e con la diversità. Occorrerebbe meglio individuare le motivazioni. Occorrerebbe soprattutto che venissero scelte persone con una adeguata ed elaborata strutturazione del Sé.”
Purtroppo sono stato e resto facile profeta.
2009/12/05 alle 12:20 pm
[...] Salvatore, qui vicino a Bergamo, “educatrice maltratta bimbo disabile, arresti domiciliari” e 2009/10/19 – Ancora sulla educatrice di Almenno San Salvatore (Bergamo), che ha usato grave e ripe… [...]
2009/12/04 alle 2:09 am
[...] “educatrice maltratta bimbo disabile, arresti domiciliari” (vedi anche l’altro mio post 2009/10/19 – Ancora sulla educatrice di Almenno San Salvatore (Bergamo), che ha usato grave e ripe…). Solo se fosse stata Rom, alla “educatrice” di Almenno San Salvatore sarebbero stati [...]