2009/06/22 – Amoralità neandertaliana, il potere tra coca e prostituzione

La mancanza di ogni inquietudine morale e l’incapacità di indignarsi – davvero e prima di tutto – della propria inerzia morale: questo fa degli uomini e delle donne del mio paese un gregge.

Non c’è coraggio dello sguardo. Forse non c’è più anima.

Non è certo un caso che gli incesti aumentino e che nessuno lo dica (vedi nell’altro mio blog gli articoli sull’incesto in Incesto e dinamiche incestuose). Tra psicosi e incesto le famiglie si stanno “neandertalizzando” sempre di più (leggi in proposito il mio post Famiglia d’oggi e uomo di Neandertal. Ritiro psicotico, razzismo e violenza.).

I figli, incapaci di affrontare la donna, vanno a letto con la propria madre.

Le madri, prima del suo corpo e del suo pene, trattengono nella propria morta vagina l’anima mai nata del figlio.

I padri non esistono più. Quello che resta di loro è il mendicante: bolsi e bovini raccolgono le briciole lasciate dall’incesto dei figli.

La famiglia implode su sé stessa e la vita muore. E nessuno pare accorgersene.

Intanto, sempre di più, il potere pare – incustodito moralmente, fisicamente e politicamente – abitare la suburra della prostituzione fisica e morale e farsi di coca. 

Tout se tient.

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