Come dimostrano i tragici fatti di Rosarno, i conti tornano: se non altro quelli che legano tra loro da un lato ‘Ndrangheta, Camorra, mafie e delinquenze organizzate, dall’altro gli oggettivi interessi di consenso, di immagine e di depistaggio dell’attenzione propri della maggioranza.
La maggioranza di governo, stabilendo il reato di clandestinità, ha oggettivamente facilitato la riduzione in schiavitù e lo sfruttamento di decine di migliaia di clandestini in molte zone d’Italia, soprattutto meridionale. Con persone senza più alcuna parvenza di diritto, senza alcuna tutela e già in partenza colpevoli di esistere, i caporali della ‘Ndrangheta, della Camorra, delle mafie e delle delinquenze organizzate ora possono fare tutto e di tutto, arricchendo ulteriormente i boss. Per giunta le possibilità di investimento e di sfruttamento di questi ultimi sono ulteriormente aumentate grazie allo scudo fiscale e al ritorno quasi del tutto gratuito di molti capitali dall’estero.
Da “persone d’onore” quali sono, ora i boss e le loro organizzazioni restituiscono il favore.
Sparando e sprangando (o lasciando sparare e sprangare), provocando la reazione dei clandestini, permettono al ministro Maroni di affermare che c’è stata, c’è e – quindi – non ci deve più essere “troppa tolleranza verso gli stranieri”; permettono ai giornali e alle agenzie informative della maggioranza di fare passare le vittime per aggressori, gli sfruttati per violenti, i poveri cristi per diavoli incalliti, presentandoli come terribile, temibilissima minaccia. Tutto ciò alza il livello della paura e della paranoia sociali all’inverosimile, con molta più efficacia di quanto farebbero bombe pilotate e attentati provocati o lasciati accadere. Per chi urli contro “lo straniero”, per chi esibisca fermezza e intolleranza più o meno velatamente xenofobe, il ritorno di consenso anche elettorale è garantito; il polverone e il conseguente silenzio sui programmati prossimi provvedimenti ad personam è assicurato; la campagna elettorale per le regionali è già lanciata. Inoltre ogni possibile opposizione sarà tacciata di odioso e invidioso ostacolo alla decisa azione del governo.
Come dicevo, i conti tornano.
Peccato che nessuno chieda da che parte e come continuano a venire gli stagionali. Non era finito l’afflusso dei clandestini? Non c’erano stati prodigiosi e risolutivi accordi con Gheddafi?
Forse, come dice Maroni, la colpa è davvero della passata eccessiva tolleranza. Gli stagionali non sono arrivati adesso. Erano già qui, in letargo, in attesa che maturassero i mandarini prima e i pomodori dopo. Sono proprio animali, per giunta vanno in letargo e purtroppo non sopportano spari e sprangate.